
Ricordate il film Hollywoodiano “Armageddon, giudizio finale”, interpretato nel 1998 da Bruce Willis? Bene, pare che ancora una volta una pellicola cinematografica possa divenire realtà. Gli scienziati della NASA stanno sviluppando un concetto di missione che potrebbe essere finalizzato all’esplosione di una testata nucleare al fine di disgregare un asteroide minaccioso. Ma a differenza del film, la navicella in fase di sviluppo conosciuta come Intercept Hypervelocity Asteroid, o HAIV, sarebbe senza pilota. Il concetto è semplice: un eventuale asteroide in rotta di collisione con la Terra verrebbe colpito più volte, generando un cratere prima di far esplodere l’ordigno nelle sue profondità. Questo progetto non è in corso d’opera a causa di un imminente pericolo, è bene ribadirlo, ma semplicemente per pura prevenzione qualora l’evento si verifichi. La storia della Terra è infatti caratterizzata da impatti anche disastrosi, che in talune circostanze hanno portato a vere e proprie estinzioni di massa. E’ compito degli scienziati, quindi, vigilare attentamente qualora tutto questo divenga realtà.

La Terra è destinata ad essere colpita nuovamente, anche se non si sa quando. Ma sarebbe anomalo se tutto si fermasse e non accadesse più, piuttosto che seguire il normale corso a cui la natura ci ha abituati. Rocce spaziali abbastanza grandi, capaci di generare danni gravi, hanno colpito il pianeta ogni 300 anni in media, dicono i ricercatori. Questo rende indispensabile avere un piano per affrontare il problema. L’umanità deve inoltre prepararsi ad un eventuale asteoride che appare improvvisamente sul radar degli scienziati, capace di un potenziale impatto nel corso di poche settimane. Questo scenario, nonostante l’incessante attività di monitoraggio, potrebbe avvenire in qualsiasi momento, per cui gli ingegneri della NASA sono al lavoro per prevenirlo. Il cratere generato dal progetto non supererebbe i 100 metri di profondità, per cui non avrebbe lo stesso effetto del colossal di Hollywood, ma le simulazioni condotte in laboratorio lasciano ben sperare sulla corretta riuscita della missione. Il progetto dovrebbe essere pronto tra una decina di anni, sperando che la natura voglia attendere i nostri tempi.


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