Riproponiamo a grande richiesta una ricerca effettuata qualche tempo fa sul clima del capoluogo pugliese dell’800, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. La pubblicazione risalente al 1913, contiene i dati comprendenti il ventennio 1893-1913, reperiti dall’osservatorio meteorologico e geofisico di Taranto.Questo lavoro fa parte di una collana di pubblicazioni meteorologiche e climatologiche del nostro passato, che prevede anche lavori sulla regione Puglia che pubblicheremo successivamente. Cercheremo anche di confrontare qualche dato con quelli attuali disponibili, riferiti agli ultimi 13 anni. Come ben sappiamo il clima viene definito come l’insieme delle condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, pressione, venti…) medie che caratterizzano una determinata regione geografica ottenute da rilevazioni omogenee dei dati per lunghi periodi di tempo, determinandone la flora e la fauna, influenzando anche le attività economiche, le abitudini e la cultura delle popolazioni che vi abitano. Attualmente la definizione di clima prevede il recupero di almeno 30 anni di dati, come definito dall’attuale organizzazione mondiale di meteorologia (WMO). Ma ciò non toglie che 20 anni di rilevazioni, visti anche i cambiamenti drastici del clima stesso, non diano un’idea ben precisa dei valori medi di una località.Vediamo in dettaglio qualche dato.
Il ventennio a cavallo tra l’800 ed il ’900 ha fatto registrare una media annua di 17° C, suddivisa tra gli 8,5°C del periodo invernale ai 24°C di quello estivo. Le escursioni termiche diurne fecero registrare una media di 7,1° C, suddivisa nei 5,5° C invernali sino agli 8,7° C del periodo estivo. La temperatura massima assoluta registrata è stata di 36,5°C, registrata una sola volta (record attuale 41,4°C), con una minima assoluta di -4,5°C (record ultimi 13 anni: -0,9°C).
La pubblicazione ci dice che le medie delle temperature massime estive erano comprese tra 28°C e 30°C e solo per 15 giorni tra 32°C e 34°C.
Al contrario, molto fredde erano le minime invernali, con media di 4/6°C. Anche in quel periodo la città di Taranto scendeva raramente vicino a 0°C grazie alla sua orografia, ed in alcuni anni mai sotto lo zero. Il mese più piovoso era Dicembre, mentre quello più secco era Luglio.
Particolare molto interessante è dato dalla stima della siccità prolungata del periodo estivo. I dati parlano di anni in cui la pioggia non cadeva nemmeno per 200 giorni consecutivi, lasciando spazio alle sole precipitazioni invernali. I temporali estivi quindi rappresentavano quasi un’eccezione, anche se si racconta di temporali che riversavano al suolo oltre 60-70mm in una sola ora ma con grandine rarissima. Nonostante questo, il numero di giorni piovosi annui (>1mm) era ben superiore all’attuale, registrando 80 giorni medi annui di pioggia. La media precipitativa annua ammontava a 550mm, dato praticamente simile all’attuale anche se inferiore (media attuale 595.0 mm). L’estate quindi era caratterizzata da una serenità del cielo molto prolungata, a differenza dell’inverno che registrava una copertura media di 7/10 (attualmente viene utilizzata una procedura differente che prevede la scomposizione del cielo in ottavi). Annualmente la media del cielo sereno era di 170 giorni, e di 80 giorni di copertura totale. All’osservatorio, in quel lasso temporale, la media annua di temporali avvistati ammonta a 18 (tra cui 8 vicini e 10 lontani).
Verso le 9:00 era solito alzarsi un leggero Ponente, il quale girava a Ostro nel pomeriggio intensificandosi sino alle 15:00, per poi decrescere alle 19:00 sino a cessare del tutto. Tra le 21:00 e le 22:00 si alzava periodicamente la brezza di terra (E/NE) sino alle 6/7:00 del mattino. Questa aveva intensità media compresa tra i 6 e i 15 Km/h sino ad un massimo di 20 Km/h. Queste caratteristiche naturalmente le ritroviamo anche nei giorni attuali. I venti prevalenti con rispettive cause erano i seguenti:
Scirocco: forte umidità relativa e cielo coperto con grossi nuvoloni.
Libeccio: sbuffi forti con estrema variabilità e rovesci localizzati.
Tramontana: aria secca e fredda.
Grecale: alte temperature estive con estrema siccità (vento di terra per Taranto).
Levante: abbondanti e prolungate precipitazioni in inverno.
Novembre ed Aprile erano mesi di estrema variabilità, nei quali si registravano i venti più forti da Sud o da Ovest, capaci di raggiungere e di superare gli 80 Km/h. Dal momento che alcune situazioni orografiche non possono cambiare in intervalli comunque abbastanza vicini, anche in quel ventennio il differente surriscaldamento dei 2 mari che costeggiano la città, garantivano calma di vento molto rara, dovuta ad una circolazione locale dell’aria.
Molto rara era la nebbia, con media di 4 giorni annui. Meno raro invece il fenomeno della nebbia nei bassi strati. La visibilità <1 km (nebbia) è assolutamente più frequente ai giorni attuali (una delle cause è la concentrazione maggiore di nuclei di condensazione). La media di umidità relativa era compresa tra il 70 e il 72%, con picchi minimi di 15% con il grecale in estate. Le nevicate erano caratterizzate da una media molto bassa, ma con frequenti apparizioni di pochi cm per qualche ora. Nel 1893 e nel 1895 in particolare, ci furono però nevicate abbondanti per 2 giorni consecutivi. Non mancavano repentini sbalzi termici in meno di 1 ora. Il clima di Taranto era quindi temperato marittimo, caratterizzato da repentini cali termici dopo le piogge equinoziali. La curva termica era lentamente ascendente dalla fine di Gennaio alla terza decade di Luglio, in seguito stazionaria sino alla prima decade di Settembre. La caduta verso il freddo invernale era più rapida dell’aumento estivo, di conseguenza il clima era possibile suddividerlo in: invernale (da Ottobre ad Aprile) ed estivo (da Maggio a Settembre).
Questo interessantissimo lavoro è stato realizzato grazie ai dati dell’osservatorio raccolti da Luigi Ferrajolo, del quale vediamo una breve biografia.
Nato a Taranto il 15 ottobre 1878, diplomato in Fisica Terrestre a Napoli, geofisico nella Regia Aeronautica, il suo nome è legato all’Osservatorio Meteorologico e Geofisico di Taranto che fonda nel 1892, inizialmente come stazione termopluviometrica dipendente dalla Rete Meteorica Salentina e al quale annette successivamente la sezione sismica. Quest’istituto, riconosciuto nel 1934 dal Ministero dell’Aeronautica, viene inserito nel circuito internazionale degli osservatori europei. Infatti diventa socio di diverse Società scientifiche italiane ed estere. Sarà direttore del medesimo istituto fino al 1968, anno in cui si ritira in pensione. E’ l’ideatore del sismometrografico, apparecchio col quale riesce a registrare terremoti a 15mila chilometri di distanza. Svolge attività giornalistica e politica. Diviene amministratore del giornale “Il Riscatto” (1902), diretto da Pompeo Lorea e segretario della Federazione Circondariale del Lavoro (1907-1908). In seguito fonda la rivista “Taras”, di cui ne è anche il direttore dal 1926 al 1933. Ha collaborato sia con giornali come il “Corriere delle Puglie”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “La Voce del Popolo”, “La Voce del Salento”, che con riviste come “Rivista di arti e scienze”, “Rivista tecnica di Aeronautica”, “Le vie dell’Aria”, “Risveglio agricolo di Taranto”, “Meteorologia Pratica” ed altre.
Muore il 24 agosto 1971.
Bibliografia:
– Clima di Taranto, in “Taras, Rivista di Demografia, Statistica e Storia”, I, (1926), n. 1-2, pp. 290-291
– Biografia di Luigi Ferrajolo da Scienzasalento.it
– Definizione di Clima: Wikipedia


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?