Nei giorni scorsi abbiamo parlato molto del fenomeno dell’acqua alta, tipico di Venezia e della sua Laguna in condizioni di scirocco e alta marea. A Venezia ieri si è raggiunto un nuovo picco eccezionale. Ma negli ultimi anni tale fenomeno meteo/marino si è verificato sempre più con maggior frequenza in altre zone, soprattutto nelle isole del Tirreno, come a Lipari e a Ischia, dove nei giorni scorsi si sono sperimentati degli allagamenti in diversi quartieri, a pochi metri sopra il livello del mare. Nella giornata di ieri, l’intenso vento di scirocco, ha riportato il fenomeno anche sull’isola d’Elba, precisamente a Portoferraio, dove l’acqua ha raggiunto una altezza di ben 139 cm. Un valore veramente consistente, che ha prodotto molti danni e disagi, soprattutto alle imbarcazioni, ma non solo. Ormai tale fenomeno sta diventando sempre di più una consuetudine per le nostre coste. Non riguarda più solo la città di Venezia o Chioggia, ma anche le Eolie, Malta e le principali isole del Tirreno, da Ischia all’Arcipelago Toscano. Ma per conoscere meglio il fenomeno dell’acqua alta dobbiamo parlare della “sessa”, la vera causa d’innesco.
Come si forma il fenomeno della “sessa” ?
Con il termine “sessa” si intende un movimento periodico delle acque all’interno di un bacino lacustre, pantano o mare chiuso. Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi abbassamenti della pressione atmosferica. Nei laghi a causa di un forte squilibrio barico o di un forte vento si manifesta un innalzamento del livello delle acque su di una riva, quella esposta al vento, ed un abbassamento sulla riva apposta sottovento. Una volta cessata l’azione perturbatrice del vento, con il graduale rialzo della pressione atmosferica, la massa d’acqua subisce una serie di oscillazioni stazionarie che in genere hanno una durata di 21-22 ore. Il fenomeno della “sessa” si verifica anche su alcuni mari chiusi come le coste della Sicilia occidentale dove, in particolari condizioni, quando soffiano intensi venti occidentali, le oscillazioni possono raggiungere altezze considerevoli, anche di alcuni metri.
Qui il fenomeno è chiamato “marrobbio“. Anche nei grandi specchi lacustri del nord Italia (vedi il lago di Garda, Maggiore, d’Iseo, ecc.) la “sessa” è un fenomeno molto noto quando soffiano forti venti trasversali, con forti squilibri barici tra le rive opposte. Nell’alto Adriatico spesso le onde di “sessa” si sovrappongono al massimo di marea astronomico, determinando il fenomeno dell’acqua alta su Venezia (proprio come sta avvenendo in questi giorni). Il fenomeno delle “sesse” è particolarmente importante nell’analisi di particolari fenomeni di marea, come l’acqua alta nell’Adriatico settentrionale. In casi particolari di ampie escursioni di marea, onde di “sessa” e venti di scirocco, nel nord Adriatico si possono determinare notevoli innalzamenti del livello del mare sotto costa, come avvenne durante la terribile alluvione del 1966. Proprio il 4 Novembre del 1966, per colpa di una delle più violente sciroccate dell’ultimo secolo che si sono “canalizzate” sull’intero Adriatico, l’acqua alta su Venezia raggiunse il record storico assoluto di ben 194 cm, inondando l’intera città. Il fortissimo scirocco, oltre a creare grandi ondate, fino a 5.0 metri, sollevò l’acqua di quasi 2 metri dentro la laguna. Si tratta del record di massima altezza dell’acqua alta finora mai superato.



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