Il fenomeno dell’acqua alta sulla laguna di Venezia, come su molte isole italiane, è riconducibile alle “sesse”; di cosa si tratta e come si formano?

MeteoWeb

Nei giorni scorsi abbiamo parlato molto del fenomeno dell’acqua alta, tipico di Venezia e della sua Laguna in condizioni di scirocco e alta marea. Negli ultimi anni tale fenomeno meteo/marino si è verificato sempre più con maggior frequenza in altre zone, soprattutto nelle isole del Tirreno, come a Lipari e a Ischia, dove nei giorni scorsi si sono sperimentati degli allagamenti in diversi quartieri, a pochi metri sopra il livello del mare. Lo scorso mercoledì la marea eccezionale si è registrata pure a Malta, a seguito del passaggio del profondo ciclone extratropicale di Halloween, che è sprofondato sotto i 987 hpa. Sono state 3 le zone di Malta “inondate” dall’acqua marina, quelle di  Msida, Marsascala e Birzebbuga. Ma anche in qualche altra zona più localizzata s’è verificato il fenomeno. L’acqua del mare ha invaso la strada sommergendo strade e aree solitamente poste al di sopra del livello del mare. Si tratta di un fenomeno raro, che però s’è verificato anche altre volte in passato, sia negli anni scorsi che molto tempo fa. Ma come abbiamo avuto modo di sottolineare e prevedere, in diversi articoli dei giorni scorsi, il fenomeno dell’acqua alta si è presentato con maggior vigore proprio sulle coste venete e friulane dell’alto Adriatico, dove si è verificata una sovrapposizione fra il picco di alta marea astronomico e l’innalzamento della superficie marina, ad opera dello scirocco richiamato dalla profonda ciclogenesi fra Baleari e mar di Corsica.

Il picco dell'acqua alta di 140 cm che ha interessato Venezia la notte di Halloween

Difatti, il flusso sciroccale ha contribuito a spingere un ingente quantità di masse d’acqua verso le coste friulane, venete e la laguna di Venezia, alzando una marea eccezionale, di oltre i 140 cm, che ha allagato oltre il 58 % della città lagunare. Stavolta però la marea eccezionale, a causa dell’intensa sciroccata che ha risalito l’intero Adriatico (con un ampio “Fetch”), ha riguardato pure il resto delle coste venete, friulane e giuliane, per colpa dell’intenso flusso sciroccale in risalita da SE, che con il suo moto ondoso si è sovrapposto al picco massimo della marea astronomica. A Chioggia, ad esempio, la marea ha toccato una punta massima e di 164 cm. Un valore davvero eccezionale che ha provocato l’allagamento del centro storico e persino di una parte della statale Romea, dove il traffico è stato sospeso per alcune ore. La stessa sorte è toccata a molte altre località, come il lungomare di Trieste, dove l’acqua ha raggiunto la strada litoranea e il lungomare, con inevitabili disagi e paralisi del traffico stradale. L’inconsueto fenomeno è stato originato da un importante innalzamento del livello medio delle acque, chiamato “sessa” (grande oscillazione longitudinale del bacino ad opera del passaggio di una perturbazione), che si è sommato ai picchi massimi della marea astronomica (nelle fasi di luna nuova e luna vecchia), che sull’alto Adriatico, per ragioni morfologiche, sono più elevati che negli altri bacini del Mediterraneo.

In pratica la “sessa”, altro non è che un fenomeno analogo allo “Storm Surge”, ossia un anomalo innalzamento del livello medio delle acque oceaniche indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa, che accompagna il passaggio di un intenso ciclone tropicale o una profondissima area depressionaria extratropicale, con minimo sotto i 960-950 hpa. Tale fenomeno l’abbiamo visto di recente sulle coste del New Jersey, in particolare sulla costa di Atlantic City, durante il “landfall” del profondissimo ciclone sub-tropicale “Sandy”, la cui pressione centrale aveva raggiunto i 940 hpa, un valore estremamente basso per la costa nord-orientale degli USA. Purtroppo il recentissimo esempio di “Sandy” sull’East Coast statunitense è stato veramente lampante, mettendo in risalto tutti gli esiti disastrosi di un fenomeno che potrebbe divenire sempre più frequente anche lungo le coste del Mediterraneo.

Gli effetti dell'acqua alta a Venezia

Ma come si origina la “sessa” ?

Con il termine “sessa” si intende un movimento periodico delle acque all’interno di un bacino lacustre, pantano o mare chiuso. Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi abbassamenti della pressione atmosferica. Nei laghi a causa di un forte squilibrio barico o di un forte vento si manifesta un innalzamento del livello delle acque su di una riva, quella esposta al vento, ed un abbassamento sulla riva apposta sottovento. Una volta cessata l’azione perturbatrice del vento, con il graduale rialzo della pressione atmosferica, la massa d’acqua subisce una serie di oscillazioni stazionarie che in genere hanno una durata di 21-22 ore. Il fenomeno della “sessa” si verifica anche su alcuni mari chiusi come le coste della Sicilia occidentale dove, in particolari condizioni, quando soffiano intensi venti occidentali, le oscillazioni possono raggiungere altezze considerevoli, anche di alcuni metri. Qui il fenomeno è chiamato “marrobbio“.

Anche nei grandi specchi lacustri del nord Italia (lago di Garda, Maggiore, d’Iseo, ecc.) la “sessa” è un fenomeno molto noto quando soffiano forti venti trasversali con forti squilibri barici tra le rive opposte. Nell’alto Adriatico spesso le onde di “sessa” si sovrappongono al massimo di marea astronomico, determinando il fenomeno dell’acqua alta su Venezia (proprio come sta avvenendo in questi giorni). Il fenomeno delle sesse è particolarmente importante nell’analisi di particolari fenomeni di marea, come l’acqua alta nell’Adriatico settentrionale. In casi particolari di ampie escursioni di marea, onde di “sessa” e venti di scirocco, nel nord Adriatico si possono determinare notevoli innalzamenti del livello del mare sotto costa, come avvenne durante la terribile alluvione del 1966. Proprio il 4 Novembre del 1966, per colpa di una delle più violente sciroccate dell’ultimo secolo che si sono “canalizzate” sull’intero Adriatico, l’acqua alta su Venezia raggiunse il record storico assoluto di ben 194 cm, inondando l’intera città. Il fortissimo scirocco, oltre a creare grandi ondate, fino a 5.0 metri, sollevò l’acqua di quasi 2 metri dentro la laguna. Si tratta del record di massima altezza dell’acqua alta finora mai superato.