Il Messico ha venduto agli Stati Uniti l’acqua del fiume Colorado

I rappresentanti dei governi di Messico e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di massima per la concessione alle agenzie statunitensi dell’acqua di oltre 40.000 ettari percorsi dal fiume Colorado. A beneficiarne saranno California meridionale, Arizona e Nevada, convinte che l’acquisizione (temporanea) coprirà il fabbisogno annuale di oltre 200.000 famiglie. L’accordo sarà quinquennale e farà incassare al governo messicano circa 10 milioni di dollari, che saranno destinati alla ricostruzione delle aree colpite, nell’aprile dal 2010, dal devastante terremoto del settimo grado della scala Richter. Le autorità statunitensi hanno inoltre promesso di acquisire nuove “quote” del fiume per raggiungere l’area del delta, ormai in abbandono e segnata negli ultimi anni da una grave siccità. In prossimità del delta, alla fine di un percorso di 2200 km attraverso sei Stati, fino alla Baja California messicana, il fiume Colorado ha un bacino ormai ridotto a quello di un piccolo affluente. Per il direttore del centro del delta del fiume Colorado, Francisco Zamora, l’accordo “è un grande risultato per tutti coloro che sperano nella riqualificazione dell’area e nella ricostruzione dell’habitat originario”. Il rappresentante del governo americano, Michael Connor, è convinto che si siano poste le premesse per una “forte partnership tra i due Paesi” nello sfruttamento delle risorse idriche: “Condiviamo una cultura, un confine e risorse con i nostri vicini messicani ed è assolutamente appropriato che si condividano anche le soluzioni per le sfide che fronteggeremo nel bacino del fiume Colorado”. Tra le tre agenzie americane protagoniste dell’acquisizione, la californiana Metropolitan Water District contribuirà con 5 milioni, mentre la Southern Nevada Water Authority, che rifornisce Las Vegas, dividerà il resto della spesa con la Central Arizona Water Conversation.