
In poco più di una settimana l’alto Adriatico è stato investito dalla seconda intensa sciroccata autunnale, che ha dispensato mareggiate e il fenomeno dell’acqua alta sulla laguna di Venezia. Stavolta dobbiamo ammettere che la burrasca è stata molto più intensa di quanto avevamo previsto nei giorni scorsi, causando inevitabili disagi lungo le coste di Romagna, Veneto e Friuli. L’intenso vento di scirocco, anche in quest’occasione, dopo essere partito dall’entroterra libico, muovendosi lungo il bordo più occidentale del promontorio anticiclonico di blocco, che dalla Cirenaica si è disteso verso la Grecia, la Turchia occidentale e i paesi dell’Europa orientale (per azione del “forcing” troposferico indotto dall’affondo della saccatura nord oceanico fin sull’entroterra algerino), è risalito sullo Ionio, per poi “canalizzarsi”, attraverso il Canale d’Otranto, sull’intero bacino Adriatico. Proprio durante l’incanalamento sul mar Adriatico, il flusso da S-SE si è ulteriormente rafforzato, fino a raggiungere l’intensità di burrasca, a causa del fitto “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a realizzare nel corso della mattinata odierna, fra l’Italia e i bacini limitrofi, interessati da un calo della pressione barometrica, e l’area balcanica e la regione carpatico-danubiana, dove invece la pressione è aumentata per l’intensificazione del promontorio anticiclonico di blocco tra la Libia orientale, la Grecia, l’Egeo, la Bulgaria e la Romania (ben alimentato dal flusso di aria calda e secca aspirata dall’entroterra desertico libico).
L’inasprimento del divario barico tra i Balcani e il Mediterraneo centrale ha dato ulteriore enfasi al flusso sciroccale che risaliva l’Adriatico centro-settentrionale, attivando delle intense burrasche, a largo delle coste della Dalmazia, che si sono dirette fin sulle coste venete e friulane, con venti da S-SE e SE che hanno toccato i 60-70 km/h, con picchi localmente superiori in mare aperto, nel tratto antistante la costa istriana. L’intenso scirocco ha investito in pieno pure la laguna di Venezia, arrivando con intense folate fin sul trevigiano e l’imolese. Sulla bella città lagunare in mattinata è stata registrata una massima raffica da SE di ben 68 km/h, mentre l’intensità media sostenuta ha toccato i 50 km/h alle 11:20 AM. Solo dal primo pomeriggio l’intensità media dello scirocco è scesa sotto i 40 km/h. Ma nel frattempo il danno è stato inevitabile. Difatti, gli intensi venti da SE, che per l’intera mattinata hanno sferzato l’alto Adriatico, con raffiche di 60-70 km/h nei punti meglio esposti, hanno gonfiato le acque della laguna, creando una marea eccezionale che ha inondato il centro di Venezia, creando i soliti disagi ai commercianti e agli operatori turistici della città.
Nel corso della mattinata, per colpa dell’impetuoso flusso sciroccale, la massima di marea ha raggiunto toccato i 149 centimetri, sul livello medio mare. In pratica l’acqua della laguna ha invaso circa il 70% della città lagunare. E’ la sesta marea di questa portata nella storia di Venezia dal 1872, come spiega il responsabile dell’Istituto centro previsioni maree del Comune di Venezia, Paolo Canestrelli. Siamo ancora lontani dal record del 4 Novembre 1966, giornata storica, quando si raggiunsero i 194 centimetri sul medio mare, ma la marea rimane pur sempre eccezionale, con ripercussioni notevoli. Allora però il picco massimo, di 194 cm, si raggiunse in un solo giorno, mentre in queste due settimane, dal giorno di Halloween ad oggi, Venezia ha dovuto affrontare un lungo periodo di alte maree, prodotte dalla sovrapposizione dei fattori astronomici (luna piena e luna nuova) e meteorologici (intenso scirocco sull’Adriatico e repentina diminuzione della pressione barometrica). I sostenuti venti di scirocco hanno raggiunto pure il golfo di Trieste, dove si è inserita anche l’onda lunga generata dal sostenuto flusso da S-SE sull’alto Adriatico.
A Trieste le raffiche da SE hanno superato i 50 km/h. L’ampio “Fetch” (lo spazio di mare su cui spira il vento) che si è venuto a creare sta sollevando anche un imponente moto ondoso in tutto l’Adriatico centro-settentrionale, visto anche la peculiare morfologia di tale bacino, esteso da nord-ovest a sud-est. I venti intensi da S-SE e SE, che per ore hanno spazzato l’intero Adriatico, sono stati in grado di produrre onde di “mare vivo”, ben formate, che hanno raggiunto i 3.5-4.0 metri di altezza, contribuendo ad incrementare il fenomeno dell’acqua alta sulla laguna veneta. Eloquenti i dati forniti dalle boe della Rete Ondametrica Nazionale, gestita dall’ISPRA. La boa a largo di Ancona, in tarda mattinata, durante il clou della sciroccata, ha registrato il passaggio di onde medie alte fino a 3.8 metri, con una direzione media di provenienza da 116°, circa E-SE. Ancora più significativo il dato della boa di Venezia, ubicata poco a largo dell’omonima laguna, che sempre in mattinata ha segnato il transito di onde medie alte fino a 4.1 metri, con una direzione media di provenienza da 134°, da SE. Per un bacino ristretto, per estensione, come quello dell’alto Adriatico, si tratta di un dato molto significativo. Vedere onde di oltre i 3.5-4.0 metri sull’alto Adriatico è difficile. Non è un caso se i massimi “Run Up” (altezze d’onda) si raggiungono proprio in queste situazioni sinottiche, in presenza di forti flussi sciroccali che risalgono l’intero mar Adriatico (con un grande “Fetch” su tutto il bacino), proprio come nel Novembre del 1966. Il forte vento di scirocco si andrà ad attenuare sensibilmente già dalla serata, indebolendosi nel corso della nottata, quando lascerà lo spazio a correnti ancora molto umide più da Sud che accompagneranno un’ampia scaduta del moto ondoso su tutto il medio-alto Adriatico, determinando delle mareggiate da onda lunga, da SE e S-SE, sulle coste di Romagna, Veneto e Friuli, fino al litorale di Lignano e Grado. Onde che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri di altezza, fino a scadere più gradatamente dalla prima mattinata di domani.


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