L’inquinamento luminoso piace agli uccelli

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Un po’ d’inquinamento luminoso non fa male agli uccelli, anzi, secondo uno studio dell’universita’ britannica di Exeter, alcuni animali selvatici riescono a trovare piu’ facilmente il cibo durante le ore notturne in presenza di fonti di luce artificiale. I ricercatori hanno studiato il comportamento della ‘pettegola’, un elegante uccello migratore presente nei Paesi Nord europei e che in Gran Bretagna popola l’estuario del Forth nella Scozia orientale, dove migra ogni inverno dal Mar Artico. Un’area che e’ anche fortemente industrializzata dove si trovano una raffineria ed una centrale elettrica costantemente illuminate. Per realizzare lo studio i ricercatori hanno collocato dei minuscoli trasmettitori radio con dei sensori posturali sulla schiena degli uccelli in modo da poter registrare i loro movimenti, in particolare quelli fatti per raccogliere il cibo al suolo e nelle aree paludose. I dati raccolti nei periodi di luna nuova, quindi con la sola presenza della luce artificiale, incrociati con quelli registrati durante i pleniluni, hanno mostrato una omogeneita’, confermando quanto la presenza della luce nelle ore notturne sia d’aiuto nella ricerca del cibo. I ricercatori sottolineano tuttavia come il loro lavoro non voglia contestare i danni che l’inquinamento luminoso provoca invece su altre specie, come ad esempio le tartarughe marine che appena nate sono attratte dalla luce che le fa allontanare dal mare, rendendole facili bersagli per i predatori notturni.