Circa 90.000 frane censite di cui 30.000 sono quelle attive. Di queste, 5.000 sono in prossimita’ di centri abitati, case, strade e quindi vanno monitorate con maggior attenzione. E’ la situazione del territorio della Toscana evidenziata dall’Ordine dei Geologi della Toscana affermando che la Toscana ”si dimostra un territorio fragile da un punto di vista idrogeologico con 2.709 chilometri quadrati, pari all’11,8% del territorio, e una popolazione di circa 700.000 abitanti a rischio”. Tra le zone a maggior pericolo, oltre alle Apuane, sono sotto osservazione il Mugello, la Garfagnana e il Valdarno; osservati speciali, parte del Casentino e delle Colline Senesi e la Maremma. Solo nel bacino dell’Arno sono state rilevate ad oggi circa 27.000 frane tra attive, quiescenti e non attive. Di queste meno del 10% incide su insediamenti o infrastrutture. ”Le zone a rischio sono perfettamente conosciute – commenta in un comunicato Guido Lavorini, consigliere dell’Ordine dei Geologi della Toscana -. Anche in questi giorni si e’ avuta la conferma delle previsioni ottenute dalla sovrapposizione dei dati sulle frane e quelli delle aree a maggior piovosita’. L’attualita’ conferma quello che e’ prevedibile sulla base dell’elaborazione delle principali banche dati geologiche e geotematiche regionali. Il problema non e’ quindi ‘dove’ intervenire, ma ‘come’ e ‘quando”’. Per Maria Teresa Fagioli, presidente dell’Ordine, ”dobbiamo avere la consapevolezza che il rischio non e’ mai eliminabile in maniera assoluta. Ci vuole il coraggio di decidere quale livello di rischio vogliamo accettare. Se il rischio non e’ accettabile per costi e vite umane si devono spostare gli insediamenti”.
Maltempo in Toscana, allarme dei geologi: “30.000 frane attive, 700.000 persone ad alto rischio”


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