Maltempo nel Lazio e a Roma: danni su gran parte della provincia capitolina

”Con le violente precipitazioni di oggi, che si sono abbattute sulle campagne romane, da molti dei nostri uffici presenti nel territorio della provincia di Roma, abbiamo ricevuto segnalazioni di danni da parte degli imprenditori agricoli che lamentano, soprattutto, problemi nei terreni”. Lo dichiara David Granieri, presidente di Coldiretti Roma. ”Sembra siano andate distrutte colture orticole autunnali, con centinaia di ettari gia’ seminati – prosegue – e, danno ancora maggiore, su una percentuale significativa di ettari e’ stato asportato terreno superficiale, cioe’ quello arabile e quindi produttivo”. Coldiretti Roma, tramite le proprie strutture, sta mappando un primo censimento dei danni. ”Il patrimonio ambientale e paesaggistico, e quindi di riflesso alla sicurezza idrogeologica per lo stesso territorio – aggiunge il direttore della sede di Roma, Aldo Mattia – va tutelato e, a maggior ragione, in un momento sempre piu’ spesso purtroppo devastante dal punto di vista climatico per l’agricoltura, c’e’ bisogno di prevenzione dal punto di vista idrogeologico”. “Gli effetti dei cambiamenti climatici in atto che – continua Mattia – si manifestano anche in provincia di Roma cosi’ come nel Lazio, con una maggiore frequenza degli eventi estremi, sfasamenti stagionali e una modificazione della distribuzione delle piogge. Una situazione che aumenta il pericolo di frane e smottamenti in un territorio che globalmente paga il prezzo dell’abbandono dell’agricoltura nelle zone difficili e la cementificazione in quelle piu’ ricche”. ”Come Coldiretti – aggiunge Granieri – siamo impegnati in programmi di tutela, salvaguardia e manutenzione del patrimonio ambientale, agricolo e strutturale grazie alle nostre azioni inserite nel piano di filiera di un’agricoltura tutta italiana. Invitiamo pertanto, ancora una volta, i singoli sindaci ad attivarsi per verificare, ognuno per il proprio territorio, la verifica dei requisiti minimi per attivare eventualmente quanto stabilito per il riconoscimento dello stato di calamita'”. “E’ comunque giunto il momento – conclude – di individuare i giusti percorsi per fronteggiare gli eventi calamitosi anche mediante fondi necessari a realizzare azioni utili al rispetto del sistema eco-ambientale e idro-geologico, intervenendo con tempestivita’ e costanza”.