Meteo Weekend: domenica l’aria fredda sfonderà dal Rodano portando venti intensi e un calo termico su tutte le regioni, lunedì forti venti e prima neve sull’Appennino meridionale

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I temporali che in settimana hanno colpito l'Italia

Messa alle spalle l’intensa fase di maltempo, che purtroppo, ancora una volta, ha cagionato tanti danni (si pensi al “flash flood” che ha colpito Carrara) e anche una vittima (il gruista sbalzato in mare con la sua cabina dal tornado che mercoledì scorso ha colpito lo stabilimento siderurgico dell’ILVA), nel corso del prossimo weekend si assisterà ad un progressivo miglioramento, in un contesto ancora piuttosto instabile, soprattutto lungo le regioni tirreniche, ove s’attarderanno residue piogge e temporali, a carattere sparso. Ma l’elemento saliente, nel quadro previsionale, sarà senza ombra di dubbio il calo termico che da domenica inizierà a farsi strada sulle regioni del centro-nord, dove si potranno registrare le prime modeste gelate mattutine della stagione, fino in pianura. Ma andiamo con ordine ad analizzare la situazione sinottica sullo scacchiere europeo. L’alta pressione delle Azzorre, la principale figura barica termoregolatrice sul vecchio continente, continua a presentare una spiccata dinamica meridiana, presentando un sottile promontorio anticiclonico disteso sui meridiani oltre i 60° di latitudine nord, fino al mar di Groenlandia. Con tale assetto l’anticiclone azzorriano ha il merito di separare un profondissimo ciclone extratropicale, con minimo sotto i 950 hpa, fra le coste del Labrador e quelle della Groenlandia meridionale, che sta attivando delle tempeste di vento sul mar del Labrador, dalla vasta circolazione depressionaria, a carattere freddo, presente sul comparto europeo, con un minimo principale sul mar Baltico che sta originando nevicate diffuse e sostenuta ventilazione orientale fra Finlandia, Svezia e Repubbliche Baltiche.

Neve su Tallin

Questa ampia circolazione depressionaria continua a dipanare una saccatura, colma di aria molto fredda in quota, che affonda i propri elementi fin sul bacino centrale del mar Mediterraneo, fornendo ulteriore alimentazione all’area depressionaria presente sul mar di Corsica, isolata nei giorni scorsi a seguito del brusco affondo della suddetta saccatura artica. Nella giornata di domani, l’area depressionaria presente sul mar di Corsica andrà gradualmente a colmarsi in quota, in un vortice troposferico che sarà in grado di richiamare aria ancora più fredda dalla pianura danubiana, tramite una sostenuta ventilazione da E-NE sul golfo di Trieste e da NE su Liguria e Toscana. Tra il nord delle Marche e l’Emilia/Romagna persisterà un fronte occluso che darà luogo a nuove piogge e nevicate fino a bassa quota sull’Appennino Emiliano e sui rilievi Liguri, con possibili fioccate fino a quote collinari sul cuneese. Sulle regioni centrali e su quelle meridionali permarrà un umido e più mite flusso sud-occidentale che darà origine a nuove piogge e dei rovesci lungo le coste tirreniche e sul versante occidentale della dorsale appenninica (“stau”), ove l’aria mite e umida sarà costretta a salire verso l’alto, agevolando la rapida condensazione e lo sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi che daranno la stura a piogge e rovesci sparsi.

Nella giornata domenicale, la pressione esercitata dalla profonda circolazione depressionaria, minimo barico sotto i 950 hpa, che dal mar del Labrador si spingerà poco a sud delle coste groenlandesi, sarà tale da far spostare verso levante il promontorio anticiclonico dell’azzorriano. Uno spostamento molto lento, ma riuscirà a far evolvere verso levante la saccatura artica che da più giorni è proiettata sul Mediterraneo centrale, tanto che il ramo discendente di quest’ultima, li dove scorre il “getto polare” nell’alta troposfera, avanzerà verso i nostri settori più occidentali e la Sardegna, cominciando a travasare nella media troposfera (500 hpa) parte di quell’aria fredda che nei giorni scorsi si era isolata tra la penisola Scandinava e il Baltico. Sulle regioni settentrionali, nella seconda parte del giorno, tracimerà l’isoterma di -30°C alla quota di 500 hpa (circa 5100 metri). Il nord-ovest rimarrà sottovento, data la traiettoria troppo settentrionale, con schiarite da “foehn” che si apriranno sulle valli piemontesi e lombarde, mentre le regioni di nord-est e le Marche risentiranno di un progressivo aumento della copertura nuvolosa che potrà accompagnare delle piogge sparse.

Sull’Appennino Emiliano, come sui rilievi del Friuli, si potranno registrare delle deboli nevicate sotto i 600-500 metri, in grado di lasciare i primi accumuli. Spolverate di neve, ma a quote ben più elevate, interesseranno i monti di Marche e Abruzzo. L’aria fredda nei bassi strati, dopo aver aggirato l’ostacolo delle Alpi, comincerà a sfondare sul Mediterraneo attraverso la porta del Rodano, con l’attivazione di forti venti di maestrale, che durante il pomeriggio domenicale dal golfo del Leone si espanderanno con grande velocità verso il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna, per poi proseguire nella serata successiva fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da NO e O-NO che potranno superare i 70-80 km/h sulle coste occidentali sarde. Lo sfondamento dell’aria più fredda, dalla valle del Rodano nei bassi strati e da Nord in quota (con la -30°C sulle regioni settentrionali) produrrà una moderata attività convettiva che andrà ad interessare le regioni del medio-basso Tirreno, la Sardegna e la Sicilia, mentre l’irruzione dei forti e più freddi venti di maestrale dal Rodano favorirà l’innesco di una nuova ciclogenesi sottovento al golfo di Genova, tramite i cosiddetti “venti di Rimbalzo”.

In pratica, i “venti di Rimbalzo” si producono quando i forti venti di “mistral”, che escono a ventaglio dalla valle del Rodano, tendono a diramarsi in più direzione, propagandosi al mar di Corsica, mar di Sardegna fino alle Bocche di Bonifacio. Una parte dell’intenso flusso in uscita dal Rodano tenderà a spingersi verso est, urtando con i monti della Corsica nord-occidentale e piegano verso nord-est, risalendo la costa del levante ligure come sostenuti venti di libeccio e ostro che bordando i rilievi dell’immediato entroterra raggiungeranno il golfo di Genova, mascherandosi come correnti di scirocco e levante (E-SE) sul capoluogo ligure. Una volta chiusa la circolazione appena descritta avviene la formazione del minimo barico orografico secondario attorno il golfo di Genova, noto anche come “Genoa low“. La ciclogenesi cosi creata sul golfo di Genova tenderà a muoversi verso sud/sud-est, sia per l’effetto sbarramento orografico prodotto dall’Appennino ligure e dalle Alpi Apuane che si ergono vicine alla costa tirrenica, sia per la curvatura ciclonica in quota che promuove uno spostamento più verso sud. Proprio per i suddetti motivi, tra il pomeriggio e la serata successiva, sul medio-basso Tirreno, si potranno sviluppare degli annuvolamenti cumuliformi, causa l’inasprimento del “gradiente termico verticale” tra l’aria più fredda che affluisce in quota sopra quella molto più mite e umida che preesiste sopra la superficie marina, capaci di apportare dei rovesci e dei brevi temporali, specie sulle coste della Sicilia settentrionale. Durante l’ingresso delle masse d’aria più fredde in quota dei temporali si origineranno nel tratto di mare fra la Sardegna, la Sicilia, le coste calabresi e campane. Precederanno l’avanzata dell’aria fredda nei bassi strati, tramite gli intensi venti di maestrale che dal golfo del Leone spireranno con grande forza in direzione della Sardegna, propagandosi successivamente al medio-basso Tirreno e Canale di Sicilia, dando origine a delle burrasche.

PREVISIONI

SABATO 1 DICEMBRE 2012

Al mattino si assisterà ad un progressivo miglioramento sulle regioni del nord, pur in un contesto ancora molto umido e un po’ instabile, con cieli nuvolosi e piogge di debole e media intensità che persisteranno sul basso Piemonte e sull’Emilia/Romagna. Sull’Appennino Emiliano la quota neve scenderà sotto gli 800-700 metri, mentre sul cuneese non sono escluse fioccate fin dai 600-500 metri. Qualche pioggia in mattinata potrà raggiungere anche il basso Veneto e le Venezie. Ancora residua instabilità sulle coste tirreniche, dalla bassa Toscana alla Campania, ove s’attarderanno piogge e dei rovesci a carattere sparso, specie fra Umbria occidentale, Lazio e Campania. Sulla Campania saranno possibili pure dei temporali, con fenomeni localmente di moderata o forte intensità, ma di breve durata. Sulle restanti regioni il tempo si presenterà al più variabile, con schiarite alternate ad annuvolamenti sparsi. Qualche goccia di pioggia potrà interessare in mattinata la Puglia garganica, il Molise e la Basilicata. Cieli da parzialmente nuvolosi a nuvolosi sulla Sardegna.

Nel pomeriggio non sono previsti grandi cambiamenti. I cieli rimarranno nuvolosi o molto nuvolosi, con associate piogge di debole e media intensità che persisteranno sul basso Piemonte e sull’Emilia/Romagna. Qualche pioggia interesserà la Romagna e il basso Veneto. Sull’Appennino Emiliano sono attese nevicate che potranno attestarsi sin dai 500-600 metri di altezza, a quote un po’ più alte sulla Romagna, come sui rilievi marchigiani. Persiste l’instabilità sulle coste tirreniche, dalla bassa Toscana alla Campania, con residue piogge e residui rovesci che interesseranno queste regioni a macchia di leopardo. Qualche scroscio, fra pomeriggio e sera, raggiungerà pure l’alta Toscana. Sulle rimanenti regioni si vedrà un certo miglioramento, pur in un contesto di relativa instabilità, con schiarite alternate a più ampi passaggi nuvolosi.

Prime nevicate a bassa quota sull'Appennino

DOMENICA 2 DICEMBRE 2012

Al mattino il tempo andrà a migliorare sulle regioni settentrionali, con l’apertura di schiarite sempre più ampie, specie fra Piemonte, Lombardia e Emilia occidentale. Permane ancora la nuvolosità irregolare sulle regioni di nord-est, con delle deboli piogge che in mattinata andranno ad interessare il Veneto, parte del Friuli, e l’Emilia. Sull’Appennino Emiliano, come sui rilievi del Friuli, si potranno registrare delle deboli nevicate sotto i 600-500 metri, in grado di lasciare i primi accumuli. Spolverate di neve, ma a quote ben più elevate, interesseranno i monti di Marche e Abruzzo. Migliora temporaneamente sulle regioni centrali e su parte del sud peninsulare, con l’apertura di più ampie schiarite. Un aumento della nuvolosità è atteso sulle coste della Sardegna occidentale e Sicilia tirrenica, dove già entro la tarda mattinata arriveranno i primi rovesci di pioggia e qualche temporale sulla Sicilia occidentale. Ampie schiarite interesseranno l’area ionica.

Nel pomeriggio peggiorerà sulle regioni di nord-est, con piogge sparse tra Friuli, Veneto ed Emilia/Romagna. Sull’Appennino Emiliano la neve potrebbe scendere fin sui 500 metri. Nel corso del pomeriggio un sensibile peggioramento si farà strada pure sulle regioni tirreniche, dove si assisterà ad un aumento della copertura nuvolosa associato all’avvento di piogge e rovesci sparsi che bagneranno la Toscana, l’Umbria, il Lazio e la Campania. Probabili pure dei temporali fra il Lazio e le coste campane entro la serata. Nel pomeriggio drastico peggioramento pure sulla Sicilia, con piogge e rovesci che interesseranno le coste tirreniche dell’isola. Qualche pioggia investirà la Sardegna occidentale con l’ingresso dei forti venti di maestrale. In serata i rovesci raggiungeranno pure la Calabria tirrenica. Andrà decisamente meglio sull’area ionica e lungo le regioni adriatiche, dove permarranno ampie schiarite inframmezzate da annuvolamenti più o meno marcati.

TEMPERATURE

Sono previste in calo nella giornata di domenica a partire dalle regioni del nord. Lunedì mattinata non sono escluse delle deboli gelate sulla pianura Padana. Clima decisamente più mite sulle regioni meridionali ed in Sicilia.

VENTI

Domani spireranno a tratti sostenuti, da E-NE sul golfo di Trieste e da NE sulle coste della Riviera di Ponente, attenuandosi progressivamente dal pomeriggio. Una debole ventilazione sud-occidentale permarrà sulle regioni meridionali, in particolare sullo Ionio. Da domenica i venti cominceranno a disporsi dai quadranti occidentali, andando progressivamente a intensificarsi tra Canale di Sardegna e medio-basso Tirreno. Tra la tarda mattinata e il pomeriggio dalla valle del Rodano cominceranno a traboccare forti venti di maestrale che si espanderanno con grande velocità verso il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna, con delle burrasche che abborderanno le coste della Sardegna occidentale, dove si toccheranno punte di oltre i 70-80 km/h. Nel corso della serata l’intensa ventilazione nord-occidentale, in uscita dal Rodano e dal golfo del Leone, si propagherà fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da NO e O-NO che potranno superare i 70-80 km/h sulle coste della Sicilia tirrenica, e dalla tarda nottata pure sulla Calabria tirrenica.

Intense mareggiate colpiranno la Sardegna occidentale, le coste della Sicilia occidentale, bassa Campania e Calabria tirrenica.

MARI

Domani continueranno a mostrarsi mossi, localmente molto mossi a largo, con moto ondoso in netta scaduta. Ma domenica, con l’ingresso dei forti venti di maestrale, il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna passeranno da molto mossi ad agitati, fino a molto agitati nel pomeriggio, con lo sviluppo di onde di “mare vivo” ben formate, alte fino a 4.0-5.0 metri in mare aperto. Mareggiate di moderata intensità flagelleranno le coste sarde occidentali, in particolare i litorali del sassarese e oristanese. In nottata il moto ondoso si incrementerà notevolmente anche sul Canale di Sicilia e sul medio-basso Tirreno, che diverranno rapidamente agitati, con marosi alti fino a 3.0-4.0 metri. In nottata le mareggiate si attiveranno pure sulle coste della Sicilia occidentale, bassa Campania e Calabria tirrenica.

TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA

Lunedì il minimo barico che si andrà ad originare sul golfo di Genova traslerà verso sud-est, coinvolgendo più da vicino le regioni centrali e meridionali, dove si assisterà ad una fase marcatamente instabile, con piogge, rovesci e temporali sparsi che verranno accompagnati da una intensa ventilazione nord-occidentale, che spirerà con forza sul basso Tirreno, Canale di Sicilia e mar Ionio, dove si avranno delle burrasche che renderanno tali bacini agitati o localmente molto agitati. Le temperature sono attese in calo su quasi tutte le regioni, grazie allo sfondamento dell’aria fredda dal Rodano, tramite il maestrale. Sull’Appennino meridionale cadranno le prime nevicate sotto i 1200-1000 metri. Anche i rilievi della Sicilia settentrionale, tra lunedì e martedì, potranno vedere le prime imbiancate al di sopra dei 1100-1200 metri. Le regioni settentrionali invece rimarranno più ai margini, per questo godranno di un più rapido miglioramento, pur accompagnato da un ulteriore calo delle temperature, che si porteranno al di sotto delle medie del periodo. Sulla pianura Padana si potranno registrare le prime gelate invernali, con minime pronte a scendere anche sotto i -1°C -2°C durante le ore notturne.

L'isoterma di +0°C a 850 hpa raggiungerà le regioni del sud ad inizio settimana