Meteo Weekend: tendenza al peggioramento sulle regioni del nord, nubi alternate a schiarite e clima mite sul resto del paese

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L’autunno meteorologico è ormai entrato nel vivo, in attesa delle sempre più probabili “manovre invernali” di fine mese (con la possibile frantumazione del vortice polare), l’andamento meteo/climatico continuerà a presentare caratteristiche più consone per il mese di Novembre. Nel corso del prossimo weekend avremo ancora condizioni di relativa variabilità su gran parte delle nostre regioni, con cieli pronti a spaziare dal poco nuvoloso al nuvoloso, con schiarite, a tratti anche ampie, inframmezzate dal passaggio di addensamenti nuvolosi più o meno compatti, in grado di coprire la coltre celeste, dando luogo persino a delle pioviggini o deboli piogge, soprattutto nella giornata domenicale, fra le coste Liguri e le zone pedemontane di Piemonte e Lombardia. Il quadro sinottico europeo sarà dominato da una profonda circolazione depressionaria, con annesso sistema frontale, con minimo sceso sotto i 975 hpa, che andrà a collocarsi nel tratto di oceano attorno l’Islanda. Tale area depressionaria è ben alimentata dal passaggio del ramo principale del “getto polare”, che dal Canada orientale si va a versare sull’Atlantico settentrionale, rivitalizzando l’ampia circolazione ciclonica islandese, responsabile dell’intensa fase di maltempo che in questi giorni ha investito molte aree del Regno Unito, con piogge diffusi e forti venti dai quadranti meridionali.

L’area ciclonica, centrata attorno l’Islanda, con un minimo al suolo e uno di geopotenziale ben definito in quota (a 500 hpa), sta fungendo da regia per l’umido flusso zonale che esce dal nord-est degli USA e dal Canada orientale, al di sopra dei 50° di latitudine nord, proseguendo in direzione dell’Atlantico settentrionale, Isole Britanniche e Scandinavia, dove viene ulteriormente rafforzato dal forte “gradiente di geopotenziale” che si è venuto a creare fra Europa meridionale (bacino del Mediterraneo) e il nord Atlantico e la Scandinavia. A ridosso dell’area di massimo “gradiente di geopotenziale” si trovano i massimi di velocità della “Jet Stream” (detti anche “Jet Streaks”), i quali imprimono una notevole velocità alle perturbazioni e ai vari sistemi frontali, che dall’area di Terranova e dal Quèbec si muovono in direzione della sponda atlantica europea, passando per le Isole Britanniche e successivamente la Scandinavia. Alla base del ramo principale del “getto polare” è presente un “delta” (divisione in due rami secondari del “getto” principale), ridossato vicino le coste atlantiche della Francia. Questo “delta” sta originando un debole flusso secondario che va ad alimentare un cavo d’onda, che in queste ore sta attraversando il bacino centrale del Mediterraneo, portando una nuvolosità, prevalentemente sterile, sulle nostre regioni.

Sul Mediterraneo orientale, invece, staziona una “Upper Level low” che continua ad alimentare una discreta attività temporalesca, fra mar a sud di Creta e mar di Levante, tendendo ulteriormente ad allontanarsi verso est, andandosi progressivamente a colmare in un vortice troposferico in quota che verrà tenuto in vita dalla forza centrifuga. Al contempo, tra la Russia meridionale e il Kazakistan, continua a stazionare un robusto promontorio anticiclonico, ben spanciato verso levante, il quale impedisce la normale traslazione verso est del flusso perturbato zonale, ergendo un vero e proprio blocco, costringendo le varie perturbazioni e i sistemi frontali che provengono dalla Scandinavia o dal Baltico a salire bruscamente verso nord-est, sull’Artico russo, per poi ridiscendere, aggirando l’anticiclone sul bordo più settentrionale, in direzione dell’altopiano della Siberia centrale, dove i vari corpi nuvolosi e i sistemi frontali, interagendo con l’aria molto fredda già presente nei bassi strati, danno luogo a frequenti nevicate.

Questo assetto configurativo favorirà, nel corso della giornata di domani, la persistenza di una debole area anticiclonica sul Mediterraneo centro-occidentale, con la presenza al suolo di un campo barico alquanto livellato, su valori che saliranno di poco sopra i 1020-1022 hpa. Isobare rassicuranti, eppure nonostante la presenza del debole anticiclone non mancheranno le infiltrazioni di aria umida in quota (nei medi e alti strati) che favoriranno la formazione di annuvolamenti stratificati, medio-alti, che soprattutto dalla seconda parte della giornata inizieranno a coprire i cieli delle regioni settentrionali, in successiva estensione alla Toscana, Romagna e Marche dalla serata. Sulla Liguria invece, il graduale rinforzo dell’umida ventilazione meridionale, addosserà una nuvolosità sempre più compatta che potrà dare luogo pure a qualche pioviggine o debole piogge nelle ore serali e nella nottata successiva. Le nubi aumenteranno ulteriormente nella giornata domenicale sulle regioni del nord, si tratterà in prevalenza di nubi basse, tipo strati e stratocumuli, che però saranno in grado di dare la stura a deboli piogge che interesseranno dapprima la Liguria, per poi estendersi anche alle altre aree del nord, in particolare al basso Piemonte e all’ovest della Lombardia. Sul resto delle altre regioni prevarranno schiarite ben più ampie, pur inframmezzate da passaggi nuvolosi a tratti anche consistenti sulle regioni centrali. Da sottolineare come nelle prime ore del mattino e durante la notte delle foschie e dei banchi di nebbia potranno formarsi fra le pianure dell’Emilia, Lombardia e del Veneto, con importanti riduzioni della visibilità orizzontale. Qualche nebbia non è esclusa neppure nelle valli più interne del centro.

Si nota la profonda area ciclonica sull'Islanda

PREVISIONI

SABATO 24 NOVEMBRE 2012

Al mattino prevarrà un po’ di variabilità sulle regioni settentrionali, con cieli pronti a spaziare dal poco nuvoloso al nuvoloso. Maggiori spazi di cielo sereno insisteranno tra Veneto, Romagna e Friuli Venezia Giulia. Possibili banchi di nebbia isolati al primo mattino sulla pianura Padana. Sulle regioni centrali e su quelle meridionali avremo condizioni maggiormente soleggiate, pur con il transito di innocui addensamenti che potranno temporaneamente coprire la coltre celeste. Cieli da poco nuvolosi a parzialmente nuvolosi sulle due isole maggiori, con velature in quota.

Nel pomeriggio si assisterà ad un ulteriore incremento della copertura nuvolosa tra la Liguria ed in seguito sul Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale. Sulla Liguria, il graduale rinforzo dell’umida ventilazione meridionale, addosserà una nuvolosità sempre più compatta che potrà dare luogo pure a qualche pioviggine o debole piogge, in particolare fra il savonese e genovese. Prevarranno condizioni di relativa variabilità sulle regioni centrali e meridionali, con schiarite a tratti molto ampie che si alterneranno a annuvolamenti non molto marcati. Nubi stratificate e velature transiteranno pure sulle due isole maggiori.

DOMENICA 25 NOVEMBRE 2012

Al mattino banchi di nebbia e foschie interesseranno gran parte della pianura Padana. I banchi di nebbia mattutini saranno maggiormente probabili lungo le pianure dell’Emilia, Lombardia e del Veneto, dove si verificheranno importanti riduzioni della visibilità orizzontale. Nubi basse e sempre più compatte andranno a coprire i cieli della Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale. Questa nuvolosità bassa (strati, stratocumuli), durante il corso della mattinata, potrà dare la stura a pioviggini o deboli piogge che interesseranno dapprima la Liguria, per poi estendersi anche alle altre aree del nord, in particolare al basso Piemonte e all’ovest della Lombardia. Un aumento della nuvolosità è atteso pure sull’alta Toscana. Sulle rimanenti regioni i cieli spazieranno dal poco nuvoloso al parzialmente nuvoloso, con maggiori zone di sereno insistenti tra Molise, Puglia, Calabria e Sicilia orientale.

Nel pomeriggio avremo una prevalenza di cieli nuvolosi o molto nuvolosi sulle regioni settentrionali. Saranno possibili pure delle pioviggini o deboli piogge che durante il pomeriggio andranno ad interessare la Liguria, il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia occidentale. Maggiori aperture, con zone soleggiate, saranno presenti tra le coste venete, la Romagna e il Friuli Venezia Giulia. Nubi in progressivo incremento pure sulla Toscana e dalla serata anche fra l’Umbria e il nord del Lazio. Sulle rimanenti regioni i cieli spazieranno dal poco nuvoloso al parzialmente nuvoloso. Maggiori rasserenamenti li troveremo solo tra Molise, Puglia, Calabria e Sicilia orientale. Nubi alte e velature interesseranno le nostre isole maggiori.

TEMPERATURE

Nel corso del weekend i valori termici subiranno un relativo aumento nei valori massimi, che si avvertirà maggiormente sulle isole maggiori e sulle regioni del sud peninsulare, ove i termometri oltrepasseranno la soglia dei +20°C +22°C con facilità. Altrove prevalenza del clima molto mite e umido.

VENTI

Domani spireranno da deboli a molto deboli, iniziando a disporsi dai quadranti meridionali sul mar Ligure, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Tirreno occidentale. Estese calme di vento saranno presenti tra il medio-basso Adriatico e Ionio.

MARI

Si presenteranno in genere quasi calmi o al più poco mossi. Qualche increspatura in più, nel pomeriggio domenicale, si vedrà fra il mar Ligure, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Tirreno occidentale.

TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA

Da lunedì un più importante peggioramento andrà ad interessare le regioni settentrionali, partendo dai settori occidentali, con piogge che diverranno via via sempre più frequenti, estendendosi fino al Veneto e alla Toscana. Sulle Alpi tornerà a cadere la neve, seppure a quote decisamente elevate, sopra i 1500 metri, con un ulteriore calo ai 1300 sulle Alpi occidentali. Tra martedì e mercoledì le precipitazioni raggiungeranno le regioni centrali tirreniche, mentre qualche rovescio nella giornata di mercoledì sarà in grado di investire le regioni meridionali e parte delle isole. Sul medio-lungo termine si profilano scenari ben più interessanti, con la sempre più probabile spaccatura del vortice polare, in sede artica, che aprirà le porte alle prime grandi irruzioni fredde verso il nord America, l’Europa e l’Asia centro-settentrionale. Ma su questa evoluzione cercheremo di essere più precisi nei prossimi aggiornamenti.