Piogge alluvionali al centro/nord, il bilancio di Cia e Coldiretti: danni gravissimi

I danni nelle campagne superano i 500 milioni di euro. Anche l`agricoltura fa i conti con una situazione drammatica a causa del maltempo che ha colpito le regioni del Centro-Nord, in patricolare Toscana e Umbria. Questo l’allarme lanciato dalla Cia che chiede un intervento del governo. “Colture (in particolare ortaggi, frutteti e vigneti) distrutte. Bloccata la raccolta delle olive. Strade di campagna cancellate. Decine gli smottamenti, le frane e i crolli. Aziende e strutture (serre, stalle, magazzini, fienili, cantine) allagate. Fiumi e canali esondati. Campi appena seminati a cereali inondati dalle piogge, mentre per altri (e sono tantissimi) la semina al momento è impossibile, viste le avverse condizioni climatiche”. La Cia, confederazione italiana agricoltori ha sollecitato lo stato di calamità per le zone colpite, attivando subito tutte le procedure istituzionali per accelerare gli interventi a sostegno degli agricoltori, molti dei quali hanno visto vanificare il lavoro di anni. Lo scenario -avverte la Cia- è preoccupante. Soprattutto in Toscana è emergenza. Per questa ragione viene chiesto al governo la sospensione dei pagamenti delle tasse, dei contributi previdenziali e dei mutui, adottando un congruo rinvio senza eventuali interessi.

Con gli ultimi nubifragi autunnali superano i 3 miliardi i danni provocati dagli eventi estremi nel 2012 con neve e ghiaccio che hanno bloccato l’Italia durante l’inverno e poi da caldo e siccita’ estivi che hanno bruciato i raccolti. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che sono centinaia le aziende agricole finite sott’acqua tra Toscana, Veneto, Umbria e Lazio dove l’ondata di maltempo ha provocato danni per milioni di euro nel solo settore agricolo a causa dello straripamento dei fiumi e della pioggia intensa che hanno provocato allagamenti, ma si contano anche numerose frane e smottamenti, che hanno colpito tra l’altro vigneti, serre, stalle e ortaggi. Si tratta degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che – continua la Coldiretti – si manifestano in Italia con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali e una modificazione della distribuzione delle piogge. Una situazione che aumenta il pericolo di frane e smottamenti in un Paese come l’Italia che paga il prezzo della mancanza di una politica territoriale che ha favorito l’abbandono dell’agricoltura nelle zone difficili e la cementificazione in quelle piu’ ricche con il risultato che a livello nazionale ci sono – sottolinea l’organizzazione agricola – 6.633 i comuni complessivamente a rischio, l’82 per cento del totale. La Coldiretti sta monitorando attentamente la situazione per portare sostegno alle aziende colpite nelle campagne dove si inizia a fare un bilancio dei danni.