Lo ho detto più volte: la statistica non serve a giustificare il tempo di un giorno, ma il clima di un luogo. E’ come nel gioco del lotto: inutile attendersi l’uscita di un numero, ma ovvio che se i giochi non sono truccati, alla lunga tutti i numeri usciranno con la stessa frequenza.
Il tempo di questo autunno probabilmente passerà alla storia per essere, nel complesso, nella media. Andando a vedere però i singoli eventi noteremo che è fatto di eccessi, tra temperature estive e premature imbiancate.
Dico questo perché anche nell’analisi fino a metà mese prevala ancora questo andamento. In particolare mi preme sottolineare l’intensa scaldata in quota che avrà il picco nella giornata di domani, accomagnata da piogge anche a quote di alta montagna, seguita subito da un crollo delle temperature di 10°C sempre all’altezza di geopotenziale di 500 hPa (i soliti “circa” 5500 metri). Non è tutto: dal 10 al 12 è attesa un’altra fase piovosa accompagnata da nevicate a quote relativamente basse al Nord. Nei modelli in quota già si intravede sulla Groenlandia una bassa pressione legata al vortice polare destinata ad approfondirsi e rapidamente avvicinarsi all’Europa. Il 10 novembre, appunto, abborderà il Nord-Ovest, ma poi potrebbe generare una ciclogenesi nel pieno del Mediterraneo. a questo punto è impossibile fare ipotesi concrete, anche se già martedì 13 questo intenso peggioramento a carattere freddo verrebbe spazzato via dalla persistenza della vivaticità zonale con correnti umide e ancora una volta nuovamente miti.
Dunque ecco in sintesi la previsione che non può essere altro che di una lunga alternanza tra fasi molto diverse fra loro, con fenomeni che non mancheranno di appassionare, ma anche di pause piacevoli e soleggiate. Per una volta l’unico tempo a non essere previsto è quello noioso: nebbioso, piovoso o anticiclonico che sia.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?