Lo stress accumulato all’interno dello strato esterno della Terra aiuta a far tornare il nostro pianeta nella sua posizione ogni volta che comincia a ruotare intorno a un altro asse di poco scostato dal suo asse naturale di rotazione. A dirlo, uno studio comparso sulla rivista Nature che spiega il fenomeno noto come “oscillatory true polar wander”, che si e’ verificato almeno cinque volte negli ultimi 2 miliardi di anni. Precedenti ricerche hanno analizzato le ‘firme’ magnetiche che si trovavano in antiche rocce identificando questi eventi, anche conosciuti come ‘ribaltamenti’ della Terra. ”Sapevamo che il ribaltamento era stato causato dalla convenzione di materiali di diversa composizione, densita’ e temperature nel mantello della Terra”, spiega Jessica Creveling della Harvard University nel Massachusetts, autore principale dello studio. Nel tempo, secondo la scienziata, i cambiamenti della distribuzione di massa interna della Terra, hanno spostato la direzione del suo asse di rotazione. ”La nostra simulazione mostra come l’interno la Terra si muova e nel tempo si verifichino spostamenti di materiale del mantello, che va su e giu’, con massa in movimento,” aggiunge Creveling. Questo movimento avrebbe creato tensioni nelle placche tettoniche della Terra e nella litosfera. Secondo Creveling, anche la forma sferica imperfetta della Terra aiuta a il pianeta a ritornare nella sua posizione originale. “Il rigonfiamento equatoriale funge da stabilizzatore e raddrizza il Pianeta, quando serve”, aggiunge la ricercatrice. L’ultimo ribaltamento del Pianeta si e’ verificato durante l’era della Pangea, tra 250 e 150 milioni di anni fa, quando l’asse del pianeta si sposto’ di circa 22 gradi, che seguito da un altro evento, piu’ piccolo, di otto gradi tra 150 e 100 milioni di anni fa. Secondo la scienziata e’ improbabile che un evento del genere si verifichi oggi.
Scongiurati gli ‘spostamenti’ della rotazione terrestre


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