Una navicella spaziale della NASA ha individuato molecole organiche che rivestono vasti depositi di ghiaccio d’acqua su Mercurio, il pianeta più vicino al Sole. La grande scoperta, annunciata in tre studi pubblicati sulla rivista Science, si deve ai gruppi coordinati dai ricercatori americani Gregory Neumann, del Goddard Space Flight Center della Nasa, David Lawrence, della Johns Hopkins University, e David Paige, dell’università della California a Los Angeles. Giunta dopo decenni di diffidenza, la scoperta va a completare un tassello importantissimo per il nostro Sistema Solare. La temperatura superficiale sul pianeta può raggiungere i 427°C, ma attorno al polo nord, in aree permanentemente protette dal calore del Sole, la sonda Messengerha scovato la miscela di acqua ghiacciata e gli eventuali materiali organici. La scoperta è così interessante che la NASA analizzerà quell’area per mesi, soprattutto nei periodi in cui la luce sarà più favorevole. Tra il 2014 ed il 2015, la sonda terminerà il carburante a sua disposizione, e sarà attratta dalla forza di gravità di Mercurio; questo permetterà ai ricercatori di scrutare più da vicino il ghiaccio d’acqua e ottenere informazioni aggiuntive a quanto già osservato.
Secondo gli scienziati, anche il polo sud potrebbe avere del ghiaccio d’acqua, ma al momento resta semplicemente una teoria. La sonda ha esaminato la natura delle macchie brillanti e di quelle scure in prossimità del polo Nord utilizzando il laser altimetro e lo spettrometro di neutroni. Sulla base dei dati, i ricercatori hanno dedotto che le aree luminose sono formate da ghiaccio spesso anche diversi centimetri, mentre le zone più scure corrispondono ad aree nelle quali il ghiaccio è coperto da uno strato di materiale ricco di sostanze organiche, in particolare grandi molecole di carbonio. Il ghiaccio sepolto sotto il materiale organico, come scrivono gli autori, dovrebbe essere costituito da acqua quasi pura. Quest’ultima potrebbe trovarsi lì da millenni e potrebbe essere stata portata insieme alle molecole organiche, da comete o asteroidi. I materiali organici sono gli ingredienti della vita, anche se non portano necessariamente alla vita stessa. Ci vorranno ulteriori studi per comprendere al meglio il materiale ritrovato, ma gli scienziati sostengono che grazie alle curve di temperatura è possibile dimostrare che questi siano amminoacidi.


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