Terremoti di oggi sull’Etna, intervista all’esperto Ingv: “scosse legate al sistema di alimentazione del vulcano”

Dopo una fase calma e tranquilla, l’Etna ha ricominciato a far parlare di sè dapprima ieri sera con lattività stromboliana dal nuovo cratere di sud/est (per la prima volta dopo 7 mesi!) e poi stamattina con lo sciame sismico iniziato alle 10:10 con la scossa di magnitudo 3.9 e proseguito con oltre 40 movimenti tellurici fino al momento. Per saperne di più abbiamo contattato un esperto e nello specifico il Direttore della Sezione di Catania dell’Ingv, che si occupa proprio dello studio dell’Etna in modo molto serio e approfondito. Domenico Patanè ci ha spiegato che si tratta di “uno sciame abbastanza profondo, con una profondità media delle scosse intorno ai 25km, che è tipico del versante nord/occidentale del vulcano, nell’area di monte Maletto, dove periodicamente registriamo una simile attività caratterizzata proprio da questo tipo di sismicità profonda, che è legata al sistema di alimentazione profondo del vulcano. Le scosse sono state ampiamente avvertita in tutta l’area etnea, proprio per la profondità delle stesse. Adesso vediamo come si evolve la situazione nei prossimi giorni, l’ultimo sciame importante in questo settore è stato nel 2010 e poi tra 2011 e 2012 abbiamo avuto tante fontane di lava con i parossismi dal nuovo cratere di sud/est, ma è difficile poter dire se le due cose sono collegate e solo con un continuo monitoraggio potremo osservare quello che succederà“.
Dopotutto sciami sismici di questo tipo vengono interpretati come segni di magma profondo in risalita, che molto probabilmente raggiungerà la superficie qualche mese dopo le scosse. Quindi possiamo immaginare che in futuro l’Etna regalerà nuovi spettacoli parossistici che speriamo siano come quelli di 2011 e 2012, affascinanti e mozzafiato ma senza alcun rischio per cose o persone.