Torna di scena l’anomalia barica sul medio Atlantico, nuovo vortice depressionario incastrato dall’anticiclone oceanico a sud delle Azzorre

Torna in primo piano l’anomalia barica sul medio Atlantico, che ha caratterizzato gli ultimi mesi, con ripercussioni meteo/climatica fin dentro l’area del Mediterraneo. Difatti, da alcuni giorni, in pieno oceano, nel tratto a ovest delle Canarie, si è localizzata una latente area depressionaria, ben strutturata in alta quota, con un minimo barico che è sceso fino a 996 hpa nei giorni scorsi. Un valore basso per l’area, tanto da attivare persino delle burrasche da Sud e S-SO che hanno investito pure l’arcipelago iberico, situato a largo delle coste marocchine. Ormai, da diversi mesi, è diventata una consuetudine l’isolamento di sistemi depressionari, in genere “ibridi” di tipo sub-tropicale, o più comunemente extratropicali, figli dei resti di vecchie tempeste tropicali o ex uragani che hanno interessato l’Atlantico tropicale. Molte di queste circolazione depressionarie, evolvendo verso nord-est o est-nord/est, di solito tendono ad impattare con il bordo più meridionale dell’anticiclone sub-tropicale delle Azzorre, rallentando notevolmente la loro velocità di spostamento, fino a divenire semi-stazionari in loco per giorni o settimane (vedi l’esempio dell’uragano “Nadine”).

Nella maggior parte dei casi le circolazioni depressionarie, dopo aver urtato i margini meridionali del vasto promontorio anticiclonico dinamico oceanico, hanno rallentato sensibilmente la loro velocità di spostamento in pieno oceano (sopra il mare aperto i cicloni in genere si muovono molto più rapidamente che sulla terra ferma, visto il minor attrito esercitato dall’acqua), rimanendo per giorni quasi stazionari nel tratto di oceano a sud-ovest dell’arcipelago azzorriano o ad ovest delle isole Canarie e Madeira. Anche in questo caso l’area ciclonica, alimentata nel suo bordo più occidentale dalla discesa di fredde correnti, da N-NE e Nord, dal mare di Groenlandia e dal nord Atlantico, rimarrà semi-stazionaria nel tratto di oceano a sud-ovest delle Azzorre, rinnovando una intensa attività convettiva che da giorni accompagna lo sviluppo di intense “Cellule temporalesche” ed estesi “Clusters”, in grado di scaricare forti precipitazioni a sfogo temporalesco nel tratto di mare antistante le Canarie e l’isola portoghese di Madeira.

In realtà, in settimana, le Canarie e la vicina Madeira sono state interessate, di striscio, da qualche pioggia sparsa e rovescio, in seno all’umida ventilazione meridionale aspirata sul lato orientale della circolazione depressionaria, mentre il grosso delle precipitazioni si è concentrato in mare aperto, a largo delle coste del Sahara occidentale e del Marocco. Ma gli effetti maggiori sono stati prodotti dai sostenuti venti meridionali che nelle ultime 12-24 ore hanno colpito alcune isole dell’arcipelago, con raffiche di picco che hanno lambito persino i 40-50 km/h. Lungo il lato orientale dell’area ciclonica, le umide correnti meridionali, risalenti direttamente dalle latitudini sub-equatoriali dell’Atlantico, hanno alimentato una vivace attività convettiva che ha favorito la formazione di estese bande nuvolose, che dall’area sub-equatoriale sono risalite fino alla costa marocchina e allo Stretto di Gibilterra, penetrando di seguito fino al cuore del mar Mediterraneo.

Questi estesi corpi nuvolosi, associabili a delle “Warm Conveyor Belts”, di tipo sub-tropicale marittima, una volta risalite da S-SO, fino alle coste del Marocco e l’area di Gibilterra, sono state prontamente agganciate dal ramo principale del “getto sub-tropicale”, che dal medio Atlantico si muove verso l’Africa settentrionale e il Mediterraneo, muovendosi di gran carriera verso la Spagna e la Francia, in direzione dell’Italia centro-settentrionale, dove è in atto un peggioramento che si concretizzerà maggiormente nella giornata di domani, con la risalita degli umidi venti di libeccio dallo Stretto di Gibilterra e dal mar delle Baleari, verso il mar di Corsica, mar Ligure e mar Tirreno. Questa circolazione depressionaria, un po’ fuori luogo, persisterà sulla medesima area, portando condizioni di severo maltempo, con possibili rovesci e forti temporali diretti sulle Canarie e in parte pure sull’isola di Madeira. Non potendo muoversi in direzione nord-est, poiché ostacolata dal robusto anticiclone oceanico più a nord, con molta probabilità rimarrà semi-stazionaria, per poi iniziare a muoversi in modo retrogrado verso il tratto di oceano a sud-ovest delle Azzorre. Pur indebolendosi, progressivamente, la circolazione ciclonica oceanica continuerà ad essere alimentata da vari impulsi di aria più fredda che dalle latitudini sub-polari scivoleranno in pieno oceano, fino in piena area sub-tropicale.