
La severa fase di maltempo, che nelle ultime 36-48 ore, ha flagellato molte regioni del centro-nord, in particolare la Toscana, l’alto Lazio e l’Umbria occidentale, è stata coadiuvata da una particolare congiuntura barica che ha bloccato l’intensa fenomenologia proprio nelle suddette regioni, favorendo i recenti eventi alluvionali, che hanno prodotto danni molto ingenti e purtroppo anche una vittima nelle campagne del grossetano. In pratica, la ripresa del flusso zonale alle alte latitudini, dopo un temporaneo rallentamento, ha spinto le propaggini più meridionali della saccatura nord-oceanica fin sul bacino centrale del Mediterraneo. Questa, affondando le proprie radici fino al cuore dell’entroterra desertico algerino, è andata ad interagire con l’intenso flusso caldo e umido meridionale, che dall’entroterra libico e algerino si dipanava a gran velocità verso la penisola italiana e il Mediterraneo centrale, con intensi venti di scirocco nei bassi strati. L’interazione fra l’asse di saccatura e l’intenso flusso meridionale, in risalita dal nord-africa, ha prodotto una linea di confluenza (convergenza) in quota che è evoluta in una estesa fascia “baroclina” rimasta quasi stazionaria tra il nord-est della Sardegna, il medio-alto Tirreno, con interessamento diretto delle regioni centrali tirreniche, dalla Toscana meridionale all’alto Lazio fino all’Umbria occidentale, li dove si sono verificati i fenomeni precipitativi più intensi. Tale fascia “baroclina” è stata caratterizzata dalla separazione di masse d’aria molto differenti fra loro, per temperatura, direzione, grado igrometrico ed elettrico. In pratica, l’aria più fredda che scivolava lungo il bordo occidentale dell’asse di saccatura oceanico, disteso fino al nord dell’Algeria, si è contrapposta con le sostenute correnti dai quadranti meridionali, molto più calde e ben umidificate negli strati più bassi sopra le acque del Tirreno, creando questa estesa area di confluenza che ha innescato i forti moti convettivi e le associate intense precipitazioni che hanno investito la bassa Toscana, parte dell’Umbria e l’alto Lazio.

A ciò si è aggiunto il transito, nell’alta troposfera, di un ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale”, con massimi di intensità (noti come “Jet Streak”) che dall’entroterra algerino, tramite la Tunisia, sono risaliti verso il bacino centrale del Mediterraneo, inasprendo l’attività convettiva sul mar Tirreno e spingendo i principali nuclei convettivi sulle regioni centro-settentrionali. In genere la “Jet Stream”, quando passa nell’alta troposfera, costringe l’aria più vicina alla superficie terrestre a risalire in modo turbolento verso l’alto, per colmare l’effetto “vuoto” indotto proprio dalle correnti più intense prodotte dal getto stesso. Proprio per questo motivo alle volte la “corrente a getto” può rappresentare un fattore fondamentale per lo sviluppo e lo scoppio delle temibili “Supercelle” o degli ormai noti “sistemi temporaleschi a mesoscala”, tipo i “V-Shaped”. Questo processo è favorito in seno a impetuosi flussi caldi pre-frontali, con sostenuti venti meridionali nei medi e bassi strati (sovente lungo il settore caldo delle depressioni extratropicali o delle saccature a forma di U o V), carichi di umidità. Difatti, il passaggio in alta quota della “corrente a getto” ha determinato un netto rinvigorimento del “Wind Shear verticale” (e della divergenza) in quota, rafforzando notevolmente l’attività convettiva, con lo sviluppo di intensi “Clusters temporaleschi” che sono stati ulteriormente ingrossati dal calore latente fornito dall’ancora calda superficie marina del Tirreno e dalla presenza di una intensa ventilazione sciroccale nei medi e bassi strati.

Questo processo ha reso la fascia di intensa instabilità “baroclina” stazionaria per molte ore, nell’asse compreso fra il nord-est della Sardegna, la bassa Toscana e l’alto Lazio, contribuendo ad autoalimentare il continuo sviluppo di sistemi convettivi “Multicellulari” che hanno continuato ad apportare persistenti e diffuse precipitazioni su tali aree, con apporti che in appena 24 ore hanno sfondato la soglia dei 200-250 mm, con accumuli localmente vicini al muro dei 300 mm. Apporti pluviometrici torrenziali che hanno cagionato le inondazioni e l’esondazioni di gran parte dei bacini idrografici di queste regioni. Nelle prossime ore l’area “baroclina”, che per oltre 24 ore ha insistito sul medio-alto Tirreno, tenderà gradatamente a scemare, inibendo sempre più i moti convettivi. Al contempo il “CUT-OFF” che si è isolato sull’entroterra algerino, poco a sud dell’Atlante Telliano, inizia ad imporre una direttrice sempre più marcatamente orientale al “gradiente barico”, favorendo uno spostamento retrogrado della fascia “baroclina”, in direzione della Sardegna e del mar delle Baleari, dove si assisterà ad un notevole rafforzamento dell’attività convettiva, con l’insorgenza di imponenti “Clusters temporaleschi” lungo il margine nord-orientale della circolazione ciclonica chiusa in quota.



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