Uragano Sandy: New York senza carburanti, liti ai distributori

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    Quattro giorni dopo l’uragano Sandy, gli abitanti di New York devono fare i conti con un altro problema: i benzinai senza carburante. Code lunghe centinaia di veicoli – racconta il New York Times nell’apertura del suo sito – estenuanti attese per rifornirsi e nervi già messi alla prova dai disagi provocati dalla calamità naturale hanno richiesto l’intervento della polizia. Lo stesso è accaduto nel resto dello Stato di New York e in New Jersey, dove il 60% dei benzinai monitorati è chiuso. La percentuale sale al 70% a Long Island, la parte di Brooklyn sull’oceano. Per questo motivo, il numero di taxi oggi operativo a Manhattan potrebbe essere limitato. Lo ha annunciato la Taxi Commission, l’agenzia che regola e gestisce le licenze per gli “yellow cab”. La situazione potrebbe protrarsi nel tempo, visto che porti e raffinerie che forniscono benzina a New York e dintorni, chiusi prima dell’arrivo dell’uragano, sono danneggiati. I porti di New York e New Jersey sono stati riaperti ma la loro operatività resta limitata. Il problema più grande è l’assenza di elettricità nelle stazioni di benzina. In questo scenario c’è chi se ne approfitta, vendendo carburante a prezzi superiori alla norma. Il governato del New Jersey, Chris Christie, ha detto che i responsabili di un simile comportamento saranno puniti, ma in molti hanno riscontrato prezzi superiori ai quattro dollari al gallone (un gallone equivale a quasi quattro litri), nonostante lo Stato abbia fissato il prezzo a 3,59 dollari lungo le sue autostrade. Christie ieri ha riferito che il presidente Obama ha ordinato la consegna di 250.000 galloni di benzina e 500.000 di diesel al New Jersey attraverso il dipartimento della Difesa, e ha promesso di inviarne di più, se necessario.