Allerta Meteo, weekend dell’Immacolata all’insegna di freddo, del forte vento e tanta neve a quote molto basse al centro/sud

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Mentre al nord iniziano a cadere i primi fiocchi di neve, anche se ancora bagnati e accompagnati da temperature di poco sopra gli zero gradi, il resto d’Italia si prepara a vivere un ponte dell’Immacolata (che sancisce l’inizio delle festività natalizie) all’insegna del clima spiccatamente invernale, con freddo, piogge, rovesci, temporali, grandinate e persino la neve fino a bassa quota su Appennini e rilievi delle isole maggiori. Andando a dare la solita occhiata sullo scacchiere europeo notiamo subito come nulla sia cambiato. L’Europa continua a rimanere sotto scacco del vortice polare, ormai in crisi. La circolazione generale atmosferica presenta una spiccata componente meridiana (scambi di masse d’aria artiche e sub-tropicali lungo i meridiani) per effetto dell’erezione dell’alta pressione delle Azzorre verso le alte latitudini oceaniche. Tale spinta meridiana dell’anticiclone delle Azzorre, il cui asse continuerà a rimarcare una notevolissima espansione verso il mare della Groenlandia, fino a raggiungere l’area delle isole Svalbard, costringe il “getto polare”, in uscita dal Canada orientale, a virare bruscamente verso sud all’altezza dell’Islanda, per scivolare fino al bacino centrale del mar Mediterraneo, dove si attesta l’ondulazione ciclonica principale del flusso che è poi costretto a risalire, in modo rapido, verso nord, tra il bacino del mar Nero e la Russia europea, per l’azione di un promontorio anticiclonico sul comparto russo.

All’interno di questa ampia ondulazione ciclonica, creata in seno al “getto polare”, si cela un esteso nucleo di aria artica, con caratteristiche spiccatamente marittime sul settore occidentale del continente, mentre poco più ad est l’aria artica assume spiccate caratteristiche continentali, con l’aria gelida concentrata a soli 3 km sulle pianure Sarmatiche. Nel corso della prima mattinata di domani, la circolazione depressionaria che oggi ha raggiunto la Francia orientale, valicherà velocemente le Alpi, per portarsi sul Veneto e traslare verso il medio-alto Adriatico, dove si andrà ad approfondire un profondo minimo barico nei bassi strati, che scivolerà sui 998 hpa, transitando a largo delle coste marchigiane e abruzzesi. Al minimo depressionaria si assocerà anche un sistema frontale, nei bassi strati, con il fronte freddo che nel corso della mattinata si muoverà molto velocemente verso il basso Tirreno, le regioni del sud e il mar Ionio, mentre quello caldo, con un annessa “Warm Conveyor Belt” in formazione, si andrà ad attestare fra la Grecia e i Balcani, dove vi apporterà nevicate diffuse fino a quote molto basse, visto l’interazione con le masse d’aria molto fredde preesistenti nei bassi strati fra la regione carpatico-danubiana e i Balcani.

Al contempo, mentre la circolazione depressionaria traslerà sul medio-alto Adriatico, in quota entrerà un nocciolo di aria decisamente molto fredda, con isoterme sotto i -32°C -33°C alla quota di 500 hpa (5100 metri), che inaspriranno il “gradiente termico verticale” (forte raffreddamento man mano che si sale di quota) sulle regioni centrali e meridionali, determinando una marcata destabilizzazione atmosferica, pronta ad agevolare la formazione di imponenti corpi nuvolosi capaci di dare la stura a piogge e rovesci a carattere sparso, che potranno assumere anche carattere di temporale sulle coste del medio-basso Tirreno, come sull’area ionica, ove nasceranno numerosi “Clusters temporaleschi” in aria fredda, carichi di rovesci e grandinate, accompagnati da attività elettrica. Sulle regioni settentrionali, invece, si cominceranno ad aprire ampie schiarite, in particolare tra Piemonte e Lombardia, mentre persisteranno i cieli nuvolosi sul Veneto e soprattutto sull’Emilia/Romagna, per la fredda ritornante da NE della circolazione depressionaria adriatica, che sarà in grado di apportare nuove nevicate di debole e moderata intensità sino alla pianura emiliana.

Il fronte che attraversa l'Italia

Sulla Romagna e nelle Marche le nevicate, a tratti anche persistenti, si attesteranno dai 300-200 metri, con accumuli anche importanti sulle colline del cesenate, del pesarese, dell’urbinate e dell’anconetano. Molta neve cadrà sui rilievi dell’Appennino Marchigiano e Abruzzese, particolarmente esposti all’umida e fredda ritornante nord-orientale che per la forzatura orografica locale amplificherà il fenomeno dello “stau” (sbarramento orografico), producendo precipitazioni nevose persistenti per gran parte della giornata. Sulle coste romagnole e marchigiane non sono escluse delle piogge miste a neve, ma la sostenuta ventilazione da N-NE che proverrà dal mare, ancora tiepido, contribuirà a far salire i valori termici sopra la soglio degli +0°C, sfavorendo nevicate con accumuli degni di nota. La profonda area depressionaria, che scivolerà lungo il mar Adriatico, con un minimo di 998 hpa, inoltre produrrà un fitto addensamento di isobare (“gradiente barico”) che causerà un netto rafforzamento della ventilazione dai quadranti settentrionali sui mari che circondano l’Italia, con intensi venti di maestrale sul mar e Canale di Sardegna, mentre una forte bora spazzerà l’alto Adriatico, ed in particolare il golfo di Trieste, permettendo all’aria fredda e molto pesante, presente sulla regione carpatico-danubiana, di catapultarsi in direzione dell’Istria e dell’alto Adriatico, attraverso gli intagli naturali delle Alpi Dinariche che producono impetuosi “deflussi” (“vento Catabatico”).

Da qui le fredde correnti nord-orientali di bora, dopo aver scavalcato i crinali dell’Appennino Tosco/Emiliano e Marchigiano, si verseranno sulla Toscana, Umbria e alto Lazio, tramite intense raffiche di grecale e tramontana che tracimeranno sul medio-basso Tirreno, specie il settore più occidentale, attivando intense burrasche da Nord, che renderanno tale bacino da agitato (forza 5) a molto agitato (forza 6) in mare aperto, con onde alte fino a 4.0-5.0 metri. L’avvento dell’aria fredda, dall’area carpatica-danubiana, provocherà un brusco abbassamento delle temperature e della quota neve sulle regioni centrali, dove in serata saranno possibili delle nevicate al di sotto dei 400-300 metri tra Abruzzo e aree più interne di Umbria, Lazio e a quote più alte in Campania. Nella giornata di domenica, con lo spostamento del minimo barico verso il mar Ionio e la Grecia, mentre sulle regioni del centro-nord si attende un ampio miglioramento, l’aria fredda, che viene richiamata dall’area carpatico-danubiana e dai vicini Balcani, raggiungerà pure le regioni più meridionali e la Sicilia, con sostenuti venti di tramontana e maestrale che apporteranno nevicate sparse fino a quote collinari sui rilievi di Abruzzo, Molise, Puglia garganica, alta Murgia, est della Basilicata e rilievi dell’alta Calabria, in particolare sul versante orientale del Pollino e sulla Sila, dove si potranno avere degli accumuli veramente importanti fin dai 400-500 metri. Tra le Serre e l’Aspromonte invece la neve cadrà a quote più alte, nonostante dalla serata l’arrivo di un ulteriore impulso freddo da N-NE farà calare la quota neve al di sotto dei 500-600 metri.

L’intensa e fredda ventilazione settentrionale, transitando sopra le miti acque del medio-basso Tirreno, incentiverà i contrasti termici con quest’ultimo (forte “gradiente termico verticale”), favorendo l’attivazione di diffusi moti convettivi (correnti ascensionali) che agevoleranno la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, congesti e cumulonembi) che andranno ad impattare contro i rilievi della Sicilia settentrionale e della Calabria tirrenica, apportando fitti rovesci di pioggia e persino dei temporali sparsi che assumeranno carattere spiccatamente nevoso, dapprima sopra gli 800-900 metri, ma con quota neve in progressivo calo fin sotto i 600 metri, tra il tardo pomeriggio e la serata, su Madonie, Nebrodi, Peloritani, Aspromonte e Serre. Le nevicate sparse, fino a quote collinari, tra Abruzzo, Molise, Puglia settentrionale e Basilicata orientale dovrebbero cominciare ad attenuarsi fra il pomeriggio e la serata. Le nevicate, a tratti anche a carattere di rovescio, resisteranno solo tra l’alta Murgia, i rilievi calabresi e quelli della Sicilia settentrionale, almeno fino alla serata/notte di domenica.

PREVISIONI

SABATO 8 DICEMBRE 2012

La giornata dell’Immacolata, al mattino, si aprirà all’insegna di un miglioramento sulle regioni settentrionali, con l’apertura di ampie schiarite fra Liguria, Piemonte e Lombardia, mentre persisteranno i cieli nuvolosi sul Veneto e soprattutto sull’Emilia/Romagna, con la ritornante fredda da NE che sarà in grado di apportare nuove nevicate di debole e moderata intensità, con fioccate sino alla pianura emiliana e coste venete. Sulla Romagna e nelle Marche le nevicate, a tratti anche persistenti, si attesteranno dai 300-200 metri, con accumuli anche importanti sulle colline del cesenate, del pesarese, dell’urbinate e dell’anconetano. Molta neve cadrà sui rilievi dell’Appennino Marchigiano e Abruzzese. Nel corso della mattinata il peggioramento si estenderà a tutte le regioni del medio-basso Adriatico, con piogge e rovesci sulle coste di Abruzzo, Molise e Puglia, mentre la neve cadrà dapprima sopra i 500 metri in Abruzzo e a quote ben più alte sulle altre regioni, con tendenza ad un radicale abbassamento della quota neve. Prevarrà la variabilità, con ampie schiarite, su Toscana e Lazio. Tempo marcatamente instabile tra Campania, Calabria tirrenica e Sicilia settentrionale, con piogge, rovesci e temporali che faranno seguito ad un fronte freddo che si sposterà verso lo Ionio. Saranno possibili pure occasionali grandinate nelle fasi clou del maltempo. Qualche rovescio sparso in mattinata colpirà la Sardegna, in particolare le coste orientali, con neve sulle aree montuose interne sotto i 900 metri.

Nel pomeriggio migliora su quasi tutto il nord e persino in Emilia, con schiarite sempre più grandi, mentre i cieli nuvolosi la faranno da padrone tra Romagna, Veneto, Friuli e Venezia Giulia, con qualche residua fioccata sulla costa veneta. Ampi rasserenamenti avanzeranno anche sulla Liguria e in Toscana. Nel corso del pomeriggio successiva, lo sfondamento del nucleo di aria fredda in quota provocherà un brusco abbassamento delle temperature e della quota neve sulle regioni centrali, dove in serata saranno possibili delle nevicate al di sotto dei 400-300 metri tra Abruzzo e aree più interne di Umbria, Lazio e a quote più alte in Campania. I fenomeni più intensi ovviamente si concentreranno lungo il versante adriatico appenninico, tra Marche, Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale, con fitte nevicate fino a quote collinari, sotto i 300-200 nelle Marche, 400 metri in Abruzzo e 500 metri in Molise, dove molte città, come Campobasso, e numerose località, si tingeranno completamente di bianco. Dalla serata inizierà a nevicare a bassa quota pure sul Gargano. Al sud ed in Sicilia il tempo continuerà a presentarsi marcatamente instabile, con rovesci e temporali sparsi, specie fra Campania, Calabria e Sicilia tirrenica, e nevicate sui monti dell’entroterra. Delle piogge e dei rovesci, seppur meno diffusi, non mancheranno d’interessare neppure la Sardegna, con neve sotto gli 800 metri tra nuorese e sassarese.

DOMENICA 9 DICEMBRE 2012

Al mattino sulle regioni settentrionali tornerà il bel tempo, seppur in un contesto climatico alquanto rigido, con gelate mattutine sulle pianure. Un rapido miglioramento, con cieli sereni o poco nuvolosi e aria tersa, interesserà pure le regioni tirreniche, dalla Toscana alla Campania, mentre sulla fascia adriatica persisterà ancora un po’ di nuvolosità sparsa che al primo mattino sarà in grado di apportare le ultime residue deboli nevicate fino a quote collinari su Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale, inclusa l’alta Murgia oltre che il Gargano. Nevicate più estese, fin dai 300 metri, si vedranno in mattinata pure sull’est della Basilicata e rilievi dell’alta Calabria, in particolare sul versante orientale del Pollino e sulla Sila, dove si potranno avere degli accumuli veramente importanti fin dai 400-500 metri. Tra le Serre e l’Aspromonte invece la neve cadrà a quote più alte, nonostante dalla serata l’arrivo di un ulteriore impulso freddo da N-NE farà calare la quota neve al di sotto dei 500-600 metri. Migliora sensibilmente sulla Sardegna, con l’arrivo di ampie zone di sereno. Permane una spiccata instabilità sulle regioni più meridionali e la Sicilia, con piogge e rovesci, a tratti anche temporaleschi, fra Calabria e Sicilia tirrenica, che assumeranno carattere spiccatamente nevoso, dapprima sopra gli 800-900 metri, ma con quota neve in progressivo calo fin sotto i 600 metri.

Nel pomeriggio, con lo spostamento della circolazione depressionaria verso la Grecia, il miglioramento si estenderà anche alle regioni centrali e al comprensorio adriatico, con schiarite e rasserenamenti sempre più ampi, che progrediranno verso sud. Sulle regioni di nord-ovest, fra Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, si potranno affacciare, nel corso della serata, delle velature in quota. Solo sulla Puglia, Basilicata orientale, Calabria e Sicilia, sarà presente una nuvolosità, a tratti ancora compatta, che potrà dare luogo a residue precipitazioni che diverranno via via sempre più occasionali e localizzate. Le nevicate resisteranno solo tra l’alta Murgia, i rilievi calabresi e quelli della Sicilia settentrionale, almeno fino alla serata.

TEMPERATURE

Sono attese in brusco calo su tutte le regioni nel corso del weekend, con valori abbondantemente sotto le medie del periodo. Al primo mattino gelate sempre più diffuse sulle valli e pianure del centro-nord. Domenica il calo termico interesserà anche le regioni meridionali, dove si potranno perdere fino a -5° -6°.

VENTI

Domani una intensa ventilazione settentrionale sferzerà tutti i mari che circondano l’Italia, con intensi venti di maestrale sul mar e Canale di Sardegna, mentre una forte bora spazzerà l’alto Adriatico, ed in particolare il golfo di Trieste, permettendo all’aria fredda e molto pesante, presente sulla regione carpatico-danubiana, di catapultarsi in direzione dell’Istria e dell’alto Adriatico, attraverso gli intagli naturali delle Alpi Dinariche che producono impetuosi “deflussi”. Forti venti di tramontana spazzeranno il medio-basso Tirreno, specie il settore più occidentale a ridosso della Sardegna, attivando intense burrasche da Nord che in serata si propagheranno fino al Canale di Sicilia, dove le correnti si disporranno più dai quadranti nord-occidentali. Domenica intensi venti di tramontana continueranno ad investire il medio-basso Adriatico e il medio-basso Tirreno, con raffiche che potranno superare i 60-70 km/h fra le coste del Molise, la Puglia e quelle della Sicilia settentrionale, in particolare il palermitano. Sul Canale di Sicilia si attiveranno intense burrasche da NO che sferzeranno Pantelleria e le Pelagie, con raffiche che potranno superare anche gli 80-90 km/h in mare aperto. Intensi venti da NO in serata andranno ad estendersi anche sullo Ionio, con burrasche in mare aperto. La sostenuta ventilazione settentrionale comincerà gradualmente a calare dalla serata successiva.

MARI

Da mossi a molto mossi fino a localmente agitato il medio-alto Adriatico. Tra il pomeriggio e la serata il medio-basso Tirreno, ed in seguito il Canale di Sicilia, diverranno agitati (forza 5), fino a molto agitato (forza 6) a largo, con onde che raggiungeranno i 4.0-5.0 metri di altezza. Nella nottata tra domani e domenica delle mareggiate di media intensità colpiranno le coste trapanesi e palermitane, con onde alte più di 3.0-4.0 metri. Domenica saranno il medio-basso Adriatico, il medio-basso Tirreno e lo Ionio a largo a essere ancora agitati (forza 5), mentre il Canale di Sicilia risulterà addirittura molto agitato (forza 6), con onde che raggiungeranno i 5.0 metri. Attese delle mareggiate di debole intensità sulle coste della Sicilia settentrionale e sui litorali pugliesi, dal Gargano al brindisino, con onde ben formate in scaduta dal pomeriggio/sera. Da mossi a molto mossi i restanti bacini, con moto ondoso in ulteriore attenuazione.

TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA

Dopo l’iniziale rialzo termico di lunedì, fra martedì e mercoledì un nuovo nucleo di aria fredda che dovrebbe apportare un nuovo brusco abbassamento delle temperature e della quota neve, dapprima sulle regioni adriatiche e in seguito anche sul meridione, con nuove nevicate sparse che potrebbero spingere a quote collinari, se non pure più in basso, a tratti. Ma per un analisi più approfondita vi rimandiamo ai prossimi aggiornamenti.

Tanta neve è attesa sul versante orientale dell'Appennino