Ancora neve e tanto freddo fra Baltico, Svezia e Danimarca: sull’Europa orientale si isola un’ampia lacuna di aria molto fredda che contrasterà il respiro oceanico

Osservando le immagini satellitari di queste ore notiamo come fra il sud della Svezia, ma soprattutto sul nord della Danimarca, siano in atto delle frequenti nevicate, associate ad una nuvolosità medio-bassa che si origina proprio fra il Kattegat (il Canale fra la Danimarca occidentale e l’ovest della Svezia) e lo Skagerrak (Canale che separa le coste danesi settentrionali da quelle della Norvegia meridionale). Si tratta, per l’appunto, dello stesso fenomeno che ogni inverno si manifesta sopra i grandi specchi lacustri dell’America settentrionale (“Lakes effect snow”, e meno diffusamente pure sopra le acque del nostro Mediterraneo, non appena masse d’aria molto fredde scorrono sopra una tiepida superficie marina o lacustre. I forti contrasti termici che si vengono a realizzare producono una rapida destabilizzazione atmosferica, la quale accompagna lo sviluppo di imponenti nubi cumuliformi, capaci di dare la stura a precipitazioni a sfogo di rovescio o temporale.

Le frecce gialle indicano la nuvolosità prodotta sopra il Kattegat

In questo caso, le masse d’aria gelida che escono dalla regione meridionale svedese dell’Halland (poco a nord della città di Gotenborg), una volta tracimate sopra le più temperate acque del Kattegat, tendono a riscaldarsi, ma soprattutto ad umidificarsi dagli strati più bassi. Processo che oltre a determinare un inasprimento del “gradiente termico verticale” (dato che in quota la massa d’aria conserva le sue origini gelide), incentivando l’instabilità della massa d’aria e quindi la maggiore probabilità di precipitazioni, accompagna la formazione di estese bande nuvolose, nate e cresciute in seno a questi forti divari termici fra tiepida superficie marina e aria gelida che scorre nella libera atmosfera. Il risultato finale vede la formazione di questi ammassi nuvolosi che vengono spinti verso le coste settentrionali e orientali della Danimarca dalla moderata ventilazione da Nord e N-NE, proveniente dalla Svezia meridionale. Sono proprio tali annuvolamenti che stanno apportando le nevicate di debole e moderata intensità sulla Danimarca. Nevicate, che nei bassi strati (al suolo), vengono accompagnate pure da una sostenuta ventilazione da N-NO e Nord, che mantiene i termometri ancorati sotto i -2°C -3°C, con punte fino a -4°C -5°C. Termiche più che sufficienti per ottenere accumuli, anche di una certa quantità malgrado la debolezza delle precipitazioni nevose. Intanto nelle prossime ore nevicherà, a tratti anche in maniera persistente e abbondante, fra il nord della Polonia, le Repubbliche Baltiche e la Svezia centro-meridionale.

Nevicate di moderata intensità interesseranno soprattutto la Svezia meridionale e le coste del Baltico, soprattutto lungo la Polonia. Insomma, altre nevicate sono pronte a colpire le stesse aree già duramente colpite nei giorni scorsi, cagionando inevitabili disagi ai trasporti, soprattutto su strade e aeroporti. Un bel fronte nevoso in queste ore sta risalendo le Repubbliche Baltiche fino alla Finlandia, dove nevica anche copiosamente. Le immagini del Radar del servizio meteorologico svedese parlano chiaro. Difatti, sul Baltico, poco a nord delle coste polacche, notiamo una circolazione depressionaria che tende molto lentamente a migrare verso levante. Tale area ciclonica, associata ad un sistema frontale nei bassi strati, è la causa delle nevicate diffuse che negli ultimi giorni hanno continuato a colpire la Svezia, la Danimarca, la Bielorussia, le Repubbliche Baltiche e la Finlandia, dove ormai neve e freddo s’accompagnano da inizio mese. Nei prossimi giorni continuerà ad insistere sulle medesime aree, apportando ancora neve e temperature negative quasi ovunque. Ormai gran parte delle aree continentali del comparto centro-orientale europeo sono completamente innevate. Questo innevamento precoce riuscirà a mantenere una estesa lacuna di aria molto fredda (freddo d’origine pellicolare concentrato negli strati d’aria più prossimi al suolo) su tutta l’Europa centro-orientale, dalla regione carpatico-danubiana fino alla Russia europea, che tenderà a continentalizzarsi ulteriormente, tanto da assumere caratteristiche puramente continentali. Aria molto fredda, pronta stagnare negli strati più bassi, che si contrapporrà all’alito del mite respiro atlantico che in settimana, grazie al ricompattamento del vortice canadese, tenterà di premere e sfondare verso l’Europa centrale e l’Italia, ripiegando il freddo verso levante, al di là dei Balcani e della pianura Danubiana. Un braccio di ferro, fra Atlantico e freddo d’origine polare, che dominerà lo scenario meteo/climatico delle prossime festività di Natale. L’Italia, in tale contesto, potrebbe fare proprio da confine fra le differenti masse d’aria.