Buon Natale ai meteorologi, impegnati anche in questi giorni di festa con il telelavoro

MeteoWeb

Siamo alla vigilia di Natale, tutti pronti per i festeggiamenti, regali, allegria, cenoni, bimbi in festa. Eppure molte persone a Natale lavorano come tutti gli altri giorni, o forse anche di più. Mi riferisco a coloro che lavorano negli ospedali, ai vigili del fuoco, ai corpi di polizia, alle forze armate, a coloro che operano nei trasporti, a tutti quelli che qui non riesco a menzionare e, naturalmente … ai METEOROLOGI.

Già ai meteorologi, scusate se ho sottolineato questa categoria, ma è quella a cui appartengo e forse molti non sanno o non immaginano che la maggior parte di coloro che lavorano in meteorologia sono impegnati 24 su 24, compresi il Natale e le altre feste comandate.

Gli “osservatori”, ad esempio, sono quelle persone che lavorano nelle “stazioni meteorologiche”. Essi debbono rilevare i dati di pressione, temperatura e gli altri parametri utili ad essere comunicati al pubblico, anche la notte di Natale, anche se nevica o tira vento. Perché quei dati che loro comunicano sono preziosi per chi deve viaggiare, indispensabili per chi deve soccorrere gli altri. E le stazioni meteorologiche sono spesso situate in montagna (Pian Rosà a 3.488 metri di altitudine, Monte Terminillo a 1.875 metri, giusto per citarne qualcuna) e in inverno spesso si rimane bloccati dalla neve o dalle avverse condizioni meteorologiche, per cui un normale turno di 12 ore diventa più lungo, a volte enormemente più lungo!

Ed anche i “previsori” lavorano in turni operativi che non si fermano mai, altrimenti come faremmo a conoscere le previsioni meteo anche a Natale? Coloro che debbono prestare la loro assistenza meteo agli aerei, sanno bene che a Natale il lavoro è raddoppiato, perché ci sono molti più voli, di coloro che si spostano per le feste o per andare a trovare i loro parenti almeno nelle festività più importanti.

In queste mie poche righe, vi prego quindi di pensare per un attimo anche a loro, di guardare la finestra più vicina che avete e disposizione e mandare un “ciao ciao” con la mano. Sono sicuro che quel pensiero arriverà anche a loro e li farà felici, darà loro la soddisfazione che il loro sacrificio di stare sul posto di lavoro, lontani dalle loro famiglie, sarà utile a qualcuno che ne ha bisogno.

Se poi vogliamo fare qualcosa di più, e qui mi rivolgo a coloro che fanno le Leggi e stabiliscono le condizioni di lavoro degli impiegati e operai, pensiamo anche a coloro che hanno delle difficoltà proprio a recarsi sul posto di lavoro.

Forse queste categorie di persone non possono essere impiegate nella maggior parte dei turni operativi, ma in certi casi anche un lavoro operativo, di quelli che debbono essere svolti ininterrottamente, 24 ore su 24, può essere svolto anche da casa. In questi casi pensiamo anche al “Telelavoro”. Una tecnica che sfrutta le nuove tecnologie informatiche e permette di svolgere il proprio lavoro pur restando a casa. Ne ho parlato in una conferenza dedicata a coloro che soffrono di asma allergico e, soprattutto in primavera, trovano difficoltà a recarsi sul posto di lavoro.
Ho poi affrontato questo argomento in modo discorsivo, ma più diffuso, nel mio libro “Chicco e il cane”. Ne riporto, qui di seguito un piccolo brano:

In Italia, una cosa veramente ben fatta sarebbe quella di poter applicare il telelavoro nel settore della pubblica amministrazione. Sarebbe di grande aiuto alle persone che trovano difficoltà a raggiungere il posto di lavoro per vari motivi, non ultimi a coloro che soffrono di allergie, soprattutto in primavera o nelle giornate ventose, quando per raggiungere la sede della loro attività le persone debbono affrontare percorsi all’aperto, dove i pollini vengono rilasciati incessantemente, provocando in questi soggetti enormi disturbi che li rendono incapaci di lavorare serenamente. 

Il telelavoro tornerebbe molto utile non solo nei giorni di caldo afoso, di freddo intenso e  per  coloro che soffrono di allergie, ma sarebbe un modo per favorire anche il lavoro delle donne, che spesso sono costrette a stare a casa non solo quando sono ammalate loro stesse, ma anche quando devono accudire i loro bambini o familiari, costretti a letto da qualche malattia, impossibilitando anche le mamme a recarsi al loro lavoro.

Sarebbe ugualmente utile per alcuni portatori di handicap fisici, che potrebbero svolgere normalmente utilissimi lavori restando a casa, mentre il fatto di dover andare in un ufficio li obbligherebbe a dei percorsi lunghi ed impegnativi, impedendo loro di avere un impiego, mentre con il telelavoro tutto ciò sarebbe possibile, con soddisfazione economica e morale per loro ed con un indiscusso beneficio alla comunità.»

Sicuramente queste mie parole non sono in grado di risolvere il problema. Ciò che tuttavia vorrei ottenere è che le persone che “possono”, ne parlino e studino il modo come, un piccolo passo per volta, possano aiutare coloro che hanno difficoltà a muoversi da casa a svolgere il proprio lavoro, con soddisfazione per il loro corpo e spirito e beneficio a tutta la comunità. Buon Natale!

Altre informazioni di carattere scientifico e meteorologico si possono trovare sul sito: http://alfiogiuffrida.blogspot.com/