Clima: a Doha negoziati difficili e le conclusioni si rimandano

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Il protocollo di Kyoto dovrebbe essere rimpiazzato nel 2015 da un nuovo trattato ma i segnali che arrivano da Doha non sono incoraggianti. Tanto che si avverte la possibilita’ che la chiusura dei negoziati possa essere rimandata a domani e non oggi come previsto. La plenaria in programma questa mattina ”ancora non e’ iniziata , inoltre, hanno esteso i trasporti fino a domani” riferisce all’Adnkronos, Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del Wwf Italia. Due segnali che ” ci fanno pensare che i negoziati verranno chiusi domani”. Un ritardo dei negoziatori che ”speriamo sia dovuto all’onda delle richieste della societa’ civile e anche dei paesi piu’ colpiti”. Gli ambientalisti sono uniti nel chiedere risultati concreti. Due i punti cruciali: la riduzione delle emissioni e la finanza.Bisogna, dunque, ”procedere velocemente alla riduzione delle emissioni, che invece sono in aumento, e aiutare i paesi in via di sviluppo” sostenendoli economicamente. Anche se alcuni paesi dell’Unione Europea ”hanno preso impegni per circa 6 miliardi di euro, siamo ancora lontani dai 60 miliardi in tre anni che noi chiediamo per rispondere alle richieste di Copenhagen promosse dagli Stati Uniti” che, invece ”non hanno ancora promesso niente”. A Doha i risultati ancora non si conoscono ”ma c’e’ la sensazione che i governi non siano in grado di rispondere, per giochi politici, alla comunita’ scientifica che dice che i cambiamenti climatici procedono piu’ velocemente del previsto”. Quanto all’Europa la Midulla sottolinea che il vecchio continente ”ha gia’ raggiunto l’obiettivo di riduzione del 20% delle emissioni previsto entro il 2020. Il non alzare, dunque, l’obiettivo non rappresenta un incentivo all’innovazione e non accelera su efficienza energetica e rinnovabili”.