Clima, Think Forward Film Festival: il bilancio e i premi

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Il senso di fondo racchiuso nel nome del festival, il guardare avanti che ha spinto l’ICCG ad organizzare il Think Forward Film Festival, è  stato evidente fin dalla mattina, durante gli incontri con le scuole. Elementari e medie superiori, in due giornate differenti, hanno partecipato agli incontri di divulgazione delle tematiche cardine del festival, i cambiamenti climatici e le energie rinnovabili, dimostrando in sala un’alta attenzione, molto interesse e un buon grado di preparazione. Le nuove generazioni si sono dimostrate molto più preparate rispetto agli “adulti”, che invece tendono spesso a classificare queste tematiche come “catastrofismo”. Per i più giovani si tratta di una realtà indiscutibile. Di questo si è parlato durante i dibattiti in sala, che hanno visto susseguirsi relatori di alto livello, da Irene Bignardi a Luca Mercalli, da Ignazio Musu, a Antonio Navarra, solo per citarne alcuni. Si è giunti a concludere che il cinema che narra l’ambiente è oggi più che mai necessario, e che le voci che provengono dalla periferia del mondo sono quelle forse più sentite ed emozionanti.

L’interesse della stampa è stato buono, interesse che ha dimostrato anche il pubblico, più numeroso rispetto all’anno scorso.

Il TFFF in questa sua seconda edizione ha dato prova di essere un festival importante per il settore, con tutti i numeri e le potenzialità per diventare un punto di riferimento a Venezia e in Italia, di divulgazione delle tematiche proposte.

I dieci cortometraggi in concorso hanno presentato i diversi linguaggi audiovisivi che si possono utilizzare per rappresentare tematiche così importanti. 

CONCORSO INTERNAZIONALE CORTOMETRAGGI:

PRIMO PREMIO E MENZIONI SPECIALI

La giuria, presieduta da Irene Bignardi e composta da Cristina Battocletti, Michele Gottardi, Italo Moscati e Ignazio Musu ha assegnato il primo premio a:

EL ROSTRO HUMANO DEL CAMBIO CLIMATICO, di Juan Alvarez, Colombia.

Diretto; mostra immediatamente la drammatica precarietà della situazione. Non arretra di fronte alla crisi che è oramai reale e difficile da risolvere. E la mostra senza indugi. Volti e luoghi coinvolgono e commuovono. Le esperienze personali, quotidiane, fresche, sincere, accattivanti, e le immagini coinvolgono nel problema.

Forte la capacità, attraverso storie e personaggi semplici, di creare empatia con la popolazione vittima dei cambiamenti climatici.

“Siamo colpevoli ma anche vittime dei cambiamenti climatici”, commenta la voce fuori campo, con forse eccessiva generosità, ma effettivamente senza alcun astio.

In realtà i “colpevoli” e le “vittime” non sono certo le stesse persone.

Con la saggezza della semplicità, il film mette invece tutta l’immensa “famiglia umana”, sia i colpevoli che le vittime, sulla stessa barca: ci si salva tutti o si va affondo tutti. Un messaggio chiaro e sconvolgente.

Un equilibrato e composto grido d’allarme, da un posto che siamo soliti definire “remoto” del mondo, che però sarà difficile non ascoltare.

Sono state assegnate menzioni speciali ai film:
GLOBAL WARMING, di Peter Vadocz, Italia.

Una piccola, semplice invenzione sulla serialità del clima. Un piccolo paradosso spaziotemporale che ci intrappola. Una provocazione che resta in mente, immersa tra tanti, altri messaggi che invece invadono la nostra percezione e poi svaniscono. Efficace e sorprendente; lo spettatore capisce lo stratagemma dopo la prima metà del filmato. Ne sorride e ne è amareggiato nello stesso tempo.

ENERGY SOVEREINGNTY, di Citt Williams e Randall Wood, Giappone.

Le popolazioni indigene e le comunità locali sono sempre più consapevoli della necessità di contribuire a trovare soluzioni ai problemi del clima e a quelli di un più  corretto e meno impattante approvvigionamento energetico. La determinazione dei singoli e la solidarietà di comunità coese, fa da esempio e spinge lo spettatore a rafforzare il proprio impegno civile.

CLIMATE CHANGE ADAPTAION FOR A SUSTAINABLE FUTURE: KARA KULJA KYRGYZSTAN, della Kyrgyzstan Mountain Societies Development Support Programme, Kyrgyzstan.

Il rimpianto per il clima che cambia, facendo scomparire da anni nevi e ghiacciai dagli occhi e dalla memoria di gente sconcertata. I cambiamenti climatici come autentico affronto all’identità delle persone. Affronto alla storia millenaria, alle tradizioni delle comunità montane e rurali. Tra le tante, la figura del “misuratore di clima” dà, nella sua bellezza, un valore aggiunto al cortometraggio.

WORLD ENERGY OUTLOOK – A GROWING CONSTIPATION, di Alexandra Nikoleris, Svezia.

Il coraggioso tentativo, riuscito, di affrontare il tema in modo da creare un racconto non convenzionale, ironico, sfrontato ma non solo. Il tutto giovandosi di un gusto grafico innovativo che tende all’essenziale e ad una certa eleganza. La rischiosa metafora della stitichezza doveva essere proposta appunto con stile cercando originalità anche visiva e si può dire che l’intento sia stato felicemente compiuto.

MESSAGGIO DI RINGRAZIAMENTO DEL REGISTA JUAN ALVAREZ

Ringraziamo il Think Forward Film Festival per aver dato vita a questo spazio di discussione aperta sugli impatti dei cambiamenti climatici. E per averci premiati.
Il progetto “The Human Face of the Climate Change – Il volto umano dei cambiamenti climatici” è un’iniziativa che vuole far sentire le voci delle persone e delle comunità direttamente colpite dal drastico cambiamento del clima sul nostro pianeta. Comunità che sono state costrette ad adattarsi alle nuove regole di un nuovo mondo da noi creato con la nostra mancanza di educazione e cultura dell’ambiente e con la mancanza di politiche efficaci per regolare i mercati ed incentivare uno sviluppo più sostenibile.
“The Human Face of the Climate Change” non sarebbe possibile senza il supporto di Corpuraba, Partner dell’America Massachuset-Antioquia, US Department of State Bureau of Education and Cultural Affairs, ASOUSA e delle comunità afro-colombiane della regione del Darien all’interno dei dipartimenti di Antioquia e Chocó. Un grazie speciale a Carolina Arango (Apartado) e a Katalina Mayorga (Washington).
Siamo ora in fase di ottenimento di finanziamenti per la realizzazione di un lungometraggio con lo stesso nome, progetto che sarà prodotto in Colombia nel 2013. Speriamo di partecipare ancora il prossimo anno al Think Forward Film Festival.
Grazie ancora.
Juan Álvarez
di Il volto umano dei cambiamenti climatici