
Un nuovo temporale grandigeno, nel primo pomeriggio, ha colpito lo Stretto di Messina, interessando l’area fra Messina e Reggio Calabria, con rovesci molto localizzati che si sono spostati in una direttrice nord-ovest-sud-est, seguendo l’andamento delle correnti dominanti nella media troposfera (500 hpa). La “Cellula temporalesca” si è sviluppata nel tratto di mare a ovest dell’isola di Stromboli, a seguito della formazione di un esteso cordone di nubi cumuliformi, causa la persistenza di un fitto “gradiente termico verticale” (con aria fredda che scorre in quota sopra il mare ancora tiepido) ed una curvatura ciclonica delle correnti nei medi e bassi strati, che dal mar delle Eolie si sono rapidamente spostate verso i Peloritani settentrionali e lo Stretto di Messina, ove l’effetto “trampolino” indotto dalla dorsale peloritana al flusso portante da NO ha ulteriormente rinvigorito i moti convettivi (correnti ascendenti), agevolando l’insorgenza di un grosso cumulonembo temporalesco all’interno dell’area dello Stretto di Messina. La forzatura orografica dei Peloritani è stata indispensabile per alimentare la convenzione che ha fatto nascere il temporale, organizzatosi in più nuclei secondari che dai Peloritani si spostano verso i quartieri centro-meridionali di Messina e la zona sud di Reggio. Da notare come mentre queste aree sono interessate dai rovesci e dalle grandinate, nelle zone limitrofe splende il sole, con ampi rasserenamenti. Una situazione tipica dei temporali localizzati. I fenomeni dovrebbero continuare ad investire i quartieri sud di Messina e la città di Reggio per almeno altri 40 minuti. Dal tardo pomeriggio il cordone temporalesco dovrebbe cominciare a sfaldarsi, allontanandosi sullo Ionio, apportando residui rovesci nella zona a sud di Reggio e l’area di Capo Spartivento.



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