“Depressione-uragano” in sviluppo sull’Atlantico settentrionale: forti burrasche e tempeste dirette verso le coste spagnole e francesi

MeteoWeb
La profonda "depressione-uragano" sul nord Atlantico

Siamo alla vigilia di un nuovo importante cambio circolatorio che condizionerà l’andamento meteo/climatico sul vecchio continente, da qui fino al periodo natalizio. Si sta per spalancare la porta delle miti e umide correnti atlantiche, finora rimasta chiusa, serrata, visto la protezione del “blocking” dell’azzorriano che è stata in grado di arrestare il flusso zonale in uscita dal Canada e dal nord degli USA. Il primo effetto del cambio circolatorio vedrà una sensibile intensificazione dell’attività ciclonica fra le coste di Terranova e l’Atlantico settentrionale, dove sta per svilupparsi una profonda circolazione ciclonica extratropicale, che assumerà i connotati di una autentica “depressione-uragano”, con un minimo barico pronto a scendere sotto i 955 hpa, ma soprattutto un fittissimo “gradiente barico orizzontale” (notevoli differenze di pressione), che dalle coste del Canada orientale si estenderà fino alla Spagna, alla Francia e al Mediterraneo centrale, ove si attiverà un automatico richiamo di correnti più miti e umide dai quadranti meridionali. La sopracitata circolazione depressionaria, sull’Atlantico settentrionale, tenderà ad approfondirsi notevolmente in pieno oceano, grazie all’alimentazione fredda proveniente direttamente dal Plateau della Groenlandia, mentre più a sud, una forte ventilazione occidentale pulserà aria mite oceanica verso il bordo anteriore della struttura ciclonica, spingendo forti venti burrascosi, da O-SO e SO, in direzione delle coste settentrionali spagnole, Francia e Regno Unito.

L’interazione fra le differenti masse d’aria, quelle fredde di origini polari che scendono dalla Groenlandia e dal mar del Labrador con quelle molto più temperate dalle medie latitudini oceaniche, assieme alla ripresa di vigore del “getto polare” che esce dall’area canadese, inasprirà ulteriormente l’avvezione di vorticità positiva in pieno Atlantico, deponendo a favore dell’ulteriore approfondimento dell’area ciclonica, che diverrà una vera e propria “depressione-uragano”, in grado di influenzare l’andamento meteo-climatico su buona parte del vecchio continente, dipanando masse d’aria piuttosto miti e umide, d’estrazione oceanica fino all’Europa centrale e alla penisola italiana. L’aria molto fredda invece arretrerà verso levante, depositandosi lungo il comparto orientale europeo e sulle pianure Sarmatiche, ove persisterà un tempo decisamente invernale, con temperature negative e nevicate sparse di debole e moderata intensità. L’avvicinamento di questa profonda e vasta “depressione-uragano”, al comparto europeo, accompagnerà l’attivazione di venti molto forti, da O-SO e SO, che dal nord Atlantico si espanderanno rapidamente alla Galizia, alle coste settentrionali spagnole, le coste atlantiche francesi e il Regno Unito.

Soprattutto nella giornata di domani forti burrasche, con locali rinforzi di tempesta, sferzeranno la Galizia, le coste atlantiche francesi, ed in particolare le coste che vanno dalla Vandea alla Normandia, dove le raffiche da SO e O-SO potranno superare i 100-110 km/h nelle aree costiere meglio esposte, causando non pochi disagi. Oltre ai forti venti, l’intensa ventilazione occidentale che spazzerà l’Atlantico, caratterizzata da un ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), solleverà anche un imponente moto ondoso, con la formazione di onde di “mare vivo” molto ben formate che andranno ad infrangersi con grande impeto lungo le coste galiziane e su quelle della costa atlantica francese, dove si produrranno intense mareggiate. Alcune di queste potranno superare anche i 6.0-7.0 metri di altezza, con spettacolari spruzzi.

Una intensa ventilazione, ma disposta più dai quadranti meridionali, investirà le Isole Britanniche, mentre vere e proprie tempeste, con impetuosi venti da Est e E-SE, sferzeranno con forza le coste meridionali della Groenlandia, dato l’intenso “gradiente barico orizzontale” che si verrà a determinare tra l’Atlantico settentrionale e la Groenlandia meridionale. Il sensibile infittimenti di isobare attiverà venti molto forti, dai quadranti orientali, che colpiranno con particolare forza l’area di Capo Farvel e le coste sud-orientali groenlandesi, con raffiche che potranno superare picchi di oltre 120-130 km/h. Le tempeste più violente, generalmente da Est o E-NE, si dovrebbero localizzare nel margine costiero sud-occidentale, compreso fra le città di Nanortalik e Narssaq, con raffiche di vento veramente violente, che potranno lambire i 130 km/h. Va sottolineato come nell’area tra Nanortalik e Narssaq, i fortissimi venti orientali, una volta scavalcati i rilievi interni, si buttano con violente raffiche di caduta sui fiordi che si affacciano sul freddo mar del Labrador. Durante la rapida discesa le forti raffiche di caduta tendono ad incanalarsi fra i fiordi, originando furiosi colpi di vento, che possono oltrepassare la soglia dei 130-140 km/h, specie se in presenza di un forte “gradiente barico” fra le coste occidentali e quelle orientali groenlandesi.