Domenica notte forti venti di maestrale irromperanno fra Sardegna, Sicilia e basso Tirreno: attese intense mareggiate sulle coste del basso Tirreno

Archiviate le intense burrasche di scirocco e di libeccio, che fra mercoledì 28 e giovedì 29 Novembre hanno sferzato il medio-basso Tirreno, lo Ionio, il Canale d’Otranto e il basso Adriatico, con picchi di ben 64 nodi, circa 118 km/h, lambiti nella stazione di Capo Palinuro, dove il vento da S-SE per poche ore ha raggiunto l’intensità di una vera e propria tempesta, nei prossimi giorni nuove intense burrasche torneranno a spazzare i mari dell’Italia meridionale e le due isole maggiori. Difatti, l’ingresso sul Mediterraneo centrale dei primi refoli di aria fredda, di lontane origine artiche, addossati a nord delle Alpi, favorirà lo sviluppo di nuove profonde ciclogenesi (di chiara matrice “baroclina”) che attiveranno nuove intense burrasche, con conseguenti mareggiate che stavolta prenderanno di mira le coste occidentali sarde e quelle affacciate sul medio-basso Tirreno. Tutto merito dell’erezione dell’alta pressione delle Azzorre, verso le alte latitudini artiche. L’anticiclone oceanico, ben stimolato da un’azione di “forcing” troposferico che ha generato lo “split” del vortice polare, anche nel fine settimana, seppur premuto da ovest da una profonda circolazione ciclonica sul mar del Labrador con minimo barico sotto i 950 hpa, continuerà a mantenere un promontorio anticiclonico disteso sui meridiani oltre i 60° di latitudine nord, fino al mar di Groenlandia.

Con tale assetto l’alta pressione delle Azzorre, lungo il suo lato orientale, sarà in grado di dipanare ulteriori impulsi di aria piuttosto fredda, d’estrazione artica, con una ventilazione settentrionale che dal mar di Norvegia e dalla Scandinavia scivolerà fino alla Francia e i paesi della Mitteleuropa, tanto che nel pomeriggio domenicale l’isoterma di -6°C alla quota di 850 hpa (circa 1300 metri) raggiungerà la Svizzera e la Baviera. Tale impulso freddo, in discesa dall’Europa settentrionale, dopo aver aggirato l’ostacolo delle Alpi, nel corso del pomeriggio domenicale comincerà a sfondare sul Mediterraneo attraverso la porta del Rodano, con l’attivazione di forti venti di maestrale, che dal golfo del Leone andranno a estendersi con grande velocità verso il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna, per poi proseguire nella serata successiva fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da NO e O-NO che potranno superare i 70-80 km/h sulle coste occidentali sarde. Su Marsiglia, come lungo le foci del Rodano, durante lo sfondamento dell’aria fredda, le raffiche di “mistral” potranno persino superare gli 80-90 km/h.

L’irruzione dei forti e più freddi venti di maestrale dal Rodano favorirà, nel corso del pomeriggio domenicale, l’innesco di una nuova ciclogenesi sottovento al golfo di Genova, tramite i cosiddetti “venti di Rimbalzo”. In pratica, i “venti di Rimbalzo” si producono quando i forti venti di “mistral”, che escono a ventaglio dalla valle del Rodano, tendono a diramarsi in più direzione, propagandosi rapidamente al mar di Corsica, mar di Sardegna e le Bocche di Bonifacio. Una parte dell’intenso flusso in uscita dal Rodano tenderà a spingersi verso est, urtando con i monti della Corsica nord-occidentale tende a piegare bruscamente verso nord-est, risalendo la costa della Riviera di Levante ligure come sostenuti venti di libeccio e ostro. La componente meridionale, da S-SO o da SO, bordando i rilievi dell’immediato entroterra della Riviera di Levante, risalirà fino al golfo di Genova, mascherandosi come correnti di scirocco e levante (da E-SE) sul capoluogo ligure. Una volta chiusa la circolazione appena descritta, proprio sul golfo di Genova, avviene la formazione del minimo barico orografico secondario, noto anche come “Genoa low“. La ciclogenesi cosi creata sul golfo di Genova tenderà a muoversi verso sud/sud-est, sia per l’effetto sbarramento orografico prodotto dall’Appennino ligure e dalle Alpi Apuane che si ergono vicine alla costa tirrenica, sia per la curvatura ciclonica in quota che promuove uno spostamento più verso sud.

Il processo appena descritto, tra il tardo pomeriggio e la serata di domenica, dovrebbe favorire lo sviluppo del classico minimo barico sottovento all’Appennino Ligure, che alimentato dal flusso freddo in uscita dal Rodano, mentre sui mari meridionali scorre un umida e più tiepida ventilazione occidentale, in genere da O-SO, andrà rapidamente ad approfondirsi, con un valore pronto a scendere sotto i 1004 hpa, spostandosi dalla serata verso la Toscana e in seguito sulle regioni centrali. L’approfondimento di questo minimo barico, in spostamento verso sud-est, determinerà un inasprimento del “gradiente barico orizzontale” (differenze di pressione), tra il Mediterraneo occidentale e la Spagna, che verranno raggiunti da un cuneo stabilizzante dell’anticiclone delle Azzorre pronto a spanciarsi in pieno oceano, e il Mediterraneo centrale e l’Italia, ove invece si approfondirà una nuova ciclogenesi secondaria pronta a evolvere verso sud-est. Tra la nottata e la mattinata di lunedì le isobare ellittiche dell’alta pressione delle Azzorre, che spingerà le proprie propaggini più orientali in direzione della Spagna e della Francia meridionale, con valori di oltre i 1020-1022 hpa, si ammasseranno sopra quelle più strette e circolari che fanno capo all’area depressionaria italica, la quale si sarà allontanata verso il basso Adriatico e il Canale d’Otranto, con un minimo stimato sui 1002 hpa.

Il notevole infittimento di isobare che si verrà a determinare attiverà i forti venti nord-occidentali che investiranno la Sardegna, il medio-basso Tirreno, la Sicilia e buona parte delle regioni meridionali nella giornata di lunedì. Già nel corso della nottata, tra domenica e lunedì, l’intensa ventilazione nord-occidentale, in uscita dal Rodano e dal golfo del Leone, dopo aver sferzato la Sardegna, si propagherà fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, con forti venti da NO e O-NO che potranno superare i 70-80 km/h sulle coste della Sicilia tirrenica, e dalla tarda nottata pure sulla Calabria tirrenica. Nella mattinata di lunedì, mentre il minimo barico sulle regioni centrali traslerà velocemente verso il basso Adriatico e Canale d’Otranto, le burrasche da NO e O-NO spazzeranno con forza l’area del basso Tirreno, le coste di Calabria e Sicilia, con raffiche fino a 70-80 km/h nei settori meglio esposti, per propagarsi verso lo Ionio. I venti di maestrale ponente accompagneranno anche un netto calo delle temperature sulle regioni meridionali, dove in poche ore si potranno perdere fino a -4° -5°.  Tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, mentre il minimo barico si allontana verso le coste albanesi, anche sul basso Adriatico e Canale d’Otranto, come sullo Ionio, cominceranno a spirare intensi venti da NO, frutto della ritornante (del suddetto minimo) proveniente dai rilievi della Bosnia Erzegovina e dalla costa meridionale dalmata, pronti a sfociare velocemente sullo Ionio.

I venti nord-occidentali potranno divenire molto forti sul Salento, con picchi ad oltre gli 80-90 km/h fra leccese e brindisino. Bisogna pur tenere in considerazione che i forti venti, nella mattinata di lunedì, potranno divenire a tratti davvero impetuosi, causa l’inserimento della componente “isallobarica” su quella, già intensa, di “gradiente”. Rispetto al comune vento di “gradiente” il vento “isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa. Il vento “isallobarico” entra in scena quando i cambiamenti del campo barico su una determinata regione diventano repentini , con brusche cadute di pressione subito seguite da rialzi barici altrettanto bruschi ed estesi si una vasta area geografica, dovuti a spostamenti rapidi delle aree cicloniche. Martedì mattina si assisterà ad una rapida attenuazione della ventilazione, che si disporrà da Ovest o O-SO, in attesa di un nuovo rinforzo, a partire dai mari che circondano la Sardegna e il Tirreno, nella giornata di mercoledì, allorquando nuove burrasche torneranno a interessare il mar di Sardegna, Canale di Sardegna e bacino tirrenico.

Attese anche cospicue mareggiate sulle coste della Sardegna occidentale e sui litorali tirrenici di Campania, Calabria e Sicilia

Oltre ai forti venti bisognerà tenere d’occhio pure il moto ondoso dei rispettivi bacini e le conseguenti mareggiate che ne scaturiranno. Già nel pomeriggio domenicale, con l’ingresso dei forti venti di maestrale, il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna passeranno da molto mossi ad agitati, fino a molto agitati nel pomeriggio, con lo sviluppo di onde di “mare vivo” ben formate, alte fino a 4.0-5.0 metri in mare aperto. Mareggiate di moderata intensità flagelleranno le coste sarde occidentali, in particolare i litorali del sassarese e oristanese. In nottata e nella mattinata di lunedì il moto ondoso si incrementerà notevolmente anche sul Canale di Sicilia, medio-basso Tirreno e Ionio a largo, che diverranno rapidamente agitati, fino a molto agitati, con marosi alti fino a 3.0-4.0 metri.

Sul Canale di Sicilia, grazie all’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), si potranno alzare ondate alte più di 5.0 metri che si dirigeranno verso le coste libiche e il golfo della Sirte. Lunedì, l’intenso moto ondoso innescato dai forti venti, attiverà delle mareggiate di debole o moderata intensità lungo le coste della Sicilia settentrionale, bassa Campania e Calabria tirrenica, dove giungeranno onde ben formate, alte fino a 4.0 metri, che potranno creare danni e disagi nei tratti costieri esposti al fenomeno dell’erosione. La furia dei marosi s’infrangerà con grande impeto sulle coste eoliane esposte ai venti da O-NO, con colpi di mare veramente spettacolari. I collegamenti marittimi con le isole minori, come le Eolie o le Pelagie, verranno molto probabilmente interrotti, almeno fino a martedì pomeriggio. Da mercoledì però è previsto un nuovo peggioramento che potrebbe mettere a rischio i collegamenti marittimi con le isole minori, specie fra Sardegna, Campania e Sicilia.