Ecco in Calabria la “Carta” per salvaguardare le tartarughe caretta-caretta che nidificano nelle coste joniche del reggino

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Firmata oggi a Bova Marina la Carta di intenti per la conservazione della tartaruga marina in Calabria nell’ambito del convegno ”Strategie per la conservazione della tartaruga marina, specie simbolo e valore aggiunto della costa ionica reggina”. La costa ionica calabrese, e quella della provincia di Reggio Calabria in particolare, rappresentano infatti la piu’ importante area di nidificazione a livello nazionale, ed e’ necessario coordinare ed armonizzare le politiche gestionali e gli interventi di salvaguardia superando le attuali carenze. Con questi obiettivi, la Regione Calabria aveva gia’ promosso nel 2009 la ”Rete Regionale per la conservazione delle tartarughe marine e aderito al ”Piano d’Azione Nazionale per la Conservazione delle Tartarughe Marine” promosso dal ministero dell’Ambiente, e oggi rafforza i suoi intenti con la sottoscrizione di una dichiarazione di intenti che ha l’obiettivo di proporre l’attuazione condivisa di azioni e strategie mirate a valorizzare, attraverso strumenti di comunicazione e di promozione delle risorse territoriali, la presenza di Caretta caretta in quanto specie carismatica ed elemento caratteristico della storia e della cultura locale.
Tra gli obiettivi della Carta, consentire lo sviluppo di un circuito turistico e ricreativo virtuoso indirizzato alla creazione di servizi e attivita’ improntate alla sostenibilita’ ambientale e paesaggistica del territorio; sensibilizzare l’opinione pubblica e gli stakeholders sull’importanza della tutela della Caretta caretta; preservare la popolazione nidificante attraverso misure integrate che aiutino ad eliminare le principali minacce per la specie (degrado ed erosione delle zone litoranee, inquinamento luminoso lungo i tratti di costa maggiormente interessati dalla nidificazione della specie; mortalita’ legata alle catture in mare, impatto delle attrezzature e infrastrutture). Gli obiettivi della Carta di Intenti verranno perseguiti dai sottoscrittori della stessa (Regione Calabria, Province di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Comuni di Palizzi, Bova Marina, Condofuri, San Lorenzo, Melito Porto Salvo, Montebello Ionico, Brancaleone, Zeffirio, Ferruzzano, Africo, Bianco, Universita’ della Calabria e Area Marina Protetta Capo Rizzuto) che metteranno in atto, attraverso gli strumenti e le modalita’ piu’ idonee e adeguate alle loro possibilita’, le misure necessarie a realizzare in maniera condivisa e organica la strategia di conservazione delineata. “La conservazione delle tartarughe marine deve assumere anche il ruolo di elemento catalizzante il coinvolgimento di soggetti diversi che, a vario titolo, interagiscono con le specie in questione – spiega Stefano Raimondi di Legambiente – e’ grazie alla responsabilizzazione e alla partecipazione di tutti gli attori presenti sul territorio, dai pescatori agli operatori turistici, dalle forze dell’ordine agli amministratori locali, se e’ possibile assicurare una completa azione di conservazione, facendo contemporaneamente delle tartarughe marine un brand di qualita’ per i contesti territoriali maggiormente interessati dalla loro presenza come la Calabria”.