Emergenza freddo: ecco il piano neve del Comune di Venezia

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Freddo, neve e gelo. In una citta’ come Venezia la gestione di una criticita’ dettatata dal maltempo e’ assai particolare. A coordinare la fase di preallarme e di allarme e’ la Protezione Civile: sulla base delle previsioni fornite dall’Arpa regionale il Sindaco e’ chiamato a definire il livello di emergenza. Scatta l’allarme che prevede pero’ un doppio lavoro: in terraferma, a Mestre, si procede con lo spargimento del sale, come accade in tutte le citta’, utilizzando i classici mezzi spargisale tramite i mezzi di aziende private convenzionate con il Comune, i mezzi della provincia (che attinge al suo piano neve), dell’Anas e delle concessionarie autostradali. Ma e’ in centro storico che tutto cambia: lo spargimento del sale avviene ovviamente a mano. Il piano neve prevede che la societa’ di trasporti che gestisce i vaporetti si occupi della messa in sicurezza dei pontili di sbarco, spesso micidiali per i pedoni in arrivo ed in partenza. Alla multiutility del territorio il compito invece di ‘salare’ calli e campielli. E ancora: isole come il Lido o Pellestrina, devono provvedere al doppio lavoro essendo queste aree aperte al traffico automobilistico e il compito va alla municipalita’. Cosi’, al gelo, alla neve, e ai disagi che ne conseguono, va aggiunto, in una citta’ particolare come Venezia, anche il problema dato dall’acqua alta e dalla nebbia: entrambi fenomeni che possono limitare il movimento dei mezzi pubblici.