Forte ondata di calore tra Brasile e Argentina: toccato un nuovo record a Rio de Janeiro, ma dal Pacifico irrompe aria più fresca

Mentre sull’emisfero boreale la stagione invernale entra nella sua fase clou, con frequenti ondate di freddo e neve dirette verso le medie latitudini, nell’altro emisfero l’estate e il gran caldo ormai la fanno da padrone. Tra l’Australia, i paesi dell’Africa australe e l’America meridionale, il caldo è davvero molto intenso, tanto che in molte aree la colonnina di mercurio ha già oltrepassato i +35°C +36°C, con picchi superiori ai +40°C +42°C. Nel periodo natalizio una forte ondata di calore ha investito in pieno gli stati del Brasile centro-meridionale e l’Argentina, facendo schizzare i termometri oltre il muro dei +40°C in svariate località, fra l’area di Rio de Janeiro e l’Argentina centrale. In alcune località il caldo è divenuto talmente intenso, tanto da stabilire persino qualche record, con punte fino a +42°C +43°C all’ombra. Valori veramente molto elevati, anche di +10° +12° rispetto alle medie del mese di Dicembre, che segna l’inizio dell’estate australe, stagione in cui si concentrano le più forti e prolungate ondate di calore. Tra le varie massime over +40°C vanno segnalati gli incredibili +43°C raggiunti nell’area attorno la bella città di Rio de Janeiro. La stazione meteorologica di Santa Cruz, ubicata all’interno dell’area di Rio de Janeiro, ha archiviato una temperatura massima di ben +43.2°C all’ombra. Un dato veramente eccezionale.

Gran caldo su Buenos Aires

Difatti, questa massima di +43.2°C stabilisce niente di meno che il nuovo record di massima per la grande metropoli brasiliana. Il valore più alto di sempre toccato nell’intero areale di Rio. Ma oltre a Santa Cruz anche altre stazioni automatiche della città sono riuscite a stabilire il nuovo record di massima più elevata, con picchi sopra i +41°C +42°C. Già temperature massime che riescono a sfondare il muro dei +40°C sono davvero rare sulla città di Rio de Janeiro, come nelle altre località e città limitrofe alla baia su cui si affaccia la grande metropoli. Figuriamoci quando si oltrepassano i +41°C +42°C, o si sfiorano persino i +43°C all’ombra, come in questi giorni, con una calura divenuta insopportabile nelle ore centrali del giorno. Ma l’intensa avvezione calda, di matrice sub-tropicale, ha colpito duramente pure l’Argentina centro-settentrionale, investita da un flusso di torride masse d’aria, dai quadranti settentrionali, provenienti direttamente dalla torrida regione semi-desertica del Chaco, li dove si originano le grandi ondate mobili di calore che vanno ad investire il Paraguay, l’Uruguay, il Brasile meridionale e l’Argentina, facendo schizzare le temperature oltre i +40°C.

In genere le masse d’aria calde e molto secche sub-tropicali vengono risucchiate verso il Brasile meridionale, l’Uruguay e l’Argentina da un robusto promontorio anticiclonico di blocco che posiziona i propri massimi barici al suolo, e di geopotenziali in quota, poco a largo delle coste brasiliane meridionali, favorendo l’avvento di una torrida ventilazione da NE e N-NE sul Brasile centro-meridionale che tende a virare più da N-NO o da Nord in prossimità dell’Argentina settentrionale o sul nord della Pampa. Nei giorni scorsi, soprattutto fra il 23 e il 24 Dicembre, in molte città argentine il termometro, causa l’intensa avvezione calda a tutte le quote, ha varcato i +40°C +41°C, con picchi di +42°C a Chamical e San Martin e di ben +44.3°C all’aeroporto di La Rioja. Nella stessa capitale Buenos Aires le temperature massime hanno varcato i +40°C +41°C all’ombra, mentre in alcuni quartieri si sarebbero sfiorati persino i +42°C. Una calura molto intensa che si è resa insopportabile pure durante le ore notturne, con il termometro sopra i +26°C +28°C.

Purtroppo, a causa delle elevate temperature dei giorni scorsi, l’orso polare dello zoo di Buenos Aires è stato trovato morto nella mattinata di mercoledì dal personale che vi lavora all’interno. Una notizia che ha destato tanta tristezza fra i media argentini. Per fortuna il picco di questa forte ondata di calore è stato già messo alle spalle nella giornata di ieri. Tra oggi e la giornata di domani, grazie ad un rallentamento della “corrente a getto” australe, che provoca delle grandi ondulazioni cicloniche e anticicloniche (onde di Rossby)tra Pacifico e Atlantico meridionale, l’anticiclone sub-tropicale del Pacifico meridionale si è protratto verso le basse latitudini, con un posizionamento più di blocco, con i massimi principali collocati poco a largo delle coste cilene meridionali. Con tale posizionamento l’anticiclone pacifico, dal suo bordo orientale, spingerà masse d’aria abbastanza temperate, per non dire fresche, che dal Pacifico meridionale si muoveranno verso il Cile meridionale e l’Argentina centro-meridionale, tramite una moderata, a tratti sostenuta, ventilazione da SO e O-SO, pronta a spirare fin sulla Pampa centrale. Una moderata ventilazione dai quadranti meridionali risalirà le coste cilene fino al golfo di Arica, alimentando il ramo dell’Aliseo di SE che prende vita davanti le coste del Peru.

Splendido tramonto sulla Bahia Bianca

L’inserimento delle temperate masse d’aria oceaniche favorirà un sensibile calo termico, che si avvertirà maggiormente sulla Pampa domani e da sabato pure sull’Argentina centrale, dove l’intensa calura verrà fortemente smorzata. Solo sui settori andini e sub-andini si potranno registrare dei temporanei quanto bruschi rialzi termici per l’attivazione dei venti di “zonda”, il famoso foehn delle Ande meridionali, che discendendo dai ripidi pendii andini, dopo aver scaricato tutta l’umidità raccolta sopra il Pacifico meridionale sul versante cileno, tende a surriscaldarsi di oltre +1° ogni 100 metri, comprimendosi sensibilmente. Questo vento di caduta arriva sulle sottostanti vallate sotto forma di roventi raffiche discendenti, che portano bruschi innalzamenti termici, anche sopra i +40°C, mentre per effetto della “compressione adiabatica” l’umidità relativa scende sotto il 20-30 %.