Il caldo autunno ha prolungato l’infestazione di zanzara tigre

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“Le maggiori temperature autunnali, unite a particolari caratteristiche urbane, hanno premiato dal punto di vista ecologico la diffusione della zanzara tigre, determinando un allungamento del periodo di infestazione non piu’ solo confinato alla stagione estiva, ma con un prolungamento importante a tutto il mese di ottobre e che sconfina in quello di novembre”. Lo ha detto Gianni Messeri dell’Istituto di biometerologia (Ibimet) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Firenze ad Almanacco della Scienza. Lo sviluppo delle zanzare risente di diversi fattori ambientali: caldo, disponibilita’ di siti umidi, organismi superiori da pungere quali uomini e altri mammiferi e uccelli. Veicolo di patogeni trasmissibili, questi insetti sono sempre sotto la lente degli epidemiologi e, anche nel passato recente, non sono mancate situazioni di rischio per l’insorgere, in alcune aree italiane, di virus come la dengue, la dengue emorragica e la febbre del Nilo. Grazie all’uso integrato della modellistica meteorologica e degli indici sviluppo e propagazione delle popolazioni di insetti, l’Ibimet di Firenze e il consorzio Laboratorio di meteorologia modellistica ambientale (Lamma) del Cnr hanno sviluppato negli ultimi anni un modello per valutare quantitativamente la sensibilita’ climatica e la correlazione con il mosaico urbano delle zanzare. “Alcune elaborazioni mostrano – ha detto Messeri – una presenza ancora molto consistente di focolai di uova a fine ottobre 2012 nelle zone costiere, specie tirreniche”. Il prolungamento della stagione di sviluppo talvolta riguarda anche l’anticipo del periodo di sviluppo. In concomitanza di inverni miti, come quello del 2007, e grazie al meccanismo della ‘diapausa’, ovvero della produzione di uova durante il periodo autunnale in grado di superare l’inverno, se le condizioni termiche sono favorevoli, le uova sono pronte a schiudersi anche all’inizio della primavera: marzo-aprile, anziche’ maggio-giugno. “La diapausa e’ l’arma biologica determinante per l’adattamento di questa specie tropicale al clima temperato delle medie latitudini”, ha continuato il ricercatore dell’Ibimet-Cnr. La ricerca italo-francese Redlav eseguita in collaborazione con la Asl di Lucca evidenzia come negli ambienti urbani, inoltre, la zanzara tigre risenta meno anche del procrastinarsi dei periodi siccitosi, come avvenuto nel 2012. L’uso integrato della modellistica meteo e degli indici di propagazione delle popolazioni di insetti puo’ offrire un contributo importante anche nell’analisi dei rischi sanitari legati alla diffusione dell’insetto. “C’e’ bisogno di maggiore attenzione da parte delle istituzioni preposte alla gestione della disinfestazione e del rischio sanitario di patogeni a trasmissione vettoriale e vanno coperti periodi piu’ lunghi rispetto al passato”, ha affermato Roberto Vallorani del consorzio Lamma-Cnr. “La modellistica sviluppata, ad esempio, e’ stata utilizzata anche a supporto dell’analisi del rischio legato al reinsorgere della malaria in Toscana”, ha aggiunto.