L’aria gelida “pellicolare” si muove verso l’Europa orientale e il mar Nero, da ovest incalza l’azzorriano: sarà un Natale molto mite?

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Mentre l’umido flusso oceanico, sparato al massimo della sua intensità, continua a convogliare masse d’aria piuttosto miti e umide dall’Atlantico verso il Regno Unito e il comparto centro-occidentale europeo, dove il clima si è fatto decisamente più mite e piuttosto ventoso, con temperature largamente superiori alla soglia dei +10°C, più ad est, l’aria molto fredda di origine “pellicolare”, che in queste ultime settimane si è formata fra i bassopiani della Siberia occidentale e le steppe del Kazakistan, inizia a premere verso la Russia europea, la Bielorussia e l’Ucraina, creando le prime situazioni di gelo (quello vero). Come avevamo preannunciato nei giorni scorsi una partita molto interessante sta per aprirsi sull’Europa centro-orientale, che proprio durante il periodo natalizio sarà terreno di scontro fra l’umido e tiepido flusso atlantico, in sfondamento da SO, e le gelide masse d’aria d’estrazione russa-siberiana, provenienti dalle regioni ad est degli Urali. In questi giorni, più volte, abbiamo parlato della presenza di un esteso e potente promontorio anticiclonico dinamico di blocco centrato sulla Russia europea, con massimi barici che hanno superato i 1057-1058 hpa al suolo (e massimi di geopotenziali in quota a ridosso degli Urali).

Questa impalcatura anticiclonica ha arrestato l’umido flusso atlantico all’altezza della Danimarca, della Svezia meridionale e del mar Baltico, costringendo il “getto polare”, in arrivo dall’Atlantico, a piegare bruscamente verso nord proprio a ridosso della penisola Scandinava, delle Repubbliche Baltiche e la Finlandia, deviando tutti i sistemi frontali e le annesse perturbazioni d’origine atlantica in direzione della Lapponia e del mare di Barents. Questa potente struttura anticiclonica russa ha protetto dalle miti incursioni oceaniche la vasta lacuna di aria gelida che al contempo si è isolata sulle immense lande siberiane, dove ormai il grande gelo era padrone. Segno che lo strato di aria molto fredda, “pellicolare”, si è ben collaudato in prossimità del suolo, mettendo le basi per la costruzione del grande anticiclone termico “russo-siberiano”. Il grande gelo accumulato in prossimità del suolo (grazie anche all’effetto Albedo) sta agevolando l’avanzamento verso occidente della grande cellula anticiclonica termica, già presente con massimi di oltre i 1055 hpa ad est degli Urali, fra la Siberia centro-occidentale e il Kazakistan, dove i termometri hanno già sfondato i -40°C. Nella steppa kazaca in questi giorni è stato sfondato persino il muro dei primi -45°C, un dato notevolissimo per metà Dicembre. Approfittando della protezione offerta dal promontorio anticiclonico sulla Russia europea, la componente termica dell’anticiclone “russo-siberiano” troverà terreno fertile per una avanzata ad ovest, provando ad espandersi verso la Bielorussia, le Repubbliche Baltiche, la Polonia e l’Ucraina.

Si nota lo spostamento del nucleo principale del vortice polare verso la Siberia centro-orientale

Una spinta verso occidente che verrà stimolata più ad est da un altro importante avvenimento barico, un temporaneo decentramento del vortice polare verso la Siberia centro-orientale, con un minimo di geopotenziali in quota che si andrà a collocare sopra la Repubblica di Jacuzia, mentre il perno della profonda circolazione depressionaria, legata al vortice polare, si collocherà fra il mar di Laptev orientale e il mar della Siberia orientale. L’azione invasiva del vortice polare, che tenderà a spostare il proprio baricentro in direzione della Siberia centro-occidentale, avrà come prima conseguenza una intensificazione della ventilazione occidentale con una conseguente erosione del bordo orientale del vasto anticiclone termico “russo-siberiano” (quello più intenso), il quale di tutta risposta tenderà a rimanere maggiormente attivo fra il bassopiano della Siberia occidentale, la Russia europea e le Repubbliche Baltiche, con massimi di oltre i 1035-1040 hpa al suolo. Dal bordo più meridionale di questa impalcatura anticiclonica, li dove prevalgono le correnti orientali al suolo, masse d’aria molto fredde continentali, di natura “pellicolare”, dai bassopiani della Siberia occidentale, una volta scavalcati gli Urali, si muoveranno di gran carriera verso il comparto orientale del vecchio continente, con la classica ventilazione orientale fino all’Ucraina, Moldavia e Romania. Le gelide masse d’aria, d’estrazione polare continentale, proprio fra il 23 e il 25, rischiano, con molta probabilità, di spingersi fino all’area dei Carpazzi e ai vicini Balcani, se il flusso orientale verrà prontamente agganciato da una circolazione depressionaria, che dalla Grecia si muove in direzione dell’Egeo e della Turchia occidentale, assicurando nevicate fino a bassissima quota.

Questa configurazione apporterà condizioni di clima piuttosto rigido in quasi tutti i paesi dell’Europa orientale, dalla Russia europea fino alla Romania, con giornate di ghiaccio e cieli in prevalenza nuvolosi o coperti, a cui si assoceranno delle deboli nevicate a carattere sparso che riserveranno un bianco Natale in diverse località, fino alle coste del mar Nero e alla Turchia settentrionale, dove si potrebbero realizzare delle nevicate fino ai litorali. La linea di confine di questa interessante, quanto importante, irruzione fredda continentale si dovrebbe attestare fra i Carpazzi e i Balcani orientali, con le isoterme di -1°C +0°C a 850 hpa sul mar Egeo. Ad ovest il flusso atlantico, seppur moderatamente ondulato, sarà ancora il grande protagonista. L’Italia si troverà sotto la protezione della tenace pulsazione dinamica dell’anticiclone delle Azzorre, che premuto da ovest da una profonda saccatura oceanica (ad ovest del Portogallo) dipanata dalla profonda depressione islandese, sarà costretto a distendersi verso la Spagna e la Francia, estendendo un promontorio anticiclonico, con una spinta molto mite sub-tropicale (avvezione calda) verso l’Europa centro-occidentale, con un successivo interessamento della Francia meridionale e del bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con l’isoterma di +10°C a 850 hpa che potrebbe sorvolare i cieli della Sardegna, innescando una repentina scaldata, soprattutto sui versanti orientali dell’isola, dove si dovrebbe sommare l’effetto favonico alla tiepida ventilazione sud-occidentale che farà schizzare i termometri fino alla soglia dei  nella giornata di Natale. Il tempo nella giornata di Natale dovrebbe presentarsi buono o al più discreto, con il classico corredo di nubi basse e nebbie sulla pianura Padana, mentre qualche annuvolamento correrà lungo l’Adriatico e le regioni più meridionali. Ancora però rimangono significative incognite per quel che concerne la portata e la traiettoria della rimonta di aria molto mite dai quadranti sud-occidentali.