In questi giorni si sta parlando molto dell’asteroide 4179 Toutatis, che “saluterà” la Terra in un passaggio ravvicinato. Appurato che non presenta alcun rischio d’impatto, vediamo come poterlo osservare nei nostri cieli. Diciamo da subito che la grande roccia spaziale non sarà visibile ad occhio nudo. Nonostante le dimensioni di circa 5 chilometri e la distanza ravvicinata in termini astronomici, la sua magnitudine (termine che deriva dal latino magnit?do-?nis, “grandezza”, usato in astronomia come misura della luminosità delle stelle) sarà di 10.9, visibile quindi in un piccolo telescopio o in un grande binocolo. Gli asteroidi si presentano come deboli punti di luce di aspetto stellare, ed è necessaria un pò di esperienza per distinguerli tra le stelle dello sfondo. L’osservazione va programmata consultando le effemeridi e le cartine normalmente disponibili.

Per osservarlo come un puntino luminoso nel firmamento, sarà necessario puntare l’obiettivo tra le costellazioni della Balena e dei Pesci, come mostrato nell’immagine allegata all’articolo (cliccare per ingrandirla). La costellazione della Balena è caratterizzata nella sua parte settentrionale, da 4 stelle disposte a forma di rombo. E’ una costellazione equatoriale molto estesa, visibile dalle nostre latitudini da Novembre a Febbraio. La stella più interessante è Omicron Ceti (anche se non è la più luminosa), la famosa Mira Ceti, la prima stella variabile osservata, e il prototipo delle variabili a lungo periodo. Gli antichi narravano che questo animale rappresentava il mostro marino mandato da Nettuno, il Dio del mare, a devastare le coste del regno della città di Troia, per le colpe di cui si era macchiato il suo re, Laomendonte. La costellazione dei Pesci, invece, appartenente allo zodiaco, e quindi equatoriale, è visibile nei nostri cieli nel periodo invernale. E’ molto estesa, anche se di scarso interesse e senza stelle particolarmente brillanti. Si trova al di sotto del quadrato di Pegaso, e presenta una caratteristica forma esagonale. Secondo le leggende greche, i due pesci rappresentavano Venere e Cupido che così si erano trasformati per sfuggire al gigante Tifone che li aveva assaliti mentre si trovavano lungo la riva dell’Eufrate. Per non perdersi nella corrente decisero di legarsi con una corda. Per i meno esperti, è correlata una mappa a largo campo qui in basso per una più facile individuazione del punto in cui transiterà l’asteroide.



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