L’Ingv sciopera e manifesta il 10 dicembre per il mancato rinnovo degli studiosi “precari”

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Il 10 dicembre l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) sciopera e manifesta davanti al dipartimento della funzione pubblica. Lo annunciano in una nota Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil, e Alberto Civica, segretario generale Uil Rua spiegando che si tratta del “primo sciopero dichiarato da quando l’ente esiste, anno di fondazione 1999 ma a memoria di molti rappresenta uno dei pochissimi casi di sciopero di un ente solo. Tale difficile e sofferta decisione – si legge i una nota – e’ stata presa in seguito all’immotivata sospensione della Direzione dell’Ente dell’Accordo sottoscritto con le OO. SS. in data 18 luglio 2012. L’accordo avrebbe consentito il rinnovo quadriennale dei contratti del personale a tempo determinato in scadenza al 31 dicembre”. I precari, si legge ancora, sono inseriti stabilmente nelle principali e strategiche attivita’ (Ricerca e Sorveglianza Sismica e Vulcanica) dell’Ente e svolgono da molti anni mansioni operative e istituzionali dell’Istituto. Il mancato rinnovo comporta un “danno permanente ai colleghi titolari dei contratti a tempo determinato in termini di previdenza e retribuzione, oltre che un grave danno alle attivita’ dell’Istituto, che si vedra’ privato di circa 200 lavoratori per un periodo di tempo al momento non definibile, in quanto subordinato ad una nuova procedura di reclutamento da espletare tramite selezioni pubbliche nazionali”. Inoltre lo scenario prospettato dalla Funzione Pubblica per un rinnovo di sette mesi, oltre a essere a oggi una sola dichiarazione d’intenti, non risolve la “grave situazione” dell’Ingv e di tutti gli altri enti. “Ma le ragioni dei precari Ingv crediamo siano le ragioni di tutti”, scrivono i due segretari, “non sono certo le sole ma acquisiscono oggi una valenza simbolica e pratica per tutto il comparto ricerca. Dopo la ‘chiusura politica’ delle stabilizzazioni, come era prevedibile, i problemi negli enti si sono aggravati fino ad arrivare al rischio di espulsioni di massa a causa delle imminenti scadenze e della insipienza di molte amministrazioni. Oggi e’ ineludibile un provvedimento che rilanci stabilizzazioni e nuovo reclutamento”. E concludono: “E’ ora di aprire una nuova stagione per gli enti pubblici di ricerca. Partiamo dai precari. Partiamo dal 10 dicembre”.