Nevicate e venti intensi sferzeranno il Baltico e la penisola Scandinava, vere e proprie bufere di vento fra Norvegia meridionale e Danimarca

L'ampia circolazione depressionaria che preme dall'Atlantico verso la Scandinavia

Dopo settimane dominate dagli scambi meridiani si cambia subito regime con il ritorno dell’umido e temperato flusso perturbato oceanico sul comparto centro-occidentale del vecchio continente. Come atteso, il fisiologico ricompattamento del vortice polare, soprattutto nel comparto canadese, dove ha più sofferto le ingerenze sub-tropicali in risalita dagli USA (ciò spiega perché molte aree del nord degli USA aspettano ancora le prime nevicate invernali, come ad esempio Chicago), sta accompagnando l’atteso cambio circolatorio, con il rafforzamento del flusso zonale che scorre tra nord Pacifico, Canada, USA e Atlantico settentrionale. Tale rafforzamento della struttura del vortice polare troposferico aprirà nuovamente la strada dell’umida e tiepida circolazione atlantica verso l’Europa centro-occidentale e il bacino del Mediterraneo, dove stanno per sopraggiungere masse d’aria ben più tiepide e umide che accompagneranno una graduale risalita termica nel corso del prossimo weekend. Intanto, grazie al sensibile rinforzo del “getto polare” in uscita dal nord degli USA e dal Canada, le perturbazioni e i sistemi frontali annessi all’ampia circolazione depressionaria presente sull’Atlantico settentrionale, con un minimo barico al di sotto dei 970 hpa, tenderanno a muoversi molto velocemente dall’oceano verso la Mitteleuropa, il Regno Unito e la Scandinavia, apportando condizioni di maltempo, con venti intensi e frequenti precipitazioni, che sulla Scandinavia, in particolare sulla Svezia, continueranno ad assumere carattere prettamente nevoso fino alle coste.

Il ramo principale del “getto polare”, in uscita dagli USA e dal Canada sud-orientale, s’intensificherà fino a presentare dei massimi di velocità (i cosiddetti “Jet Streaks”) di ben 300-320 km/h, in pieno Atlantico, lungo il bordo meridionale dell’ampia e profonda circolazione depressionaria posizionata a nord-ovest dell’Irlanda. L’intenso “getto polare”, che domani raggiungerà il comparto occidentale europeo, per poi indebolirsi e ondularsi verso nord-est, tra la Mitteleuropa e l’Italia settentrionale. Mentre dall’Atlantico incalzano le tiepide correnti oceaniche (con forti venti da SO e O-SO che raggiungeranno l’Olanda, la Germania e la Danimarca), sospinte dal rinvigorimento dell’attività ciclonica in sede nord atlantica per il contemporaneo ricompattamento del vortice polare, le masse d’aria molto fredde, d’estrazione polare continentale, tenderanno ad essere scalzate e compresse verso le Repubbliche Baltiche, la Bielorussia, l’Ucraina e le immense pianure Sarmatiche, ove persisterà un solido anticiclone dinamico di blocco che riuscirà a proteggere il lago di aria gelida “pellicolare” (strato di aria molto fredda prossimo al suolo) dal tiepido flusso oceanico, che potrebbe essere in grado di scalfirlo fin dai bassi strati.

Ad est degli Urali, sul bassopiano della Siberia occidentale e sulla Siberia centrale, il freddo di origine “pellicolare” terrà bene alle sortite del flusso zonale, con il classico clima invernale, caratterizzato da temperature largamente sotto i -25°C -30°C, con picchi sotto i -40°C -45°C più ad est, sulla Repubblica di Jacuzia, accompagnate da cieli spesso coperti da nubi medio-basse in grado di apportare nevicate di debole intensità. In tale contesto, nel corso della giornata odierna, a causa del sensibile rafforzamento del flusso zonale, l’ampia circolazione depressionaria in azione in pieno Atlantico tenderà a distendersi ad occhiale, con due differenti minimi al suolo, verso le coste meridionali norvegesi e la parte più settentrionale del mar del Nord. L’evoluzione verso levante dell’area ciclonica, verrà arrestata dal solido anticiclone dinamico di blocco, attestato con massimi di oltre i 1052-1054 hpa sulla Russia europea. Per questo il profondo vortice depressionario resterà semi-stazionario, prima di muoversi nuovamente in modo retrogrado verso l’Islanda, fra domani e lunedì.

Nel frattempo le strette isobare dell’ampia circolazione depressionaria atlantica tenderanno ad ammassarsi al bordo più occidentale del robusto promontorio di blocco, presente sulla Russia europea, determinando un sensibile aumento del “gradiente barico orizzontale” fra Svezia, golfo di Botnia e mar Baltico. L’inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, fra Svezia, Repubbliche Baltiche e Finlandia, accompagnerà una intensificazione dei già sostenuti venti da SE e S-SE, che dalla Polonia, la Bielorussia e le Repubbliche Baltiche spireranno con forza verso il mar Baltico e il golfo di Botnia, che si renderanno molto mossi, investendo in pieno le coste svedesi fino alla Lapponia. In seno a questo flusso dai quadranti meridionali s’inseriranno masse d’aria sempre più miti e umide che scorreranno sopra lo strato di aria fredda e pesante che preesiste nei bassi strati.

L’aria mite e umida che scorre in quota, fino alla Lapponia e alle latitudini polari, lungo il margine occidentale dell’anticiclone dinamico russo, sopra lo strato di aria molto fredda resistente nei bassi strati, favorirà lo sviluppo di estese stratificazioni nuvolose che daranno la stura a nevicate diffuse fra Svezia, Repubbliche Baltiche e Finlandia, che si accompagneranno ad una sostenuta ventilazione da E-SE e SE, che risulterà a tratti anche intensa sul mar Baltico e parte del golfo di Botnia, tra Finlandia meridionale e Svezia, con raffiche capaci di raggiungere anche i 50-60 km/h. I sostenuti venti sud-orientali renderanno le nevicate quasi orizzontali, con drastiche riduzioni di visibilità e fenomeni di “scaccianeve”. Ma vere e proprie burrasche, da SE e S-SE, già dalle prossime ore si abbatteranno sulla Lapponia e lungo le coste settentrionali norvegesi del Finnmark, con forti raffiche di caduta dai rilievi della Norvegia settentrionale, fino a 70-80 km/h. Nella cittadina di Honningsvaag, il forte vento da E-SE, che si incanala dentro l’ampio fiordo che degrada verso il mare di Barents, ha già lambito gli 81 km/h di raffica, mentre la temperatura si è alzata sopra i -2°C.

Ma l’approssimarsi della profonda area ciclonica extratropicale, in queste ore, sta attivando impetuose bufere di vento da E-NE e E-SE che stanno spazzando lo Skagerrak (il Canale fra coste della Norvegia meridionale e il nord della Danimarca) e il settore orientale del mare del Nord, in prossimità delle coste danesi nord-occidentali. Alcune stazioni meteorologiche installate in diverse piattaforme petrolifere, a largo delle coste danesi occidentali, stanno registrando venti furiosi da Est e E-SE che oltrepassano la soglia dei 100-110 km/h in mare aperto. Ma venti abbastanza intensi vengono segnalati anche fra la Danimarca settentrionale e le coste norvegesi meridionali, dove i forti venti dai quadranti orientali hanno lambito i 60-70 km/h. A Kristiansand, le forti raffiche da Est e E-NE, hanno superato i 70 km/h, mentre a Farsund i 70 km/h sono stati appena lambiti. Le temperature dovrebbero risalire, soprattutto fra la Norvegia centro-meridionale e la Svezia più meridionale, dove torneranno su valori positivi, anche fino a +3°C +5°C sulle coste sud-occidentali norvegesi e svedesi. Il freddo invece difficilmente verrà scalzato dalla Svezia centro-settentrionale e dalle Repubbliche Baltiche, malgrado la sostenuta ventilazione dai quadranti meridionali, dove i termometri continueranno a restare su cifre di poco negative.