Una veloce ma intensa ondata di freddo nelle prossime 24-48 ore investirà diversi paesi dell’Asia occidentale, ed in particolare l’Afghanistan e l’ovest del Pakistan, dove affluirà un nucleo di aria piuttosto fredda, nei medi e bassi strati, che farà abbassare i valori termici, portando persino delle nevicate fino a bassa quota. Basti pensare che l’isoterma di circa -5°C -6°C a 850 hpa (circa 1200 metri) nella giornata di domani scivolerà fino all’Afghanistan centrale, mentre la +0°C tracimerà fino all’arida regione del Belucistan, nel Pakistan sud-occidentale, dove il raffreddamento verrà esacerbato dal soffio di intensi venti dai quadranti settentrionali, in genere da Nord e N-NE, che potranno toccare gli 80-90 km/h, con picchi prossimi ai 100 km/h (per effetto dell’incanalamento) all’interno dei principali canyon che caratterizzano l’area. L’avvento di questa irruzione fredda favorirà anche delle nevicate fino a bassa quota su gran parte dell’Afghanistan e sui rilievi del Pakistan occidentale. La neve, entro le prossime 24 ore, dovrebbe tornare ad imbiancare molte località dell’Afghanistan, inclusa la capitale Kabul, dove già dalla tarda nottata inizierà a nevicare tra il debole e il moderato, mentre la colonnina di mercurio scenderà al di sotto degli zero gradi. Le montagne afghane si ammanteranno di neve, proprio come avviene in ogni inverno.
Ma qualche fiocco potrà svolazzare pure su molte altre località dell’Afghanistan meridionale, al di sotto dei 900-800 metri. L’intensa ondata di freddo è originata dall’affondo di un ampio asse di saccatura, colmo di aria molto fredda nella libera troposfera, che dalla Siberia centro-occidentale, attraverso il Kazakistan, affonderà le sue radici verso il nord-est dell’Iran. Tale saccatura, nelle prossime ore, andrà gradualmente a chiudersi, favorendo l’isolamento di una goccia fredda in quota, con un nocciolo freddo sui -25°C -26°C a 500 hpa (circa 5200 metri), sulla regione del Khorasan, nel nord-est dell’Iran. Nella giornata di domani questa goccia fredda, evolvendosi in un “CUT-OFF”, con un nocciolo freddo sui -25°C a 500 hpa, tenderà a spostarsi verso l’Afghanistan centrale e il nord del Pakistan, arrecando condizioni d’instabilità, visto il notevole “gradiente termico verticale” e il passaggio in quota del ramo principale del “getto polare” (inasprimento del “Wind Shear positivo”) che agevolerà la formazione di una estesa nuvolosità sul bordo meridionale e orientale della circolazione ciclonica chiusa nella media atmosfera.
Tale nuvolosità darà luogo a delle precipitazioni sparse che, dato l’imminente ingresso nei bassi strati di un nucleo di aria molto fredda, di natura “pellicolare”, in sfondamento dal deserto del Turkmenistan, assumeranno carattere prevalentemente nevoso fin dalle basse quote in gran parte dell’Afghanistan e sul vicino confine pakistano occidentale. Le nevicate saranno accompagnate pure da forti venti dai quadranti settentrionali che dal Turkmenistan e dall’Uzbekistan meridionale spireranno con forza su tutto l’Afghanistan e sul Pakistan sud-occidentale, in particolare fra il deserto del Registan e l’aspra regione montuosa del Belucistan, dove le intense raffiche da Nord e N-NE, fino a 80-90 km/h, potranno scatenare estese tempeste di polvere che si propagheranno fino alle aree costiere del Pakistan meridionale.


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