Dopo lo scivolamento di uno dei due lobi principali del vortice polare le lande siberiane, in particolare quelle sul comparto centro-orientale, hanno subito un notevole raffreddamento. Le masse d’aria gelida scivolate dal mar Glaciale Artico si sono depositate sopra i suoli innevati della Siberia centro-orientale. L’aria gelida e molto pesante si è poi ulteriormente raffreddata, grazie all’irraggiamento notturno e alle forti inversioni che normalmente si verificano sui territori siberiani, durante le lunghe e calme nottate invernali. Questo spiega perché la Siberia, in particolare la Repubblica di Jacuzia, viene anche definita la principale fabbrica del freddo nell’emisfero boreale. Proprio in questi giorni, causa l’intenso raffreddamento, acuito dallo “split” del vortice polare troposferico, si sono raggiunti i -50°C a Dzalinda, mentre una decina di stazioni ufficiali, del servizio meteorologico russo, ha vacillato tra i -48°C e i -49°C.

Nei prossimi giorni uno strato di aria gelida e molto pesante si andrà a consolidare vicino al suolo, rafforzando il famoso anticiclone termico “Russo-Siberiano”, ossia una vasta zona di alta pressione di origine prettamente fredda, strutturata solo nei bassi strati, che già negli ultimi giorni ha fatto la sua prima comparsa tra la Siberia orientale e centrale, con massimi barici fino a 1048-1050 hpa. Di solito l’anticiclone termico “Russo-Siberiano” non porta sempre bel tempo, come erroneamente si pensa. A differenza dei tradizionali anticicloni dinamici (vedi quello delle Azzorre), essendo strutturato solo agli strati più bassi della troposfera, l’alta pressione russo-siberiana può portare tempo brutto, con forti venti e nevicate, a causa del passaggio di aree cicloniche o gocce fredde, più o meno profonde, in quota, che approfittando dei bassi geopotenziali alla quota di 500 hpa, si sganciano dalla regione artica, dove agisce il vortice polare, e si fiondano nel cuore delle steppe siberiane, kazake e mongole, apportando crude fasi invernali. Bisogna sottolineare come l’esteso nucleo anticiclonico che andrà a consolidarsi sulla Siberia centro-orientale assumerà caratteristiche in parte termiche, nei bassi strati, mentre alle quote superiori si rinvigorirà una cellula anticiclonica dinamica, caratterizzata da un massimo di geopotenziali, sui 575-580 Dam, poco a nord della Repubblica di Jacuzia, il principale polo del gelo siberiano.
Questa ampia struttura anticiclonica, caratterizzata da massimi barici che supereranno i 1050-1052 hpa, durante il corso della settimana favorirà la discesa di un grande blocco di aria gelida che dalla Repubblica di Jacuzia scivolerà in direzione della Mongolia orientale, la Manciuria, con successivo interessamento della penisola di Corea e del Giappone centro-settentrionale, ove giungerà l’isoterma di -10°C alla quota di 850 hpa, fin sull’isola di Honshù. L’affondo di questo grande blocco di aria piuttosto gelida, direttamente dalla Siberia centro-orientale, andrà ad alimentare un ciclone extratropicale, che dalle coste coreane si muove verso il mar del Giappone. L’aria gelida, che nel pomeriggio odierno dovrebbe già invadere la Corea del Nord ed in seguito pure la Corea del Sud, con l’avvento di una moderata e gelida ventilazione da NO e N-NO che farà crollare le temperature, si fionderà fino al mar del Giappone, intercettando la circolazione ciclonica extratropicale che andrà ulteriormente ad approfondirsi, con un minimo barico che entro domani potrebbe scivolare sotto la soglia dei 980 hpa.
L’area ciclonica, approfondendosi notevolmente, tenderà a muoversi verso nord-est, transitando ad ovest di Honshù, per avvicinarsi domani alle coste occidentali di Hokkaido, con un minimo barico sui 980 hpa che fungerà da richiamo all’aria gelida, di origine siberiana. Quest’ultima verrà sospinta verso le coste occidentali di Honshù e di Hokkaido tramite forti venti da O-SO e Ovest, che causeranno fitte nevicate e intense burrasche sul mar del Giappone, con raffiche che potranno superare picchi di oltre i 90-100 km/h a ridosso delle coste occidentali di Hokkaido. Difatti, l’aria fredda, dopo aver scavalcato molto rapidamente i rilievi della regione del Sihote-Alin (a nord della città russa di Vladivostok) si getterà sopra le più miti acque del mar del Giappone. A contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida, di origini siberiane, si riscalda e si carica di umidità negli strati più bassi, instabilizzandosi al proprio interno e determinando la rapida formazione di estesi corpi nuvolosi cumuliformi che vanno ad impattare e addossarsi sui rilievi più elevati dell’isola di Hokkaido e Honshù, determinando fitte e persistenti nevicate sulle coste occidentali di tali isole.
Ciò alimenta l’attività convettiva (correnti ascensionali) e la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumulonembi) che daranno la stura ai rovesci e persino dei temporali nevosi, fin sulle coste. In questi casi è rilevante anche la presenza dei rilievi piuttosto elevati sulle aree più interne dell’isola di Hokkaido (le Alpi giapponesi) che costringono le masse d’aria fredde, di lontane origini siberiane, a sollevarsi per raffreddarsi e condensarsi, favorendo la genesi di grandi annuvolamenti lungo il versante occidentale, affacciato al mar del Giappone. Le nevicate risulteranno abbondanti sulle coste occidentali di Hokkaido, dove potranno cadere fino a 60 cm di neve fresca, mentre sui rilievi più interni di neve ne cadrà davvero a metrate nei versanti meglio esposti. Città come Iwamizawa e Shinshinotsu rischiano di essere sommerse dal manto bianco. Ma intense nevicate, per via dello “stau” che i rilievi interni nipponici esercitano nei confronti dei freddi venti occidentali, interesseranno anche la parte nord di Honshù, con riferimento ai settori occidentali. Rovesci nevosi, a tratti anche di forte intensità, sono attesi in città come Aomori, Hirosaki, Akita, Sakata, Nigaata e Nagaoka.


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