Le impetuose correnti zonali inserite all’interno del ramo principale del “getto polare”, in uscita dagli USA e dal Canada meridionale, come nelle attese, cominciano a rallentare e ad attenuarsi, favorendo lo sviluppo di grandi onde planetarie, su larga scala, che determineranno la formazione di profonde saccature e promontori anticiclonici dinamici, pronti ad ergersi verso le alte latitudini. Si viene cosi ad affermare, proprio come da previsione, un flusso perturbato zonale abbastanza ondulato che dal nord America, attraverso l’Atlantico settentrionale, tende ad estendersi verso l’Europa, influenzando l’andamento meteo/climatico fino all’avvento del 2013. Nelle prossime ore, in seno al ramo principale del “getto polare” che fuoriesce dagli States, la sensibile riduzione della portata di quest’ultimo agevolerà lo sviluppo di una grande onda ciclonica risonante (saccatura) che affonderà le proprie radici in pieno oceano.

La profonda saccatura, sprofondando verso sud, accentuerà una intensa avvezione di vorticità positiva che si andrà a realizzare nel tratto di oceano a sud-ovest dell’Islanda, proprio sopra un’estesa area di forte “baroclinicità” nei medi e bassi strati. Secondo la teoria “baroclina” a due livelli una saccatura in quota che si muove sopra una preesistenza zona “baroclina” nei bassi strati può implicare lo sviluppo di una ciclogenesi che tenderà a strutturarsi alle varie quote. L’area di forte “baroclinicità” in pieno Atlantico segna il limite fra un esteso flusso di tiepide e miti correnti sud-occidentali, che dalle latitudini sub-tropicali oceaniche si spingono verso le Isole Britanniche, e un blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, che dal mare della Groenlandia si versa sullo Stretto di Danimarca e il tratto di oceano ad ovest dell’Islanda, con l’isoterma di -10°C a 850 hpa che tracimerà sull’Atlantico nord-occidentale. L’avvezione calda a sud e ad est del minimo barico in formazione a sud delle coste islandesi determinerà una anomalia di temperatura potenziale positiva, mentre ad ovest del minimo l’avvezione fredda determinerà una anomalia di temperatura potenziale negativa.
Lungo la linea di demarcazione tra le due avvezioni nei bassi strati si genererà una intensificazione della circolazione depressionaria che andrà quindi ad interagire in quota con una anomalia positiva della vorticità potenziale. Quest’ultima, a sua volta, raggiungerà più facilmente la circolazione “baroclina” nei bassi strati, forzandola per una seconda volta. L’effetto sinergico della circolazione a due livelli determinerà una mutua amplificazione che si estenderà a tutta la colonna d’aria ed evolverà in una ciclogenesi strutturata nei medi e bassi strati. Tale processo determinerà lo sviluppo di una profondo ciclone extratropicale che assumerà i connotati di una autentica “depressione-uragano”, con un minimo barico pronto a scendere sui 940 hpa a ridosso delle coste islandesi sud-occidentali. Ma soprattutto un fittissimo “gradiente barico orizzontale” (notevoli differenze di pressione), che dall’Atlantico nord-occidentale e dalle coste meridionali della Groenlandia si estenderà fino alle Isole Britanniche e al mar di Norvegia, ove si attiveranno forti venti da S-SO e SO, che trasporteranno aria decisamente più mite e umida fin dalle medie latitudini oceaniche.

L’interazione fra le differenti masse d’aria, quelle molto fredde di origini polari che scendono dal mare della Groenlandia con quelle molto più temperate e umide dalle medie latitudini oceaniche inasprirà ulteriormente l’avvezione di vorticità positiva in pieno Atlantico, deponendo a favore dell’ulteriore approfondimento dell’area ciclonica, che diverrà una vera e propria “depressione-uragano”, con minimo barico sui 940 hpa (molto profondo), in grado di influenzare l’andamento meteo-climatico su buona parte dell’Europa occidentale, dipanando masse d’aria piuttosto miti e umide, d’estrazione oceanica, fino al Regno Unito e al sud della Norvegia e della Svezia (sino all’area di Stoccolma), dove irromperanno intensi venti meridionali, fra Sud e S-SO, che scalzeranno, almeno temporaneamente, le masse d’aria molto fredde preesistenti nei bassi strati. Nel corso della mattinata di domani, la profondissima circolazione ciclonica, ben alimentata sul lato occidentale dal passaggio del ramo discendente del “getto polare” e dalle masse d’aria molto fredde in scivolamento dalle latitudini sub-polari, si avvicinerà con il proprio minimo da capogiro, stimato attorno i 940 hpa, sulle coste dell’Islanda sud-occidentale, dove si potranno registrare valori barometrici estremamente bassi, anche sotto i 945 hpa, prima che il minimo barico sfili verso est-sud/est.
La profonda “depressione-uragano”, oltre a dispensare piogge e rovesci sparsi fra Islanda, Regno Unito, Francia e paesi dell’Europa centro-occidentale, attiverà anche un forte “gradiente barico” che raggiungerà le massime intensità lungo il bordo occidentale e meridionale dell’ampia circolazione ciclonica. Proprio in queste aree si concentreranno le tempeste di vento più violente che potranno assumere il carattere di un vero uragano in mare aperto. In particolare nel settore post-frontale, tra le coste della Groenlandia orientale e quelle islandesi, si verrà a creare un potente “gradiente barico orizzontale”, fra la cellula anticiclonica di origine termica presente sopra il Plateau groenlandese e la profondissima circolazione ciclonica poco a sud dell’Islanda, che genererà furiose tempeste di vento da NE e N-NE, con raffiche che potranno superare picchi di oltre 120-130 km/h fra lo Stretto di Danimarca e le coste nord-occidentali islandesi, particolarmente esposte ai fortunali provenienti da N-NE. Qui i venti molto forti e freddi dai quadranti settentrionali potranno superare i 130-140 km/h nelle zone costiere affacciate allo Stretto di Danimarca, originando forti “blizzards” sulle aree settentrionali dell’isola, dove comparirà pure il fenomeno dello “scaccianeve” che causerà drastiche riduzioni della visibilità orizzontale. Ma dato il particolare posizionamento del profondissimo minimo barico al suolo intense tempeste di vento, da O-SO e Ovest, spazzeranno con grande forza pure il tratto di oceano a sud dell’Islanda, propagandosi rapidamente fino alle isole Far Oer, dove giungeranno forti venti da S-SO e SO pronti a ruotare dalla serata di sabato più da O-SO e Ovest, con raffiche davvero impetuose, pronte a toccare picchi di oltre i 130-140 km/h, localmente anche più, nella notte fra sabato 29 e domenica 30.
Le coste occidentali delle Far Oer saranno flagellate pure da intense mareggiate, con l’arrivo di grandi onde, in genere da SO, che s’infrangeranno con grande impeto lungo le alte scogliere che caratterizzano l’arcipelago nord atlantico. I fortissimi venti occidentali che spazzeranno l’Atlantico settentrionale renderanno questo tratto di oceano da grosso (forza 7) a molto grosso (forza 8), con la formazione di grandi onde di “mare vivo”, molto formate, che potranno raggiungere gli 8-9 metri di altezza li dove si concentreranno le tempeste più forti, rendendo proibitiva la navigazione, specie per le navi di piccola e media taglia. Ma anche sullo Stretto di Danimarca (braccio di mare che separa l’Islanda dalle coste groenlandesi) i furiosi venti nord-orientali attivati dalla profonda circolazione depressionaria solleveranno imponenti ondate di “mare vivo” che supereranno anche gli 8-9 metri di altezza, con “Run-Up” fino a 10 metri ad ovest delle coste islandesi. Domenica 30 Dicembre la profonda circolazione depressionaria, seppur leggermente indebolita, si sposterà verso est, passando a nord delle Far Oer, pilotando venti molto forti da SO e O-SO che investiranno le coste settentrionali della Scozia, le isole Shetland e le Orcadi, dove le raffiche di vento lambiranno i 100-110 km/h.



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