Nonostante l’aumento dei valori termici, con la quota delle zero termico scalzata sopra i 1000 metri, sui colli messinesi e sulle cime dei Peloritani la neve, caduta in abbondanza la scorsa domenica, resiste bene sopra i 700 metri di quota. Sulla dorsale nord dei Peloritani le principali cime, dalla Montagna Grande a monte Scuderi, passando per monte Ruvolo e Dinnamare, sono dipinte di bianco. Fino ad oggi residue tracce di neve erano presenti fin sotto l’area di Pizzo Chiarino, mentre più in giù il manto nevoso si è fuso completamente, a seguito delle deboli piogge cadute la scorsa notte. Da notare come gli accumuli più consistenti, fino a 20-30 cm a ridosso del santuario di Dinnamare (1124 s.l.m.), si sono ammassati proprio sul versante orientale, sottovento agli intensi venti di maestrale e tramontana che provengono dal mar Tirreno, sbattendo l’aria umida sul crinale esposto al quadrante di nord-ovest. Ciò è dovuto alle forti raffiche di vento, da O-NO e NO, che fra domenica sera e ieri hanno sferzato l’altro versante, quello esposto al Tirreno, con grande intensità. La forza del vento sul versante tirrenico è stata tale da sollevare la neve depositata al suolo, ammassandola nel versante di sottovento, che degrada sullo Stretto e la città di Messina. Si sono determinati i classici accumuli eolici che hanno reso disomogenea l’altezza media del manto nevoso in tutta la dorsale. In alcuni punti difatti si superano i 30-35 cm, mentre poco più avanti si riduce a soli 5-10 cm. L’aumento delle temperature ha fuso pure la neve depositata sugli alberi. Solo sulla cima di Dinnamare, dove il termometro vacilla a ridosso degli +0°C, permangono dei piccoli accumuli di neve ghiacciata sugli abeti. La neve resisterà fino alla giornata di giovedì, prima di essere definitivamente fusa dall’ulteriore rialzo termico attesa nel weekend, allorquando aria più mite d’origine oceanica subentrerà all’aria fredda sopraggiunta in questi giorni.


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