La Terra sta transitando in un flusso di detriti dell’asteroide 3200 Phaethon, fonte dello sciame annuale delle meteore Geminidi. Le Geminidi differiscono da altri sciami in quanto prodotte proprio dagli avanzi di un asteroide, a differenza della stragrande maggioranza di ‘stelle cadenti’ che viene prodotta da comete. La differenza sostanziale sta nella densità e nella resistenza rispetto alle particelle cometarie. Quando questi detriti colpiscono la nostra atmosfera, bruciano per attrito, generando luce. Facendo parte di un asteroide disgregato, questi piccoli granelli spaziali sono più resistenti, e hanno quindi più possibilità di sopravvivere sino all’atmosfera inferiore. Una tipica particella delle Geminidi presenta una grandezza di circa 1 millimetro, ma ha una storia praticamente avvolta nel mistero. Tra le ipotesi suggerite dai ricercatori, ne esiste una che sembra reggere maggiormente rispetto alle altre. Questa ipotesi prevede una collisione remota tra due asteroidi che avrebbe rilasciato queste particelle libere nello spazio. Intorno al 1830, la gravità di Giove, il gigante del nostro sistema solare, avrebbe spostato questo flusso nei secoli lungo l’orbita terrestre, permettendo lo spettacolo annuale a cui assistiamo ai giorni nostri.
Gli osservatori da tutto il mondo stanno contando sino a 50 meteore all’ora, ma il numero potrebbe raddoppiare nel corso delle prossime ore. Nella serata di ieri, la rete osservativa della NASA, composta da numerose telecamere, ha rilevato ben 56 “bolidi” nel sud degli Stati Uniti. Il sistema multi-camera, triangola automaticamente la posizione per rilevare le orbite di tutte le meteore avvistate. Le orbite gialle, nella figura 2, corrispondono alle Geminidi, mentre le rimanenti rappresentano per lo più meteoroidi non associati allo sciame. Il punto rosso rappresenta invece la posizione del nostro pianeta. L’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati uniti e della ricerca aerospaziale, afferma che un alltro sciame di meteore, che appare per la prima volta quest’anno, potrebbe aggiungersi allo spettacolo: si tratta dei resti della cometa 46P/Wirtanen. Spettacolo che in molte aree della nostra penisola è cancellato dal maltempo in corso.


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