Un team di ricercatori finanziato dalla National Science Foundation (NSF), ha descritto in una nuova pubblicazione una comunità batterica in un ambiente buio e salato, ad una profondità di circa 20 metri sotto una coltre di ghiaccio in uno dei laghi più isolati dell’Antartide. La scoperta potrebbe avere implicazioni per la scoperta della vita in altri ambienti estremi, tra cui il nostro sistema solare. Se questi batteri dovessero sopravvivere esclusivamente da reazioni chimiche, piuttosto che trarre energia dal Sole o da altre fonti, si potrebbero aprire nuovi scenari sulla vita su altri mondi ghiacciati dell’universo. Il lago Vida non contiene ossigeno, è in gran parte congelato e possiede i più alti livelli di ossido di azoto di qualsiasi corpo naturale acquatico della Terra. Un liquido salmastro, di circa sei volte più salato dell’acqua marina, filtra tutto l’ambiente ghiacciato ad una profondità di 16 metri con una temperatura media di -13,4°C. Si tratta di uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta, che apre nuovi orizzonti in merito alle conoscenze dei processi geochimici e microbici in ambienti privi di luce e ghiacciati, sin qui acquisiti. Per evitare di contaminarne l’ambiente, inoltre, i ricercatori hanno sviluppato protocolli rigorosi e attrezzature speciali. E’ plausibile che il supporto vitale per questi batteri sia fornito dalla reazione chimica tra l’acqua salata anossica (priva di ossigeno) e la roccia, ma sono in corso ulteriori indagini al fine di spiegare le potenzialità della vita in altri ambienti criogenici salati lontani dalla Terra. I risultati sono stati pubblicati negli Atti della National Academy of Science.
Scoperta una comunità batterica in uno dei luoghi più remoti dell’Antartide


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