Spettacolo celeste la sera di Natale: congiunzione Luna-Giove ricorderà la stella di Betlemme

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Il cielo stellato

La religione cristiana, attraverso la Bibbia, narra che circa 2000 anni fa una “stella cometa” indirizzò i Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare a Betlemme, nel luogo della nascita di Gesù. Gli astronomi  di tutto il mondo si sono da sempre interessati a questa storia, per cercare di comprendere a livello scientifico, di cosa potesse trattarsi. La maggior parte dei moderni ricercatori e biblisti, sostiene che la stella di Betlemme sia stata aggiunta un paio di secoli dopo gli eventi, ma restano tanti dubbi e un enorme interesse per quello che effettivamente, quelle popolazioni, possano aver visto nel cielo. Secondo gli scienziati non si trattò di una nova o di una supernova, in quanto tornando indietro nel tempo attraverso particolari software, non è stato possibile notare esplosioni stellari riferite al tempo della nascita di Cristo, così come era improbabile una cometa. Nell’iconografia cristiana antica, infatti, la stella non è mai rappresentata con la coda, e gli astronomi sono convinti che non sia transitata alcuna cometa nei pressi della Terra.

I Magi guidati dalla stella di Betlemme

La comune rappresentazione a forma di cometa e la dicitura “stella cometa” risalgono al fatto che Giotto, impressionato dal passaggio della Cometa di Halley nel 1301, la disegnò appunto come una cometa dalla lunga coda nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Molto probabilmente, visto che nel vangelo canonico di Matteo viene rappresentata come una stella (òn astéra en têi anatolêi), si trattò di una stretta congiunzione come quella che vedremo durante la sera di Natale. I saggi a quei tempi erano astrologi, e tenevano costantemente sotto controllo le congiunzioni planetarie tra la Luna, le stelle ed i pianeti. Proprio in quegli anni si verificarono diverse congiunzioni suggestive che avrebbero potuto condurre gli astronomi-indovini ad immaginare ad un evento importante.

L'ammasso delle Pleiadi e la Luna

CONGIUNZIONI – Ma cosa vedremo nella prossima notte di Natale? La Luna e Giove stanno convergendo per un grande spettacolo natalizio, che sarà preceduto dall’incontro tra la Luna e le Pleiadi. Nella notte tra il 24 ed il 25 Dicembre la Luna attraverserà una parte della costellazione del Toro, avvicinandosi all’ammasso aperto. La sera di Natale, la Luna sarà quasi piena e la costellazione del Toro presenterà ancora una notevole concentrazione di astri luminosi. La Luna avrà ormai superato le Pleiadi, transitando tra Aldebaran e il pianeta Giove, generando una congiunzione. In astronomia una congiunzione è la configurazione planetaria che si determina quando due astri hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta viste dal centro della Terra. Nel caso di un pianeta interno (con una distanza dal Sole minore di quella della Terra: Mercurio o Venere) o della Luna, la congiunzione può presentarsi in due configurazioni diverse. Se il pianeta si trova nella stessa direzione della Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione inferiore; questa posizione corrisponde alla minima distanza dalla Terra. Quando, invece, si trova in direzione opposta dalla Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione superiore; questa posizione corrisponde alla massima distanza dalla Terra.

Il cielo stellato

LE OSSERVAZIONI – In questi giorni il pianeta Giove resterà sostanzialmente nella stessa posizione, a differenza della Luna, che sera dopo sera varierà la sua posizione nel firmamento. Si tratta di un’eccellente dimostrazione per osservare il cambiamento di posizione del nostro satellite rispetto alle stelle. Senza queste ultime o senza pianeti come punto di riferimento, la maggior parte delle persone resterebbe totalmente inconsapevole del suo rapido movimento apparente. Distinguere Giove sarà semplicissimo, in quanto il pianeta brillerà di un’intensa luce bianco avorio proprio accanto alla Luna. Tra i due astri, vicini solamente in maniera prospettica, esiste un vero e proprio abisso cosmico, che la prospettiva non ci consente di mettere a fuoco. Osservando con un piccolo telescopio, Giove presenterà molti dettagli della sua superficie, mostrando i quattro satelliti principali (o galileiani), le bande equatoriali e la grande Macchia rossa, una vasta tempesta anticiclonica che dura da almeno 300 anni. Ma sarà ad occhio nudo che si potrà apprezzare il reale fascino della volta celeste, costellata di puntini luminosi distanti anni luce dal nostro pianeta.  L’evento di Natale rappresenterà una bella occasione per rivolgere un pensiero alla storia e alle tradizioni dell’uomo, immaginando l’importanza che una simile visione avrebbe potuto significare 2000 anni fa.