Terremoti ed esplosioni: l’attività dello Stromboli si sta intensificando proprio 10 anni dopo l’eruzione-tsunami del 30 dicembre 2002

Nei giorni scorsi ne abbiamo parlato molto con immagini spettacolari pubblicate sulla nostra pagina facebook, adesso arriva la conferma ufficiale: il faro del Tirreno ha aumentato la sua intensità esplosiva. Lo Stromboli per Natale ha regalato agli abitanti di Ginostra e ai turisti presenti sull’isola spettacolari eruzioni e una colata lavica che dal 23 dicembre non si è ancora fermata. Questo flusso di lava è alimentato dai crateri sommitali e si riversa nella sciara del fuoco che al contatto con il mare solleva enormi nuvole di vapore. Lo spettacolo è meraviglioso specialmente di notte quando il rosso intenso del magma riflette nelle colonne di vapore e l’atmosfera di Ginostra diventa surreale. Ma il fascino dello Stromboli non finisce qui. Alzando gli occhi si vedono autentici fuochi d’artificio naturali, infatti le colate laviche sono accompagnate da esplosioni ben visibili sia da Punta dei Corvi (Ginostra) che da Punta Labronzo (versante di Stromboli).

Gli esperti riferiscono che rientra tutto nella norma, ma gli abitanti non riescono fare a meno di tornare con i loro ricordi al dicembre di 10 anni fa quando un maremoto colpì l’isola. Era il 30 dicembre 2002 e una forte esplosione vulcanica ha fatto crollare in mare una parete di roccia, generando uno tsunami che ha investito l’intero arcipelago. Si calcola che l’esplosione della Sciara del Fuoco, preceduta da una serie di scosse di terremoto, abbia riversato in mare complessivamente 20 milioni di metri cubi di roccia lavica. In quell’occasione venne fatta evacuare la popolazione rimasta nella frazione di Ginostra e l’onda anomala arrivò fin sulle coste tirreniche di Calabria e Sicilia.

Intanto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha diffuso il bollettino settimanale del vulcano: il 18 dicembre tra le 12.50 e le 19 è stato osservato un vigoroso spattering che ha prodotto il riflusso dei brandelli caldi e ancora fluidi lungo il versante alto della Sciara del Fuoco. Tre giorni dopo, sono state osservate esplosioni di media intensità che sono divenute meno frequenti il giorno successivo. Il 23 dicembre l’attività esplosiva ha ripreso vigore dalle 2 bocche. Alle 14.18 una forte esplosione ha causato il rotolamento di grossi brandelli verso Nord che intorno alle 15 è divenuto un flusso lavico che tracimava da una fenditura sull’orlo della bocca N1. Alle 15.35 il flusso ha raggiunto il cambio di pendenza e ha iniziato a espandersi nel falsopiano delle bocche effusive del 2003.

Stamattina, inoltre, si sono verificate tre scosse di terremoto con epicentro in mare proprio intorno alle Eolie. La piu’ forte, di magnitudo 2.9, e’ stata l’ultima che si e’ prodotta alle 7.49 a una profondita’ di 125.1 chilometri di fronte alla costa di Brolo, Gioiosa Marea e Piraino, in provincia di Messina. Era stata preceduta alle 6.18 da un evento di magnitudo 2.2 verificatosi a una profondita’ di 125.8 chilometri al largo di Milazzo, e alle 6.15 da una scossa di magnitudo 2.7 a una prondita’ di 126.7 chilometri, anche in questo caso tra Milazzo e l’arcipelago eoliano. Il primo terremoto si ascrive, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, al distretto sismico delle isole Lipari, gli altri due a quello dei Golfi di Patti e di Milazzo.