di Emanuele Canta ( TW: @EmanueleCanta ) – All’arrivo dei primi freddi gli amanti della neve si mettono in moto. Proprio in questi giorni, in questi minuti e ancor di più nelle prossime ore la “dama bianca” farà la sua comparsa in quasi tutte le regioni d’Italia. Chi sarà più fortunato la vedrà anche al piano, qualcun altro magari dovrà fare qualche “tornante” in più e ammirarla in collina o nella bassa montagna. Ma con l’arrivo in quota di aria artica possono anche verificarsi precipitazioni che non riproducono fedelmente il classico “fiocco di neve”, nonostante debbano comunque essere intese come “precipitazioni nevose”.
Ma andiamo con ordine.
La Comunità Scientifica ha riconosciuto una classificazione internazionale delle precipitazioni nevose*, che viene così suddivisa:
- Cristalli di neve, cd “fiocco” (codice IC 78)
- Graupel o gragnola (codice SP 87)
- Neve tonda (codice IP 75)
- Nevischio o acquaneve (codice S 70)
- Snow grain o grani di ghiaccio (codice SG 77)
Ognuna di queste forme ha una propria genesi, consistenza e caratteristica che la distingue l’una dall’altra. Chi volesse utilizzare un linguaggio tecnico attenendosi ad una classificazione scientifica deve parlare di “precipitazione nevosa” in presenza di uno di questi cinque eventi, e purtroppo sono ancora in pochi a farlo e forse a saperlo, compresi molti appassionati che facilmente si ergono a professori. Insomma, la neve non è solo il fiocco (codice IC 78), quello più coreografico senz’altro, quello che si posa lentamente e che manda in visibilio tutti i bambini (e non solo) che attendono con ansia quel momento per l’intero inverno.
E’ anche vero che bisogna fare attenzione nel divulgare informazioni che possano in qualche modo essere fuorvianti o che possano facilmente dare luogo a fraintendimenti. E’ bene quindi che anche “l’uomo della strada”, il meno esperto insomma, impari a riconoscere un chicco di grandine dalla gragnola o dalla neve tonda (differenza che ad un occhio poco esperto può anche passare inosservata) ricordandosi che la grandine non è una precipitazione nevosa e può presentarsi anche in piena estate con temperature di parecchi gradi superiori allo zero.
Quello che si è verificato ieri sulle alture messinesi, di cui sono stato diretto testimone, è stata una “precipitazione nevosa” a tutti gli effetti, con accumuli (seppur irrisori) che hanno retto per diverse ore anche intorno ai 600 metri sorprendendo un po’ tutti, ma non proprio tutti in fondo. Respinti dunque seccamente al mittente quegli attacchi che hanno voluto minare la credibilità delle nostre affermazioni! A quella quota ieri, intorno alle ore 15, erano ben visibili chiazze di neve, ma la parola neve detta così non ci riconduce ad alcuna precipitazione ben definita. E allora impariamo che sotto questa affascinante parola rientrano tutte quelle cinque forme elencate sopra. Dire neve, e basta, è come non dire nulla o se volete è come dire che si sta verificando una di quelle cinque forme di precipitazione senza però specificare quale. Molto probabilmente nella prima mattinata di ieri e nella notte precedente intensi rovesci di neve tonda, cristalli, nevischio e gragnola (tutte precipitazioni nevose !) hanno creato uno strato al suolo particolarmente solido che, in virtù delle temperature particolarmente rigide (ieri +3°C a 600mt di quota intorno alle ore 15), è riuscito a non sciogliersi anche col trascorrere delle ore.
Tra gli studiosi di meteorologia nasce allora la questione: “Bisogna parlare di neve in tutti quei cinque casi ? Non si rischia di fare disinformazione ?” La mia risposta è SI alla prima domanda, NO alla seconda. E mi spiego. L’obiettivo è quello di formare un’opinione pubblica che sappia riconoscere i vari tipi di precipitazione e sia soprattutto consapevole che dire “sta nevicando” non equivale a dire “sta fioccando”. Anche quando non fiocca sta nevicando, perché la parola neve, come ho già puntualizzato sopra, è troppo generica e non allude proprio a nulla. La neve è una categoria sotto la quale rientrano quei cinque tipi di precipitazioni. Quando sentite dire “sta nevicando” iniziate a chiedere “ma che tipo di precipitazione è ? Fiocchi, gragnola, neve tonda, nevischio o grani di ghiaccio?” Perché ognuno di questi è neve !
Ed infine sfatiamo un altro mito: la neve (in qualsiasi di quelle cinque forme) non cade soltanto con temperatura uguale o inferiore a +0°C ! Oggi pomeriggio “sta nevicando” (non sappiamo se a fiocchi o in altra forma perché non siamo sul posto) in molte zone della Pianura Padana con valori compresi tra +2/3°C, addirittura a Bergamo e Brescia proprio con +3°C ! La precipitazione è nevosa (come da simbolo posto dall’Aeronautica Militare sulla sua cartina ma per “attaccare” al suolo ci vuole anche un altro importante ingrediente, il tasso di umidità !
Non entriamo nello specifico, il senso di questo mio intervento vuole essere un altro: distinguete le precipitazioni nevose nella maniera corretta e ricordatevi che esiste una classificazione che definisce i “tipi di neve”! E al prossimo evento fatevi trovare pronti sorprendendo così anche i vostri amici !!!
*FONTE: “La neve, cos’è e come si prevede” ; Bertoni – Galbiati – Giuliacci ; Alpha Test; 2010


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