Gli ultimi giorni del 2012 sono stati insolitamente freddi in molti stati dell’Asia centrale, meridionale e orientale, dall’Iran fino al Giappone passando per Afghanistan , Pakistan, India e Cina, causa le continue irruzioni di masse d’aria piuttosto fredde che dalle ghiacciate steppe dell’Asia centrale si versano verso le basse latitudini sub-tropicali. Soprattutto le giornate che hanno accompagnato il Natale sono risultate veramente gelide in Giappone e in gran parte della penisola di Corea, dove si sono verificate delle nevicate diffuse, mentre i termometri scendevano al di sotto dei -10°C -15°C in svariate località. La giornata più fredda ha coinciso proprio con il giorno di Natale, quando un nucleo di aria particolarmente gelida, proveniente dalle lande innevate della Siberia orientale, dopo aver attraversato rapidamente il mar del Giappone si è diretto verso l’isola di Hokkaido e Honshù, apportandovi delle nevicate fino alle coste sul settore occidentale ed un sensibile quanto brusco calo dei valori termici su tutto il paese del Sol Levante. Temperature polari si sono registrate sulle aree più interne dell’innevata isola di Hokkaido, dove la colonnina di mercurio è sprofondata al di sotto dei -25°C.
Un dato veramente notevole anche per la fredda e nevosa isola di Hokkaido, che rappresenta un po’ una piccola Siberia nel nord del Giappone durante il periodo invernale. Ma gelo e nevicate, in questi ultimi giorni, hanno duramente colpito anche la Corea del Nord e la Corea del Sud, dove sono sopraggiunte masse d’aria piuttosto fredde, d’estrazione continentale (freddo “pellicolare”), che dalla ghiacciaia della Repubblica di Jacuzia (dove le temperature ormai sfiorano i -55°C -60°C) si sono dirette verso la Manciuria (nord-est della Cina) per poi scivolare in direzione della penisola di Corea e del mar Giallo, tramite una gelida ventilazione dai quadranti occidentali e nord-occidentali. L’ingresso dell’aria molto gelida, di origini siberiane, ha prodotto un drastico calo dei valori termici, sia sulla Corea del Nord che sulla Corea del Sud, con le temperature scivolate al di sotto del muro dei -10°C -15°C in svariate località. In più l’aria gelida “pellicolare”, mentre scivolava verso la penisola di Corea, interagendo con le più tiepide e umide masse d’aria marittime in risalita verso il mar del Giappone, ha dato luogo a diffuse nevicate sulle aree costiere della penisola di Corea.

Diverse le città imbiancate dalle neve, inclusa la stessa capitale Seoul che ogni inverno viene interessata da nevicate, anche di forte intensità, non appena una irruzione di aria gelida continentale dal nord-est della Cina tracima verso il mar Giallo, andando ad alimentare una profonda circolazione depressionaria sul mar del Giappone che tende a muoversi verso le isole di Honshù e Hokkaido, dove vi apporta nevicate diffuse sulle rispettive coste occidentali. In questi giorni le forti nevicate non hanno risparmiato neppure la nota isola sud coreana di Jeju. Jeju infatti si è completamente imbiancata, eccetto una sola punta, dove la neve si è mischiata alla pioggia, senza riuscire a depositare un accumulo sul terreno. Niente di eccezionale se non fosse che l’isola di Jeju è l’unica zona che presenta un clima mite e marittimo in Corea nella stagione invernale. L’isola imbiancata dalle nevicate ha saputo regalare dei paesaggi alquanto suggestivi agli stessi abitanti. Ma purtroppo questa ondata di gelo siberiano sta creando notevolissimi problemi oltre il confine, in Corea del Nord, dove i termometri nelle ore notturne scivolano al di sotto dei -20°C -25°C, arrivando a sfiorare persino il muro dei -30°C. In un paese dove vige una delle più severe dittature militari del pianeta, in cui gran parte della popolazione vive in condizioni di estrema povertà, specie nelle campagne e nelle periferie delle città, i disagi sono veramente tanti e purtroppo sono tante le persone che periscono sotto le temperature glaciali per mancanza di un riscaldamento adeguato.
Tra Natale, il giorno di S.Stefano e la giornata di giovedì, il freddo è divenuto terribile in quasi tutta la Corea del Nord. Basti pensare che in alcune località la colonnina di mercurio è andata vicina ai –32°C. Davvero un valore glaciale. Ma non sono da meno neppure i -23°C lambiti nella capitale Pyongyang, a bassa quota, dove si stanno vivendo delle giornate di ghiaccio, dopo le nevicate di sabato 29 Dicembre che hanno depositato al suolo uno spesso strato di neve fresca. Il manto nevoso fresco ha incentivato l’effetto “Albedo”, agevolando un sensibile raffreddamento dello strato d’aria in prossimità del suolo, facendo scivolare le temperature sotto il muro dei -10°C. Il gelo dovrebbe insistere fino ai primi giorni del 2013 su gran parte del territorio coreano. Freddo e nevicate hanno duramente colpito pure l’Iran e l’Afghanistan, oltre che il Pakistan, dove l’irruzione fredda si è presentata alquanto sterile. In Iran, la città di Masshad, a soli 989 metri, ha visto quasi 30 cm di neve fresca, con la temperatura crollata a -17.2°C.
Nonostante il dato considerevole siamo ben lontani dal record assoluto di ben –28.0°C, ormai imbattuto. Negli stessi giorni forti nevicate, con un drastico calo dei valori termici, hanno interessato l’Afghanistan, il Turkmenistan e il vicino Uzbekistan. Le gelate registrate nel nord dell’Afghanistan, nel sud del Turkmenistan e dell’Uzbekistan, hanno riguardato niente meno che le zone solitamente più calde, con le temperature medie più elevate. Proprio in questi giorni si stanno vedendo minime bassissime. Ad esempio, Termez è scesa a -16.8°C su un record assoluto di ben -19.7°C. Potenza dei terreni innevati e dell’”Albedo”. Un forte calo termico ha poi investito pure il Pakistan, in particolare il settore centrale e settentrionale. In alcune località pakistane si è passati da max sui +28°C +30°C a valori poco sopra i +10°C. A Nokkundi, per esempio, da una massima di +33°C la vigilia di Natale si è passati ad una massima sotto i +10°C, con una minima scesa al di sotto dei -5°C. Uno sbalzo termico veramente notevolissimo quello di Nokkundi.
A ovest Dalbandin ha archiviato una temperatura minima di ben -10.5°C. Considerevoli pure gli estremi termici fatti da città come Lahore o la capitale Islamabad. Malgrado le notevoli gelate, registrate fino a bassa quota, il freddo è risultato molto sterile e secco. Questo perché l’aria fredda ha scaricato tutta l’umidita fra i rilievi dell’ Iran e parte dell’Afghanistan, dove si sono registrate intense nevicate fin sotto i 400 metri. Fredde nottate anche su molte aree dell’India, dove il regime di alta pressione che in questo periodo dell’anno s’instaura in quota, assieme al soffio del secco Monsone da NE, garantiscono una prevalenza di cieli in larga parte sereni o poco nuvolosi. I cieli sereni e la scarsa ventilazione nei bassi strati, coadiuvati da aria piuttosto secca nei bassi strati, favoriscono l’insorgere di importanti inversioni termiche nelle ore notturne sopra le grandi pianure indiane, ma non solo. In inverno le inversioni termiche, fra Dicembre e Gennaio, quando l’insolazione diurna raggiunge la minima intensità, sono molto comuni sulle pianure indiane e spesso si accompagnano alla formazione di foschie o banchi di nebbia per irraggiamento. Calcutta qualche giorno fa ha segnato una delle massime più basse della storia, con appena +15.6°C.


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