Usa, il New York Times incalza Obama: “è ora di affrontare il problema dei cambiamenti climatici”

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Quattro anni fa, a differenza dell’ostracismo ostentato dal suo predecessore George W. Bush, Barack Obama aveva descritto il cambiamento climatico come una delle sfide più urgenti per il genere umano e si era impegnato a fare il possibile per limitare le emissioni di gas a effetto serra. Poi – ricostruisce il New York Times nel suo editoriale di oggi – con l’avvicinarsi delle elezioni 2012, il termine “climate change” si è rarefatto fino a scomparire del tutto dal vocabolario del presidente democratico. Obama ha parlato di ‘posti di lavoro verdi’, di green economy e di energia pulita e, con l’uragano Sandy, di innalzamento del livello degli oceani ed eventi meteorologi estremi. Ma senza mai citare la causa, senza mai nominare i “cambiamenti climatici“. Adesso è giunto il momento, come titola il Nyt, di affrontare la questione, e la domanda è se il presidente farà ricorso ai poteri di cui dispone per fronteggiare il problema, con tutte quelle armi a disposizione della Casa Bianca che non necessitano dell’approvazione del Congresso. Secondo alcune stime, raggiungere l’obiettivo di una riduzione delle emissioni del 17% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020 è “decisamente alla sua portata“, secondo il Nyt.