Apophis fa meno paura per il 2036, ma il rischio d’impatto è raddoppiato per il 2068

MeteoWeb
Simulazione di un asteroide Near Earth

Ieri, alle 12:43 ora italliana, l’asteroide Apophis è transitato a 14,5 milioni di chilometri dalla Terra. Si è trattato di un passaggio importantissimo che ha permesso agli astronomi di affinare le conoscenze orbitali della roccia spaziale, che come ben sappiamo, pone ancora dei rischi di impatto per il 2036. In realtà le possibilità che Apophis colpisse la Terra erano già di 1 su 230.000, ma grazie alle osservazioni e alle immagini di ieri, gli astronomi hanno riferito che il rischio che l’asteroide possa collidere con la Terra nel 2036 si è ridotto di 30 volte. Ma, mentre i più “anziani” possono tirare un sospiro di sollievo, non possono fare altrettanto i più giovani, visto che per il 2068 il rischio è raddoppiato. Sono i risultati dei calcoli relativi alle orbite dei futuri avvicinamenti alla Terra di questo oggetto fatti dal gruppo NeoDyS, dell’università di Pisa in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. L’asteroide transiterà più vicino alla Terra il 13 aprile 2029, fino a raggiungere la distanza minima di 38.353 chilometri, con una incertezza di non più di 10 chilometri. ”Quindi non vi è alcun rischio di impatto nel 2029” rileva Andrea Milani, docente di Meccanica celeste nell’università di Pisa e responsabile del NeoDyS. Più preoccupanti sono invece i successivi passaggi ravvicinati con la Terra. Secondo i calcoli più recenti nel 2036 la probabilità di un impatto si è ridotta di 30 volte, passando da 1 su 230.000 a 1 su 7 milioni. Il rischio di un impatto sulla Terra è invece aumentato per il 2068, passando da 1 su 400.000 a 1 su 185.000. Questo significa, spiega Milani, che il rischio è raddoppiato. In ogni caso si tratta di una probabilità molto bassa, pari allo 0,000014% per il 2036 e dello 0,0005% per il 2068. “Nel 2036 la situazione ora è meno preoccupante – osserva infine Milani – ma per migliorare la conoscenza relativa alle future orbite, Apophis dovrà ancora essere osservato con i metodi più accurati possibili, approfittando anche di altri passaggi che avverranno a distanze simili a quelle di oggi, come nel 2021”.