
Dopo l’eccezionale ondata di calore, le tempeste di sabbia e i devastanti incendi dei giorni scorsi, l’Australia torna nuovamente ad essere interessata da condizioni meteorologiche estreme. Grazie alla temporanea intensificazione delle “Westerlies” sull’oceano Indiano meridionale, causa un sensibile calo dei geopotenziali in quota a sud delle coste australiane meridionali, l’opprimente anticiclone tropicale australiano è stato costretto ad arretrare con i propri elementi in quota sull’entroterra desertico australiano, dove si è già isolata un enorme bolla di aria molto calda e secca, ben enfatizzata dall’intensa insolazione diurna, caratterizzata da isoterme superiori ai +30°C +32°C alla quota di 850 hpa. La calura sui territori desertici del Western Australia è divenuta veramente insopportabile, tanto che in molti punti la colonnina di mercurio ha varcato la soglia dei +46°C +47°C, con picchi di ben +48°C in pieno deserto. Ma localmente si è sfondato persino il muro fatidico dei +49°C all’ombra, andando sempre più vicino ai +50°C. Una temperatura massima assoluta di ben +49.0°C è stata toccata a Leonora, dove si è stabilito il nuovo record assoluto di massima più alta mai toccata nella locale stazione. Ora si punta ai +49.4°C toccati nel Dicembre 2011, cifra che rappresenta niente meno che la temperatura più alta mai registrata negli ultimi anni nell’emisfero australe. Ormai i +49.4°C sono alla portata di molte stazioni interne del Western Australia, ma non solo.
Non è del tutto escluso che entro la fine del mese di Gennaio, solitamente il più caldo sull’entroterra desertico australiano, si possono riuscire a sfiorare persino i +50.0°C all’ombra. Soglia estrema che nella storia australiana e dell’emisfero australe è stata raggiunta solo due volte nelle caldissime estati del 1960 e del 1998, su aree per fortuna quasi disabitate. Oltre al gran caldo di questi giorni l’Australia deve fronteggiare pure un’altra emergenza, quella dei cicloni tropicali, chiamati dagli australiani anche con il termine di “Willy Willy”. A Gennaio si entra nella fase clou della stagione delle tempeste nei mari tropicali dell’emisfero australe. Proprio in questi giorni, di fronte le coste occidentali australiane del Kimberley si è sviluppato un potente ciclone tropicale, denominato “Narelle” dal servizio meteorologico australiano. Fortunatamente la tempesta, che ha appena superato la 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti piuttosto potenti, che stanno superando la soglia dei 190-200 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, si sposterà in mare aperto. Proprio nelle prossime ore “Narelle” raggiungerà la sua massima forza, sfiorando addirittura la 4^ categoria della Saffir-Simpson, mentre la pressione centrale all’interno del sistema sprofonderà sotto i 930 hpa. Si trasformerà in un autentico mostro, con un occhio centrale molto ben definito data la forte forza centrifuga, che fortunatamente si terrà a distanza dalle coste del Western Australia, migrando gradualmente verso sud-sud/ovest, sopra acque superficiali meno calde man mano che si spinge su latitudini più meridionali.

Pur transitando a largo delle aree costiere del Western Australia “Narelle” riuscirà ad influenzare le condizioni meteo/climatiche su una larga porzione dell’Australia occidentale, richiamando sostenuti e caldi venti da E-NE e NE, che dalle aree desertiche interne spireranno in direzione della fascia costiera, da Carnarvon fino alla città di Perth. Le coste invece, soprattutto nel tratto compreso fra Cape Range e l’area della città di Geraldton, potranno essere investite da un consistente moto ondoso, in genere si tratterà di onde molto lunghe che usciranno dall’area perturbata. Da notare come lungo il bordo meridionale di “Narelle” si sta dipanando un fronte di nubi medio-basse agganciato in alta quota dal ramo principale della “Jet Stream”, che dall’oceano Indiano meridionale scorre verso le coste sud-occidentali australiane, seguendo un andamento da O-NO e NO, incuneandosi sul lato più meridionale dell’anticiclone tropicale australiano, che domina sui deserti dell’entroterra. Tale fronte, in queste ore, sta attraversando l’intera Australia sud-occidentale, dove vengono segnalate delle deboli piogge sparse, con nuclei precipitativi, in movimento da nord-ovest a sud-est, anche nelle aree più interne.
Attualmente, delle piogge a carattere sparso, sono segnalate pure nella zona di Leonora, sull’entroterra desertico. Nella giornata di domani il ciclone tropicale, muovendosi verso sud-sud/ovest, si sposterà su acque superficiali sempre più fredde, cominciando ad entrare su un’area caratterizzata da un “Wind Shear verticale” sempre più intenso, pronto ad inibire la profonda attività convettiva presente dentro il sistema ciclonico. Per questo “Narelle” comincerà ad indebolirsi, passando dalla 3^ alla 2^ categoria in poche ore. Inoltre il ciclone, nella notte fra domenica e lunedì, scivolando ulteriormente verso sud, verrà agganciato dal ramo principale della “Jet Stream”, che dall’oceano Indiano si muove a ridosso delle coste meridionali dell’Australia. Il forte “Shear” del vento, indotto proprio dal passaggio del “getto” in alta quota, distruggerà la circolazione depressionaria tropicale, pronta a declassarsi in una tempesta tropicale, in transito con il suo centro davanti le coste di Perth nella giornata di lunedì. Pur in fase di colmamento “Narelle”, nella giornata di lunedì, sfilando verso sud-sud/est, potrà riuscire ad apportare delle piogge e qualche rovescio fra l’area di Perth e le coste australiane sud-occidentali, con una sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali che diverrà a tratti anche intensa.


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