Dal nord America sta per emergere una nuova “depressione-uragano”, entro il fine settimana raggiungerà il nord Atlantico con un minimo sotto i 950 hpa

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Lo schema configurativo che favorirà l'intensa ciclogenesi sul nord America

Dopo la spettacolare “depressione-uragano” di sabato scorso, sprofondata sotto i 930 hpa, un nuovo profondissimo ciclone extratropicale si prepara a solcare le gelide acque dell’Atlantico settentrionale, causando nuove tempeste di vento nel tratto di oceano compreso fra le coste di Terranova, il Labrador e le coste meridionali della Groenlandia. Grazie alle continue pulsazioni dinamiche dell’alta pressione delle Aleutine (anticiclone del Pacifico settentrionale) fin verso i territori della British Columbia, gli USA centro-occidentali si troveranno nel mirino di una nuova saccatura, di matrice artica, che affonderà le proprie radici fino all’Arizona e al New Mexico. Lungo il bordo orientale di questo promontorio anticiclonico di blocco, il quale presenta i propri massimi barici al suolo poco a largo dell’Oregon e della California settentrionale, tenderanno a scivolare masse d’aria piuttosto fredde e pesanti, per non dire gelide, che dal settore occidentale dei Territori del Nord-Ovest (nord del Canada), attraverso lo stato canadese dell’Alberta, si tufferanno in direzione degli States centrali, con l’isoterma di appena +0°C -1°C a 850 hpa (circa 1200 metri) pronta a raggiungere il New Mexico e l’Arizona.

Al contempo, mentre dal Canada occidentale affonderà questa intensa irruzione di aria fredda, più ad est, lungo l’East Coast, sul ramo ascendente della saccatura artica, si andrà a realizzare un imponente rimonta di aria molto mite d’estrazione sub-tropicale, che dall’area del golfo del Messico si dirigerà fin verso il Maine e il vicino confine canadese, dove si verificherà una fulminea “scaldata” che accompagnerà un brusco aumento dei valori termici su tutta la costa atlantica. In poche parole l’affondo di questa saccatura sarà in grado di spaccare gli USA a metà, sotto il profilo climatico, con gli stati centro-occidentali che torneranno a fare i conti con il freddo e un po’ di neve, mentre l’East Coast dovrà invece affrontare il repentino aumento termico, con valori che supereranno i +25°C +26°C nel sud-est degli States, +10°C +15°C lungo la costa atlantica, dove spirerà una moderata ventilazione da S-SE e Sud, molto umida e tiepida. L’interazione di queste masse d’aria, oltre ad inasprire i contrasti termici fra l’East Coast e gli USA centrali, acuiranno pure l’avvezione di vorticità positiva che si svilupperà in seno all’ampia ondulazione ciclonica che taglierà in due il nord America. Sarà proprio questa avvezione di vorticità positiva a fabbricare il nuovo potente ciclone extratropicale pronto a gettarsi sull’Atlantico.

Il processo “baroclino”, in fase di attivazione nei medi e bassi strati, verrà successivamente approfondito dai sensibili contrasti termici che si verranno a creare fra le masse d’aria molto fredde, d’estrazione polare, che dal Canada occidentale scivoleranno fino agli USA centrali, con l’aria molto più mite e umida, di tipo sub-tropicale marittima, che dal golfo del Messico risale fino all’East Coast. In queste condizioni, nella giornata di mercoledì 30, lungo la linea di demarcazione fra i due flussi d’aria cosi diversi fra loro (di origine polare e sub-tropicale), si genererà una sensibile intensificazione della circolazione depressionaria nei medi e bassi strati al traverso della regione dei Grandi Laghi, con il successivo isolamento di una profonda ciclogenesi, sui 985 hpa che tenderà a muoversi verso lo stato canadese dell’Ontario, apportando una severa fase di maltempo su tutto il Middle-West, con piogge e rovesci sugli stati di nord-est, mentre intense nevicate torneranno a colpire il Minnesota e Wisconsin. Nella giornata di giovedì 31 la giovane ciclogenesi si sarà spostata sulla penisola del Labrador, intercettando la parte più grossa del nucleo di aria gelida scivolato sul Canada centrale.

Venendo alimentata da masse d’aria molto gelida, provenienti direttamente dall’Artico canadese, il nuovo ciclone extratropicale andrà ad approfondirsi notevolmente, al punto da trasformarsi in una profonda “depressione-uragano” , con un minimo barico al suolo pronto a raggiungere un valore stimato di circa 955-950 hpa entro la serata di giovedì. Un minimo barico da capogiro, che oltre a rafforzare il “gradiente barico orizzontale” su tutto il Canada orientale, darà origine a intense tempeste da S-SE e SE che sferzeranno con forza l’isola di Terranova e il mare del Labrador, con venti fino a 120-130 km/h e onde alte più di 7 metri. Venerdì 31 la nuova profonda “depressione-uragano”, minimo capace di scendere sotto i 950 hpa, si sposterà tra il mare del Labrador e l’Atlantico nord-occidentale, sfornando nuove furiose tempeste di vento che stavolta sferzeranno l’Atlantico occidentale e le coste meridionali groenlandesi, che rischiano di essere investite da potenti bufere e forti mareggiate sulle coste che degradano sull’oceano Atlantico.