Eccezionale ondata di freddo fra Pakistan e India: cadono i primi record assoluti del 2013

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Le nebbie e le foschie che accompagnano l'anomala ondata di freddo sul nord dell'India

Continua l’anomala ondata di freddo che da oltre due settimane sta colpendo gli stati dell’India settentrionale e buona parte del Pakistan settentrionale, dove sono caduti diversi record di massima in città molto importanti, come Lahore. Ma i disagi maggiori si stanno patendo nel nord dell’India, dove il grande freddo di questi giorni ha cagionato la morte di decine di persone, in larga parte senza tetto e mendicanti. La maggior parte delle vittime si è registrata nello stato dell’Uttar Pradesh, dove le temperature minime sono scese vicino agli 0°C. Le autorità hanno ordinato la chiusura delle scuole, che sono senza riscaldamento. Il maltempo sta stringendo d’assedio anche i circa 20 milioni di abitanti di New Delhi, la grande capitale dell’India moderna. La stazione di New Delhi la scorsa settimana ha registrato la giornata più fredda degli ultimi 44 anni, con una temperatura minima scesa a soli +3°C. Ben lontani comunque dal record di minima assoluto, di -0.6°C. Una densa coltre di nebbia ha causato gravi disagi al traffico aereo e ferroviario. Il grande freddo che in questi giorni assedia le grandi pianure dell’India settentrionale è prodotto da questi estesi banchi di nebbia, sfornati dalle forti inversioni termiche indotte dal robusto anticiclone dinamico tibetano, il quale ha spostato il proprio baricentro sull’India settentrionale, con massimi barici di oltre i 1020 hpa.

Nelle ultime settimane, sopra il grande altopiano del Tibet, si è depositato un blocco di aria molto fredda e pesante che è rimasto quasi stazionario a nord della catena himalayana, all’interno di un contesto anticiclonico in quota. L’aria secca, in collaborazione con la scarsa ventilazione nei bassi strati e la totale serenità dei cieli, agevola la formazione di forti strati di inversione termica in prossimità del suolo che favoriscono la formazione di queste dense nebbie d’irraggiamento sopra le pianure dell’India settentrionale. Nebbie, alle volte cosi fitte, che causano drastiche riduzioni di visibilità, congestionando il traffico stradale e ferroviario nelle già caotiche metropoli indiane. Ma il potente anticiclone tibetano, con il suo particolare posizionamento, sta richiamando masse d’aria piuttosto fredde nei medi e bassi strati che dalle regioni himalayane si versano sopra le pianure degli stati dell’India settentrionale. Questi impulsi freddi dai quadranti settentrionali tendono ad abbinarsi alla densa cappa di smog che avvolge le grandi città del paese asiatico, impedendone l’irradiamento solare per gran parte del giorno. La sensibile riduzione del soleggiamento diurno, già ai minimi annuali nel mese di Gennaio, tende a raffreddare ulteriormente gli strati d’aria presenti in prossimità del suolo.

Ciò favorisce questo brusco raffreddamento della colonna d’aria in prossimità del suolo, dove l’umidità ristagnata tende a condensarsi con la consueta formazione di dense foschie e banchi di nebbia (strati sottili con base presso il terreno), mentre salendo di quota le masse d’aria tendono a farsi sempre più miti, con valori spesso sopra i +10°C +12°C alla quota di 850 hpa (circa 1300-1400 metri). Fino a quando non si assisterà ad un maggior rimescolamento delle masse d’aria preesistenti nei medi e bassi strati gli stati dell’India settentrionale continueranno a fare i conti con queste temperature estremamente basse, prossime anche ai +3°C +1°C. Intanto a causa delle potenti inversioni termiche in India è stato registrato il primo record assoluto di questo 2013. Dopo una valanga di record assoluti di caldo finalmente ne cade uno di freddo. A Kanpur, nel nord dell’India, è stata registrata una temperatura minima di ben -1.1°C, la più bassa di sempre da quando esistono le rilevazioni.

I -1.1°C di Kanpur battono il precedente record di -0.9°C, risalente al 27 Dicembre del 1961. Di certo si tratta di una debole gelata di portata storica per questa località, mai scesa sotto i -1.0°C negli ultimi decenni di rilevazioni. Ancora più notevoli i -3.0°C stabili due giorni fa da Narnaul, dove è stato archiviato il primo record assoluto di freddo del 2013. Ma tra le minime più basse vanno segnalati, sempre in India, pure; i +5.7°C di Anandpur Sahib, +6.5°C di Chandigarh, +7.4°C di Amritsar, +9.5°C di Ludhiana e i +11.0°C di Patiala. Valori veramente rilevanti che molto difficilmente potranno essere nuovamente ritoccati.  Alcuni record di massima più bassa di sempre sono stati battuti pure sul vicino Pakistan, poco più ad est, con un eccezionale crollo dei valori termici durante le ore diurne. Fra le massime più basse va segnalata quella della città di Lahore. Anche qui, come sulle pianure dell’India settentrionale, il grande freddo è originato dalle forti inversioni termiche nei bassi strati, legate al potente anticiclone sub-tropicale che regna sopra il sub-continente indiano. Le inversioni producono, nei bassi strati, estese nebbie che impediscono al sole di poter riscaldare i terreni, mantenendo le temperature anche sotto i +12°C +10°C in pieno giorno.

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Ieri Peshawar, per esempio, è stata avvolta dalla nebbia e la massima e crollata sui +10°C. Ben inferiore a quella di Islamabad, la capitale del Pakistan, che è leggermente più alta. Quello che sta interessando il nord del Pakistan e l’India è un tipo di freddo molto secco e anticiclonico, incapace di dare luogo ad eventi nevosi visto la presenza dello strato freddo da inversione solo in prossimità del suolo. Al massimo le deboli gelate causate dal forte irraggiamento notturno possono produrre delle coreografiche “galaverne”, che da queste parti sono una autentica rarità. Le forti inversioni con le annesse nebbie d’irraggiamento proseguiranno a interessare l’India settentrionale e il nord del Pakistan per buona parte della settimana, almeno fino alle giornate di sabato e domenica. Tra domani e venerdì il freddo dovrebbe di nuovo spostarsi più a est, coinvolgendo nuovamente Calcutta, con risentimenti fino al Nepal e persino sul Bangladesh occidentale, dove l’aria molto secca che scivola dalle zone montuose dell’Himalaya orientale.